Bufera in maggioranza: strappo di Forza Italia, consiglieri disertano aula

Forzisti chiedono un rimpasto di Giusta. Ursitti: "E' macroscopica l'assenza del primo partito di maggioranza all'interno del governo". Rischiano D'Emilio, Calabrese, Roberto e Moffa

Il gruppo di Forza Italia

Bufera azzurra nell'amministrazione Landella. Il gruppo di Forza Italia, primo azionista di maggioranza della coalizione, torna in pressing sul sindaco per un rimpasto nell'esecutivo. Ma, questa volta, deciso ad andare fino in fondo. Lo si comprende dalla prova di forza che gli otto consiglieri dovrebbero mettere in pratica già oggi: "il gruppo, all'unanimità, ha deliberato che non parteciperà ai lavori del consiglio comunale" ha fatto sapere ieri il capogruppo Raimondo Ursitti uscendo dal lungo ed animato vertice di maggioranza.

Incontro al quale ha partecipato anche il sindaco Landella, che, tuttavia, non avrebbe ceduto. "Qui non si tratta di cedere ma di metodo politico, Forza Italia deve essere messa nelle condizioni di partecipare al governo della città" spiega Ursitti per il quale "è macroscopica l'assenza del primo partito di maggioranza all'interno del governo". "Abbiamo atteso otto mesi un'operazione di riequilibrio. Ora basta. Non si vuol mica arrivare a Pasqua?" si domanda ironico.

Che la triade nominata dal sindaco nell'esecutivo all'indomani del suo insediamento (Lombardi, De Filippis, Giuliani) per sbloccare l'impasse con Fi non sia mai stata "riconosciuta" dal partito è cosa di cui una parte dei consiglieri (quelli, in particolare, di fede tarquiniana) non ha mai fatto mistero. Avrebbero "gradito" la nomina di propri elementi politici (leggi i consiglieri De Rosa e Grilli).

LA DURA PRESA DI POSIZIONE DI LANDELLA

Per un duplice, lapalissiano, motivo: sicuramente più vicini al partito piuttosto che al sindaco, avrebbero aiutato anche a far scorrere l'elenco dei non eletti. Una richiesta, tuttavia, sempre caduta nel vuoto, alla quale il sindaco, forte anche della spaccatura interna al gruppo, ha opposto fermamente la sua autonomia di scelta rinviando "sine die". Ora, però, il vento potrebbe cambiare.

Non solo il gruppo sembra essersi ricompattato (lo si comprenderà dalle assenze in aula oggi) ma, con le elezioni regionali alle porte e l'imminente discesa in campo in quota FI della cognata del primo cittadino, Micaela Di Donna, Landella potrebbe avere la necessità di distendere i rapporti coi suoi consiglieri e col partito azzurro. Anche se oggi c'è un altro elemento al quale badare e che potrebbe spiegare i temporeggiamenti del sindaco: la spaccatura Berlusconi-Fitto e l'incertezza rispetto alle sorti del partito a livello locale.

"Questioni distinte e separate" liquidano dal fronte azzurro, una parte del quale è pronto a scommettere sull'apertura di una verifica già oggi, in occasione del consiglio comunale. A tremare sono soprattutto le tre poltrone NCD (D'Emilio, Calabrese, Roberto) ritenute "sovradimensionate" rispetto alla rappresentanza consiliare (4 elementi) del partito di Di Giuseppe, ma non si esclude che il sacrificio possa riguardare anche i Fratelli d'Italia, detentore di un assessorato di peso (Moffa) nonostante la presenza in consiglio di un solo esponente, Giuseppe Mainiero.

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