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I consiglieri regionali pugliesi si riprendono il Tfr: "Vale dal 2013, uno scandalo"

Nella seduta del 27 luglio, con un emendamento passato sotto silenzio, è stato reintrodotto il Trattamento di Fine Rapporto. La consigliere regionale Laricchia avverte: "Non si tratta di una normale liquidazione, come stanno cercando di far passare"

"Il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità la reintroduzione della liquidazione per i consiglieri regionali che terminano la legislatura. Ci tengo a precisare che c’è stata unanimità perché io ero assente per malattia (infatti, avevo anche presentato un certificato medico) e all’ordine del giorno non era previsto niente del genere. Se ci fossi stata io, ci sarebbe stato almeno un voto contrario". Lo scrive la consigliera regionale Antonella Laricchia che, sui social, racconta quanto è accaduto nella seduta del 27 luglio scorso.

La previsione è contenuta nella legge “XI legislatura – 6° provvedimento di riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126 e disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali”. 

Al Capo II 'Disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali', Art. 3 'Diposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali', si sancisce che "a far dal 1° gennaio 2013 a coloro che hanno ricoperto le cariche di consigliere regionale o di componente della Giunta regionale, spetta l’assegno di fine mandato anche se cessati dalla carica nel corso della legislatura". L’ammontare dell’indennità di fine mandato "è fissato nella misura dell’ultima mensilità dell’indennità di carica lorda percepita dal consigliere cessato dal mandato, moltiplicata per ogni anno di effettivo esercizio del mandato".

Si è trattato, spiega la consigliera Laricchia, di "un emendamento presentato all’ultimo momento, da tutti i capigruppo di tutte le forze politiche, compreso, ahimè, il M5S (che di M5S conserva solo il nome, ma non più i principi e i valori), quello anestetizzato dal Pd, che si è venduto politicamente a Emiliano, come prima aveva fatto parte del centrodestra. Già nella scorsa legislatura avevano provato a reintrodurre il Trattamento di Fine Mandato, per il quale non avevano versato un solo euro, non riuscendoci grazie all’opposizione del M5S (che nella scorsa legislatura seguiva ancora i principi per i quali è nato). Questa volta, invece, nel silenzio generale questa norma è passata. Non si tratta di una normale liquidazione, come stanno cercando di far passare, dal momento che vale dal 2013 e quindi per almeno 8 anni i soldi saranno versati solo dalla Regione, mentre normalmente sono i lavoratori ad accantonare una quota mensile del loro stipendio per il Tfr".

La consigliera regionale Antonella Laricchia lo definisce "uno scandalo, specie in un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo, dovuta alla pandemia, in cui tanti cittadini hanno perso il lavoro e non riescono ad arrivare a fine mese. La politica invece di trovare i soldi per loro li ha trovati ancora una volta per se stessa".

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