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Scricchiola la maggioranza di Crisetti, aria di crisi al Comune di San Giovanni Rotondo: ultimatum per il rimpasto da 4 consiglieri

Dure accuse al sindaco in un documento politico: "Il programma con il quale si è presentato alle ultime elezioni amministrative è stato messo in cantina". Secondo i firmatari non è più 'La città normale' sbandierata in campagna elettorale

Scricchiola la maggioranza di Michele Crisetti: quattro consiglieri comunali hanno presentato un documento politico che, di fatto, apre la crisi al Comune di San Giovanni Rotondo. Domenico Gemma e Mauro Ciavarella, consiglieri di San Giovanni Rotondo Popolare, e Lucia Mischitelli e Antonio Pio Cappucci del gruppo Riformisti, lo hanno firmato due giorni fa, dopo una "attenta riflessione sulla situazione politico-amministrativa della città a circa due anni e mezzo dall'insediamento dell'amministrazione".

Consta di quattro pagine, in cui i consiglieri elencano una serie di criticità. Lamentano di venire spesso a conoscenza di aspetti anche rilevanti dell'azione amministrativa addirittura dai social e di riscontrare "una persistente e sempre maggiore difficoltà a interloquire" con alcuni dirigenti, in particolare con l'area tecnica urbanistica, anche per chiedere delucidazioni, ad esempio, sullo stato di attuazione dell'elenco triennale delle opere pubbliche.

Dure le accuse formulate al primo cittadino: "Le decisioni riguardanti le sorti del nostro paese sono nelle mani di pochi suoi fidati che ha accontentato dal punto di vista politico - scrivono i quattro consiglieri - Non vi è alcuna programmazione seppur minima, anzi si naviga a vista attraverso politiche di piccolo cabotaggio. Il programma con il quale si è presentato alle ultime elezioni amministrative è stato messo in cantina e non trovano alcuna giustificazione i ritardi in alcuni importanti settori".

Dal punto di vista dei consiglieri firmatari del documento, in 25 mesi il sindaco "non ha mai voluto prendere posizione sulle fisiologiche diversità di vedute" emerse nelle riunioni di maggioranza. Dunque, le avvisaglie ci sarebbero state. Contestano a Michele Crisetti la mancata condivisione di provvedimenti adottati dalla Giunta. "Sono venuti meno i presupposti politico-amministrativi sbandierati nella campagna elettorale del 2019, riguardanti la allora compagine politica caratterizzata dallo slogan 'La città normale' quale modello di gestione amministrativa della nostra comunità".

La lista delle criticità e dei ritardi lamentati è lunga. Per un settore vitale per l'economia della città come il turismo, si contesta la mancata attivazione di un tavolo con gli addetti ai lavori che segnalano svariati disagi, specie nella zona internazionale, come la chiusura dei bagni pubblici o il checkpoint che non è ancora stato attivato nel mese di maggiore afflusso dei pellegrini.

Non hanno riscontrato alcun interesse nemmeno per la realizzazione di una zona industriale, "lacuna che attanaglia la nostra città da anni". Il piano urbanistico generale, secondo i quattro consiglieri, è al palo: "Da giugno 2019 ad oggi non c'è stata una riunione avente ad oggetto tale fondamentale questione rimasta inevasa, a conferma dello scarso interesse verso uno strumento di primaria importanza per la pianificazione del territorio".

Disapprovano anche le procedure concorsuali per implementare l'organico del Comune sottodimensionato: "Non ha mai voluto confrontarsi e accettare suggerimenti che non fossero del suo cerchio magico", contestano al sindaco. "Non è più tollerabile che diversi uffici a stretto contatto con i cittadini restano chiusi per alcuni giorni". In tema di ambiente, "la città è sporca e spesso abbandonata a se stessa", come non dovrebbe avvenire in una città normale, per dirla con lo slogan di due anni fa.

Inconcepibile, inoltre, per i consiglieri arrivare in prossimità della scadenza del contratto per i parcheggi in una città turistica e che ospita una struttura ospedaliera come Casa Sollievo, senza una nuova gestione e con il rischio di un'altra proroga. Non funzionano come dovrebbero, stando al documento politico, nemmeno le Politiche Sociali: il centro per diversamente abili di via Giuva non ha ancora riaperto e di quello per anziani non risulta partita la procedura di attivazione. Fatta eccezione per i buoni spesa, poi, "nessuna azione o misura è stata messa in campo o in qualche modo pensata, nonostante la previsione di un apposito capitolo di bilancio mai utilizzato", per l'emergenza Covid.

"Non corrisponde certamente al concetto di normalità prevedere l'utilizzo di considerevoli risorse di bilancio comunale per l'organizzazione dell'estate sangiovannese e della festa patronale", scrivono da ultimo i consiglieri Gemma, Ciavarella, Mischitelli e Cappucci. La metà di quelle impegnate sarebbero state impiegate "per tre serate, peraltro senza che vi sia stato alcun rito e manifestazione religiosa".

Perplessità, richieste, e contestazione dei ritardi sarebbero già state espresse in più occasioni, auspicando più concretezza ed efficacia nell'affrontare e risolvere i problemi.

Dall'ultimo capoverso, si evince che i quattro consiglieri chiedono un rimpasto in giunta per il rilancio dell'azione amministrativa: "Ribadiamo - scrivono - l'invito ad avviare un rilancio serio e assolutamente coerente con gli obiettivi sanciti nel programma politico-amministrativo che tenga conto del mutare degli equilibri all'interno della maggioranza con la costituzione di nuovi soggetti politici e, quindi, di garantire a tutti una rappresentanza anche negli organi di governo".

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