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“Capitanata abbandonata a se stessa”, la Lega contro la “fallimentare politica” di Governo e Regione: “Pronti alla piazza”

Il duro attacco del segretario provinciale Daniele Cusmai: "Nessuno da Bari ci spiega perché in provincia di Foggia si siano registrati i maggiori numeri di contagi e morti". Accuse anche sulla politica economica: "Scenario da brividi. Nessun intervento messo a punto sul turismo"

“Non bastasse la gestione disastrosa del Governo nazionale, ad acuire il dramma Covid che sta scontando la Capitanata ci si aggiunge la fallimentare politica regionale di Michele Emiliano. Due duri colpi che si abbattono su un territorio già pesantemente penalizzato in termini di sanità e sviluppo e che oggi si colloca quale fanalino di coda su ogni fronte, andando a compromettere irreversibilmente il futuro della provincia di Foggia”. È il commento del segretario provinciale della Lega, Daniele Cusmai, sulla situazione emergenziale che sta vivendo la Capitanata.

“La provincia di Foggia è quella che mestamente fa registrare proporzionalmente i maggiori numeri in termini di contagi e morti per Covid 19; ciononostante, allo stato non vi è nessuno che si degni da Bari di spiegarci le motivazioni di un tale disastro. È chiaro che il territorio sta scontando tutti i tagli e i ritardi in termini di politica sanitaria fallimentare attuata negli ultimi 15 anni, così come è evidente il fallimento della gestione Covid nei presidi sanitari pugliesi quali le rsa e nella mappatura del contagio, pressoché inesistente. A ciò si aggiunga il disinteresse ormai palese del presidente Emiliano per i destini della nostra sanità e della salute dei foggiani, dopo averli commissariati con suoi uomini di fiducia che peggio non potevano agire”.

“Non bastasse la rovinosa gestione sanitaria, che si regge solo grazie al sacrificio dei nostri medici e sanitari, lo scenario economico che si prospetta per la Capitanata è da brividi. Parliamo, infatti, di un tessuto che già scontava un altissimo tasso di disoccupazione e che rischia di perdere definitivamente quel poco di struttura economica che l’ha trainata. Penso al turismo del Gargano al quale sono appesi i destini di migliaia di famiglie, rispetto al quale non una parola né un piano di intervento è stato messo a punto dal Governo Conte (quando siamo ormai al terzo mese di emergenza), ma anche a tutto l’indotto che gira attorno a esso; per non parlare della categoria dei ristoratori, dei baristi, degli esercenti al dettaglio, degli agricoltori, degli allevatori, e ancora degli autonomi e delle partite iva. Un mare magnum di disperazione che sta avviluppando un territorio già in affannoso ritardo su tutti gli indici economici, che rischia di ricevere la mazzata finale”. 

“Il rischio è altissimo – avverte Cusmai – soprattutto se si guarda al territorio che, non dimentichiamolo, conosce alti tassi di delinquenza. Qui c’è gente che rischia di non avere da mangiare domani. Si sta affamando un popolo e dando linfa alla criminalità”. E conclude: “La Lega si sta battendo a ogni livello per evitare che l’Italia tocchi il fondo. A costo di organizzare una piazza in ogni provincia. A partire da Foggia”.

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