Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Consulta comunale per le pari opportunità, dubbi sulla formula dell’avviso pubblico

Per la prima volta il Comune di Foggia adotta questa procedura che non era contemplata nel regolamento

Per la prima volta, il Comune di Foggia ha indetto un avviso pubblico per raccogliere le candidature di aspiranti componenti della Consulta comunale per la parità e le pari opportunità.

Il bando scade il 31 luglio.

Dagli atti a cura del capo di Gabinetto, Giuseppe Marchitelli, si evince come l’ente abbia scelto questa formula anche per garantire “meccanismi più trasparenti e partecipativi”.

L’Amministrazione Episcopo aveva annunciato che avrebbe rivitalizzato l’organo consultivo e di proposta al Consiglio comunale in merito alle questioni che riguardano le pari opportunità. Nata nel 2009, la Consulta nel 2011 passò da 15 a 30 componenti.

Qualsiasi cittadino e cittadina può presentare la propria manifestazione di interesse alla nomina e, allo stesso modo, le organizzazioni imprenditoriali, sindacali, movimenti e associazioni, iscritte nel Registro generale regionale delle organizzazioni di volontariato, università e mondo delle professioni potranno seguire la medesima procedura per designare loro rappresentanti.  

Gli interessati dovranno inviare curriculum vitae e una relazione sulle specifiche competenze ed esperienze negli ambiti di intervento riconducibili alle finalità della Consulta.

Qualche addetto ai lavori, però, esprime perplessità sulla procedura che non è contemplata nel regolamento della Consulta.

A norma di quel regolamento, oltre ai partecipanti di diritto, vale a dire il consigliere delegato Mario Cagiano, che è anche il presidente, il dirigente del Servizio Pianificazione, Governance e Programmazione Integrata, donne del Consiglio comunale e della Giunta, compongono la Consulta altri 30 soggetti indicati da organizzazioni imprenditoriali, sindacati, associazioni e ordini professionali.

Sempre secondo alcuni diretti interessati, l’ente avrebbe potuto scegliere la formula dell’avviso pubblico solo dopo una modifica al regolamento. Peraltro, a maggio era stata inviata una Pec alle rappresentanze, invitate a proporre il proprio componente.

Ora, i destinatari si domandano cosa sia stata inviata a fare e quale valore abbiano le indicazioni già inoltrate. Camera di Commercio e Confcommercio, per esempio, avrebbero già inviato i nominativi.

Spetta al sindaco la nomina dei componenti della Consulta e, in buona sostanza, ratifica le designazioni delle varie organizzazioni.

Stando all’avviso pubblico, verrà redatto un elenco degli idonei a ricoprire la carica di componenti della Consulta e i soggetti da nominare saranno scelti tra coloro che “meglio rispondano per competenze, esperienze ed attività svolte, alle finalità della Consulta”.
 

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