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Consiglio provinciale senza donne: “Continua la discriminazione di genere”

Critiche della segretaria provinciale della Cgil con delega alle Pari Opportunità Loredana Olivieri: "A sessant'anni dall'acquisizione del diritto elettorale da parte delle donne la strada per una realizzazione democratica è ancora lunga"

Le recenti elezioni provinciali hanno riaperto il dibattito sulla rappresentanza politica nelle istituzioni. La mancanza di consiglieri donne all’interno dell’assiste provinciale non è piaciuta a Loredana Olivieri, segretaria provinciale Cgil Foggia con delega alle Pari Opportunità: “I luoghi della rappresentanza politica nella nostra provincia continuano a presentare elementi di forte discriminazione di genere. L’ultima tornata relativa al rinnovo del consiglio provinciale ha visto un numero irrisorio di candidature femminile e nessuna eletta. Un dato paradigmatico se si considera il sistema elettivo, con il ruolo svolto dai partiti nella selezione delle candidature e il voto di chi già riveste incarichi istituzionali nei Comuni”.

Ecco i 12 nuovi consiglieri

Aggiunge la segretaria provinciale del sindacato: “A sessant’anni dall’acquisizione del diritto elettorale da parte delle donne e a fronte anche di una crescente attenzione delle normative rispetto alla rappresentanza femminile nelle istituzioni, le percentuali bassissime di presenza nelle assemblee elettive ci dice che è lunga ancora la strada per una piena realizzazione democratica; tutto questo rappresenta un aspetto incomprensibile della vita politica, considerato l’apporto importante che le donne dimostrano di saper dare in ogni ambito sociale”, aggiunge Olivieri.

Conclude la Olivieri: “Dalla Regione Puglia al Comune di Foggia la bassissima presenza delle donne chiama in causa una gestione dei partiti e della politica miope e pregiudiziale – conclude Olivieri -. Donne che nel mondo del lavoro come nel sindacato, nell’associazionismo e nell’imprenditoria, pur dovendo quasi sempre conciliare tempi di vita e impegni nell'ambito famigliare, dimostrano capacità, preparazione, spirito di abnegazione, visione innovativa. E che tutto questo sia poco valorizzato nell’ambito politico porta spesso a una sottorappresentazione a livello decisionale di bisogni e aspettative declinate al femminile. Non bastano interventi del legislatore se non vi è una piena assunzione di responsabilità della politica per arrivare a una parità di genere vera ed effettiva. A partire dai nostri territori e dalle nostre istituzioni locali”.

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