Politica

Rimandati i costi della politica, è bagarre sui servizi sociali. Sel: “Squallida seduta”

Mozione di sfiducia dell'opposizione a Pellegrino a cui viene chiesto di rendicontare le spese del piano di zona sociale. Lavori dell'aula aggiornati al 23 aprile

Nulla di fatto per il taglio ai costi della politica.. Sbandierato dal mese di gennaio, il provvedimento si impiglia ancora una volta tra le maglie del burocratese e dei tecnicismi. Maggioranza e minoranza scoprono oggi che manca ancora presso l’ente una commissione per i regolamenti. Tradotto: il provvedimento non si può discutere, non prima che la stessa venga istituita (cosa che il presidente del consiglio comunale Raffaele Piemontese si è impegnato a fare domani). Ma tant’è. L’accapo non viene discusso mentre in aula scoppia la bagarre, funzionale più ad un obiettivo politico: costringere Mongelli a prendere atto che la sua maggioranza è cambiata.

Per la prima volta, infatti, i socialisti, neousciti dalla coalizione, fanno asse con la minoranza nel chiedere la verifica del numero legale ed abbandonano l’aula. Ma il progetto di mandare all’aria i lavori fallisce; si spacca anche l’opposizione, a Mongelli arriva il soccorso dei consiglieri indipendenti Trecca e Mennuno. Si va avanti, tra le condanne della Sel che definisce il teatro in onda un misto di strategia del ricatto e populismo becero: “Avevamo oggi il dovere di approvare le varie modifiche ai regolamenti e, invece, la maggioranza è rimasta vittima della scaltrezza di alcuni consiglieri di opposizione che hanno ottenuto, con il ricatto del numero legale, il rinvio degli accapo per dare mandato a una ipotetica commissione regolamenti la formulazione delle modifiche. Avremmo dovuto approvare la delibera sulla riduzione dei costi della politica e non si è potuto fare. In un misto di populismo becero si è consumata una squallida seduta di consiglio nella quale i "responsabili" socialisti si sono adoperati per far mancare il numero legale e altri consiglieri hanno ritenuto di attaccare la loro stessa maggioranza” sbotta il capogruppo, Michele Sisbarra.

I SOCIALISTI: "MAGGIORANZA NON ESISTE PIU'"

Quindi tocca all’assessore Pasquale Pellegrino che arriva in aula con una mozione di sfiducia dell’opposizione che al titolare dei  servizi sociali chiede di rendicontare centesimo per centesimo i 33milioni di euro spesi nel triennio per il piano sociale di zona atteso che, attacca l’opposizione, in città non ci sarebbe traccia di welfare né esisterebbe un monitoraggio dei nuovi bisogni e delle nuove povertà nel frattempo venutesi a creare in città; ma il fuoco è incrociato ed all’assessore arrivano i siluri della sua stessa maggioranza con il consigliere De Vito che parla di un profluvio  di determine e delibere che stanzierebbero denaro senza logica né un minimo di programmazione, invitando l’assessore alle dimissioni.

Pellegrino difende il suo operato, rivendica la coerenza dei suoi atti con la programmazione regionale ma l’intera aula, all’unanimità, chiede un ordine del giorno che obbliga l’assessore a rendicontare periodicamente la sua attività, coinvolgendo le commissioni consiliari ed il consiglio comunale. Provvedimento che ha a tutti gli effetti ha il sapore se non di una sfiducia quantomeno di una diffida. L’aula si è aggiornata a martedì 23 aprile.

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