Fitto riparte dalla ‘Convenzione blu’ e a Foggia già si pensa al dopo Landella

Da Foggia e provincia almeno 100 tra amministratori, politi ci e fedelissimi alla due giorni promossa a Roma dall'europarlamentare CoR Raffaele Fitto, al Church resort.

Fitto e la Convenzione Blu

Che fine ha fatto il centrodestra? Dov'è finito quell'inestimabile patrimonio che ha costituto per vent'anni la fortuna politica di Silvio Berlusconi? C'è ancora spazio per un progetto alternativo a Renzi che non sia targato Grillo? E da dove si deve ripartire? Sono i quesiti principali che hanno attraversato la due giorni promossa a Roma dall'europarlamentare CoR Raffaele Fitto, al Church resort.

Una sala blu cobalto pomposamente allestita, una app di ultimissima generazione (We Blu) direttamente scaricabile sul proprio smartphone, decine di pullman partiti da un pò tutte le regioni: nei giorni della Leopolda, la prova di forza inizia da qui. E da due concetti fondamentali: unione e partecipazione. Sono questi gli assunti da chi muove la Convenzione Blu: un patto tra le diverse anime che oggi si dibattono nel centrodestra che fu per provare a ricompattarlo, a compiere l'unico passaggio vitale prima della fine irreversibile.

Arrivano in 4mila, tra amministratori e militanti. Rispondono Giorgia Meloni (Fdi), Gianluca Giorgetti (Lega), Gaetano Quagliariello (Idea) e decine di promotori di correnti e partitini fioccati negli ultimi anni in antitesi a Silvio Berlusconi. Perché Forza Italia non c'è ma è il convitato di pietra, è l'origine, ieri della grande stagione del centrodestra, oggi dei mali del centrodestra, a partire dal famigerato Patto del Nazareno. "Mi si accusa di tradimento. Ma io sono rimasto coerenti con i miei elettori restando nel centrodestra" tuona Fitto, "e soprattutto dicendo un No chiaro e secco a questa riforma costituzionale".

No alla riforma, dunque, "inutile e dannosa". Sì ad un programma chiaro che tenga conto dei veri problemi del Paese (Europa, immigrazione, fisco, lavoro, Sud, famiglia) ed ad un altrettanto chiaro meccanismo di selezione della classe dirigente. "Gli elettori scelgono meglio delle stanze di partito" attacca Giorgia Meloni. Servono le primarie. A tutti i livelli. Le chiedono otto elettori di centrodestra su dieci, secondo un sondaggio commissionato per l'occasione.

Perché con l'aiuto della fondazione tatcheriana New Direction, Fitto (oggi vicino ai laburisti) ha organizzato le cose in grande. Si fa sul serio, si vuole fare sul serio. I numeri che vengono fuori, del resto, sono impietosi: in otto anni il centrodestra ha perso oltre 7milioni di elettori, finito per il 18% nel Partito Democratico e per il 24% nel Movimento 5 Stelle. Ma lo spazio per ripartire c'è e muove da un assunto di fondo: riunire il centrodestra. Lo chiede oltre la metà del potenziale corpo elettorale.

Una ricetta, dunque, che appare semplicissima: unione e partecipazione. Appare appunto. Perché di tentativi di reunion il centrodestra in questi anni ne ha fatti. Ma, il messaggio, non è mai tardi per imparare dai propri errori. Primarie e centralità dei territori chiedono anche gli uomini di Capitanata giunti a Church. Oltre un centinaio. C'è Foggia con il senatore Lucio Tarquinio e i commissari provinciale e cittadino di CoR, Raimondo Ursitti e Mimmo Verile, il segretario amministrativo direttamente da Manfredonia Raffaele Castriotta; c'e San Severo con il commissario Ciro Persiano, San Giovanni Rotondo col vicesindaco Nunzia Canistro, Lucera con Mario Folieri, Cerignola con gli ex sindaco e vicesindaco Antonio Giannatempo e Franco Reddavide. La delegazione è robusta.

Così come è robusta la consapevolezza che bisogna aggrapparsi all'unica ancora di salvataggio che sembra essere rimasta in questa parte dell'agone politico per scongiurare di essere spazzati via da Renzi e dai 5 stelle. Fitto dà appuntamento al 15 dicembre, dopo il referendum, per il quale l'indicazione è un no secco ad una riforma "inutile e dannosa".

"Non c'è molto tempo per rimettersi in carreggiata e tornare ad essere competitivi, per costruire l'alternativa" si autogalvanizzano dalla Capitanata. Si pensa già alle prossime amministrative, a Foggia (dove i CoR restano all'opposizione di Landella) e dintorni. E si attendono il un nuovo nome ed il nuovo simbolo che la Convenzione Blu dovrebbe partorire, più accattivante e di maggiore presa sull'elettorato. Nel frattempo ciascuno, nella propria regione, ha ricevuto mandato di organizzare uguali momenti di confronto. E lì conterà chi porterà i numeri.

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