L'ASI spaccata dall'Anticorruzione: c'è chi attende e chi si oppone, chi tace e chi sbotta

Si sta riunendo in queste ore il CdA dell'ASI di Foggia, che va avanti anche senza Porreca. Parla Di Gioia, cauto Piemontese, Miglio equilibrista

Alcuni componenti dell'ASI

Si sta riunendo in queste ore il Consiglio di Amministrazione dell’Asi di Foggia, ormai monco di un elemento all’indomani delle clamorose dimissioni da consigliere del presidente della Camera di Commercio Fabio Porreca. E si riunisce nonostante Porreca. Il messaggio, ergo, va da sè: si va avanti anche senza di lui. E così sarà. Anche perché, per quanto la fibrillazione sia altissima (e in assenza di azioni dall’alto, vedi la Regione, che pure ha poteri di vigilanza e controllo), gli altri consiglieri di amministrazione non sembrano voler seguire Porreca.

Sicuramente dopo le note dell’Anac sull’inconferibilità dell’incarico ad Angelo Riccardi, il responsabile dell’anticorruzione e trasparenza Michelarcangelo Marseglia dovrà spiegare le motivazioni alla base dell’archiviazione del procedimento. Ma nulla di più, filtra. Landella si rimette alle valutazioni tecniche di Marseglia, il piddino Emilio Paglialonga chiederà contezza dei “tempi per venir fuori da questa matassa”, Confindustria tace. Gli assessori regionali "devono approfondire". L’Asi si appresta ad affidare appalti milionari, è un ente cruciale per lo sviluppo. Ma nessuno, a parte Porreca, se la sente di esprimere un parere deciso. A prescindere da qualsiasi cosa dica l’Anac, che, di recente, sempre sollecitata dai 5 stelle, in una nota a firma di Cantone, ha preannunciato che, ove Marseglia non dovesse conformare il suo comportamento alla legge, “interesserà la magistratura contabile per gli aspetti di competenza”.

“Appare erroneo – scrive Cantone - il riferimento che il RPCT fa alla delibera ANAC n.833/2016 nella parte in cui afferma che il RPCT è l'unico soggetto cui la legge riconosce il potere di accertamento e verifica della situazione di inconferibilità, in quanto nel caso in esame tale potere è stato preventivamente esercitato dall'Autorità di settore cui è conferito il potere di vigilanza ed accertamento sulla corretta applicazione del d.lgs. n.39 /2013, ossia I'ANAC. Pertanto, il RPCT del Consorzio ASI Foggia, all'esito dell'accertamento compiuto dall’autorità, ha l'onere di contestare la accertata causa di inconferibilità al soggetto titolare dell'incarico illegittimamente conferito ed adoperarsi ai fini dell'adozione di tutti gli atti conseguenti all'accertamento della nullità dell'atto di conferimento; deve, al contempo - senza indugio procedere all'avvio dcl procedimento nei confronti dei soggetti che, ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art.8 dcl d.lgs. n. 39 /2013, sono astrattamente destinatari della sanzione inibitoria. Pertanto si invita il RPCT a conformare il proprio comportamento a quanto sopra indicato, evidenziando che, in difetto, questa autorità interesserà la magistratura contabile per gli aspetti di competenza”.

“Va da sé che questa non è una condizione di serenità per esercitare l’amministrazione dell’ente – dichiara a Foggiatoday Fabio Porreca, dimissionario-. Sono fermamente convinto che la determinazione dell’Anac vada applicata, non interpretata. Non escludo che nel merito Riccardi e Marseglia possano a avere delle ragioni, il problema è di principio: anzitutto se ritieni non sia parere vincolante, non adisci al Tar. Punto secondo, se lo fai, ne chiedi la sospensiva: lì Riccardi sarebbe stato pienamente legittimato, poiché se ne sospende l’efficacia; oggi invece la determinazione del’Anac è vigente, quindi qualsiasi cosa si fa, si fa vigendo quella determinazione e se il Tar darà ragione all’Anac, tutto ciò che sarà stato fatto fino a quel momento sarà nullo. Capisce bene che è una assunzione di responsabilità gravosa, con un rischio altissimo”. Anche perché, continua Porreca con riferimento alle dichiarazioni di Landella a questa testata, “il provvedimento Anac non ha efficacia solo nei confronti del Rptc, ma erga omnes, per gli interni e per gli esterni; anche chi dovesse ricevere appalti, contratti, sa che li sta ricevendo col presupposto della nullità. Ovvio che se poi il Tar, che ha tempi più lunghi, dovesse annullare deliberato Anac, siamo tutti contenti, ma se lo conferma che si fa?”.

Con le pec di Porreca, è stata investita la Regione. Formalmente l’assessorato allo Sviluppo Economico retto da Antonio Nunziante e il presidente Emiliano. Le determinazioni eventuali passeranno in giunta dove siedono due foggiani, ben a conoscenza della questione ma, fino ad oggi, silenti sul punto. “Posso solo esprimere la mia personale opinione che, naturalmente, non impegna Nunziante, al quale tuttavia chiederà la sua opinione in merito” fa sapere, contattato, Leonardo Di Gioia, che pare in sintonia con Porreca. “Per quanto mi riguarda, condivido il fatto che si ponga in maniera seria la questione, è necessario che ci siano approfondimenti, anche perché è inconsueto che un atto dell’Anac venga superato da un atto interno, seppur qualificato. Ho letto le questioni che Porreca ha posto, mi paiono fondate, facciamo una valutazione più complessiva e poi aspettiamo atti ufficiali in merito, anche da parte della Regione se dovessero rendersi necessari”. Per Di Gioia si dovrebbe fare un passo indietro, considerando la strategicità dell’Asi. “Al di là che si abbia ragione o torto, sarebbe utile preservare quell’istituzione destinata a dare finanziamenti, scongiurando polemiche e mettendola nelle condizioni di lavorare con la massima celerità” dichiara, e il messaggio è a Riccardi. Che però resta lì, aspettando il Tar e confortato da Marseglia. "Deve approfondire", invece, Raffaele Piemontese, assessore regionale Pd e, pertanto, politicamente più in imbarazzo e cauto: "Chiamerò Riccardi e Porreca nei prossimi giorni, approfondirò e farò le mie valutazioni" dichiara a Foggiatoday.

Nel “pacchetto” dei consiglieri, Porreca era in quota Provincia. Che si appresta a nominare un sostituto. Non si scompone infatti il presidente Francesco Miglio che ritiene il provvedimento di Marseglia “legittimo, in quanto rientrava nelle prerogative del responsabile anticorruzione. Forse sarei stato più cauto, avrei approfondito di più” dichiara, nel tentativo evidentemente di preservare precari equilibri, anche nell’ente che lui rappresenta. Rispetto alle dimissioni di Porreca – aggiunge- ritengo opportuno convocare subito una assemblea dei soci in cui raggiungere tutte le determinazioni del caso a norma di Statuto”.

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