Corte dei Conti, l’opposizione: “Mongelli rinnega la sua azione amministrativa”

Per Bruno Longo, Franco D'Emilio, Leonardo Iaccarino, Lucio Ventura ed Enrico Santaniello il sindaco tenta la professione di giocoliere e prestigiatore

Aula consiliare

Comunicato stampa | "In riferimento all’adunanza pubblica della Corte dei Conti tenutasi ieri a Bari, dove il comune di Foggia doveva fornire elementi di chiarimento circa un piano di rientro finanziario ritenuto, dalla stessa Corte, lacunoso, fantasioso e privo dei fondamentali ed elementari criteri contabili, spiace constatare che il sindaco Mongelli, l’assessore Lisi ed dirigente dei servizi finanziari, con inopportuna caduta di stile e con disprezzo della lealtà istituzionale, abbiano dichiarato evidenti alterazioni della realtà, occultando i  fatti nel puerile ed irresponsabile tentativo di mascherare un clamoroso fallimento sul piano politico e sul piano contabile-finanziario.

Infatti, a seguito della convocazione del 3 ottobre scorso, a cura della Sezione Regionale di Controllo per la Puglia, Mongelli e la sua nutrita delegazione di assessori e dirigenti dovevano esclusivamente fornire, laddove vi fossero, elementi concreti e definitivi ,circa una precisa richiesta dei magistrati contabili, che, per comodità, testualmente si riporta: ”Considerato che la composizione del piano verosimilmente non consentirà il riequilibrio di cassa e  potrebbe non consentire l’acquisizione delle capacità di estinguere la debitoria entro l’esercizio, il comune è chiamato a chiarire tempi e modi con i quali intende sopperire alle risorse pianificate e per le quali esiste una remota possibilità di incasso entro l’esercizio corrente”.

In altri termini, la Corte dei Conti, non credendo nella bontà del Piano di rientro approvato dalla maggioranza di centrosinistra, chiedeva con quali altri mezzi era possibile, entro il 31.12.2012, ultima scadenza utile per evitare la dichiarazione del dissesto finanziario del comune di Foggia, sopperire alla debitoria riveniente principalmente: da un persistente, crescente ed illegale ricorso alla anticipazione di tesoreria; dai disavanzi di amministrazione; dai debiti fuori bilancio; da una incontrollata spesa corrente e dalle passività potenziali derivanti dalle società partecipate di primo e secondo livello (Amica,Ataf,Amgas;Dauniambiente etc.).

A fronte di tale richiesta, mentre in Aula consiliare, durante la discussione sul bilancio di previsione, veniva distribuita una striminzita ed apodittica relazione, dove, sostanzialmente, si annunciava il successo del  succitato Piano di rientro, ieri alle ore 10, a poche ore di distanza dall’annuncio, con grave spregio dell’intero consiglio comunale, si cambiavano repentinamente le carte in tavola ed invece di rispondere alle richieste della magistratura contabile, si chiedeva, irritualmente e con grande “faccia tosta” una sospensione del giudizio, in attesa di un tentativo, non meglio precisato, di inserire la città di Foggia nel cosiddetto decreto “Salva-città” del Governo Monti, con esplicita ammissione, quindi, del fallimento di tutte le manovre di risanamento finanziario, compreso il totemico e salvifico Piano di rientro tanto decantato da sindaco, assessore, dirigenti e da tutta la maggioranza.

Premesso che la Corte dei Conti, diversamente da quanto affermato nel comunicato del sindaco, non ha poteri per inserire o non inserire Foggia all’interno di provvedimenti legislativi del Governo, si evidenzia che con  tale poco onorevole  e poco dignitosa resa senza condizioni, il sindaco sconfessa se stesso e rinnega di fatto tutta la sua azione amministrativa posta in essere sino ad oggi, dando sostanzialmente ragione all’opposizione, che ha sempre ritenuto insufficienti i provvedimenti posti in essere per evitare un dissesto finanziario, che era già scritto nei fatti sin dal primo giorno del suo insediamento.

Se per Mongelli e per il centrosinistra l’ultima spiaggia è costituita dal decreto salva-città del governo Monti, che per chiarezza  procedurale è un provvedimento che instaura procedure simili a quelle previste dagli artt.244 e seguenti del TUEL sul dissesto finanziario, ci chiediamo e tutta la città si chiede: se questo era l’epilogo di una lunga e tormentata vicenda amministrativa, a cosa sono serviti i sacrifici fatti dai foggiani in più di  tre tormentati anni di gestione d’emergenza? Non era forse meglio già dalla prima ora scoprire le carte di un disastro finanziario e ricostruire insieme un percorso  amministrativo virtuoso e condiviso da tutti e dove ognuno  assumendosi le proprie responsabilità, si impegnava alla ricostruzione strutturale e morale della città?"

Il primo cittadino ha dimostrato infantile testardaggine ed incapacità amministrativa perché inutilmente innamorato della sua idea gestionale rivolta più al privato, esclusivamente al privato, piuttosto che all’interpretazione del bisogno e delle esigenze di una comunità, che pur se in parte civilmente diseducata, reclamava e reclama a gran voce e generosamente valori-guida in cui riconoscersi e dai quali ripartire per ridiventare finalmente una città ”normale”.

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Per l’intera opposizione, i capigruppo: Bruno Longo,Franco D’Emilio,Leonardo Iaccarrino, Lucio Ventura, Enrico Santaniello

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