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Addio a Roberto Consiglio, storico dirigente della sinistra foggiana piegato dal Covid: "Una grande perdita"

Consigliere comunale di Foggia negli anni Settanta, ha trasmesso la passione politica a tanti giovani che oggi lo salutano commossi: "Va via uno dei pochi uomini politici che credeva davvero in loro"

Nella notte, è venuto a mancare, all'età di 82 anni, Roberto Consiglio, giornalista, storico corrispondente de l'Unità, dirigente comunista e consigliere comunale di Foggia negli anni Settanta, piegato dal Covid.

A tracciare un commosso ricordo di un "grande ed indimenticabile protagonista della sinistra foggiana" è Domenico Rizzi, presidente provinciale dell'Arci di Foggia. Nato a Bari, era arrivato a Foggia giovanissimo, erano gli inizi degli anni Settanta. "Lo aveva portato Michele Pistillo, storico dirigente del Pci pugliese, che dopo sette anni di direzione della federazione barese, era stato mandato a dirigere la federazione comunista di Capitanata - ricorda Domenico Rizzi - Qui Roberto fece una importante esperienza come corrispondente per trent’anni de l’Unità e anche di Paese Sera, nonché come dirigente politico della città di Foggia, dedicandosi soprattutto alle questioni dell’informazione. Nel 1972, sotto l’impulso di Pietro Carmeno, diede vita al periodico Il punto di Capitanata, che assolse ad un importante ruolo, in una fase particolarmente delicata della vita politica di Capitanata, caratterizzata prima dall’attacco neofascista e poi dalla grande avanzata del Pci della metà degli anni Settanta. Da giornalista raccontò non soltanto la vita e i cambiamenti della Capitanata, ma anche le gesta della squadra del Foggia di Zeman con l’entusiasmo che lo contraddistingueva".

Nel 1976 fu eletto consigliere comunale di Foggia e rimase nell’assise cittadina per oltre quindici anni, dirigendo anche il gruppo consiliare comunista. Fu, tra l’altro, per diversi anni componente della segreteria cittadina del Pci nonché segretario della città di Foggia. Nel 1991, dopo il congresso di Rimini che sancì lo scioglimento del Pci, scelse di aderire al Partito della Rifondazione comunista e successivamente al Partito dei Comunisti italiani, fondato da Armando Cossutta, di cui fu anche per diversi anni segretario provinciale.
"Roberto si lasciava ben volere per la sua tenacia, simpatia e  giovialità, doti che gli consentirono di superare anche i momenti più difficili come la scomparsa della sua cara Nicoletta, dedicandosi alla cura delle sue figliole con amorevole cura paterna - conclude Rizzi - Purtroppo il Covid lo ha piegato. A lui va l’affettuoso ricordo di tutti noi che l’abbiamo conosciuto e gli abbiamo voluto bene".

Anche la Fondazione Vittorio Foa porge il suo ultimo saluto all'amico Roberto, esprimendo le più sentite condoglianze alla famiglia: “Fai buon viaggio". "Un compagno gentile e coerente fino in fondo", scrive di lui Loredana Olivieri della Cgil. Lino Del Carmine, a lungo segretario provinciale della Cgil dagli anni '90, parla di "una grande perdita per la sinistra e per la città": "Eri un compagno esemplare, limpido, sempre pronto ad assumerti le tue responsabilità. Dotato di grande senso critico ed autocritico. Ideologicamente rigoroso, ma mai chiuso nelle torri del dogmatismo e del settarismo. La tua vicenda umana, Roberto, è vicenda nobile, piena, ricca di sentimenti. Roberto eri un uomo dotato di grande personalità, sensibilità, finissima cultura mai ostentata".

"Va via uno dei pochi uomini politici che credeva davvero nei giovani - dice oggi Fabrizio Cangelli, portavoce della Federazione dei Verdi - Ecco, se dovessi indicare una delle più grandi virtù di Roberto non avrei alcun dubbio: credeva davvero nei giovani".

Ha trasmesso la passione per la militanza politica a tanti giovani che oggi lo ringraziano: "Buon viaggio compagno".

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