Comune e Provincia alla prova dei conti: maggioranze traballanti

La situazione economica è drammatica sia per Palazzo di Città che per Palazzo Dogana. Pdl in rotta di collisione con Pepe. Amica spartiacque del capoluogo dauno e del governo Mongelli

Consiglio provinciale

PROVINCIA - Una seduta liscia. Fin troppo. Tanto da procurare alla maggioranza Pepe a Palazzo Dogana l’ennesimo scivolone. E’ di nuovo tempo di bilanci per gli enti locali, alle prese con le manovre di assestamento e riequilibrio di fine settembre. Anche in Provincia. E sul documento preparato dall’assessore Matteo Cannarozzi De Grazia questa mattina il centrodestra ha mostrato nuovamente la debolezza – cronica - dei numeri: 15 voti favorevoli, sufficienti per archiviare il provvedimento, certo. Ma anche per certificare ancora una volta una maggioranza che viaggia da mesi sul filo del rasoio. Pdl in rotta di collisione col suo presidente, al quale si chiede di metter mano alla giunta. Nel mirino, in particolare, l’assessorato all’Ambiente guidato dal collega di partito, Stefano Pecorella, a conferma del clima di forte fibrillazione esistente tra gli azzurri. Ma nessun cambiamento è all‘orizzonte, per ora. I congressi sono alle porte (si terranno, presumibilmente, a fine novembre) e certificheranno quasi certamente nuovi equilibri nel partito di Berlusconi. Conviene, dunque, aspettare.

Sul fronte squisitamente tecnico, la Provincia deve fare i conti con i tagli ai trasferimenti ministeriali. Meno 12 milioni per il 2012, un durissimo colpo che rischia di rendere inevitabile l’impennata della Rc auto. Il provvedimento di bilancio, tuttavia, almeno per il momento non la contempla. Né stravolge il quadro già delineato con il bilancio di previsione di due mesi fa, dal momento che in 60 giorni nulla o poco può cambiare. Si cerca di far leva sul recupero fiscale e su un maggiore coordinamento delle entrate, niente investimenti (d’altronde i tempi di vacche magre non lo permettono) ma sono state messe al “sicuro” strade e scuole (30 milioni di euro per i due settori, 28 al primo, 2 al secondo). Riconosciuti, poi, 330mila euro di debiti fuori bilancio della passata amministrazione e rivenienti da sinistri stradali. Null’altro. La congiuntura economica è drammatica, tant’è che l’opposizione - sempre pronta a “darci dentro” - non cavalca la crisi. Riconosce che forse si, qualcosa di più la si poteva fare, magari sul fronte scuole. Ma sotterra, almeno per oggi, l’ascia di guerra. L’atteggiamento non passa inosservato. L’assessore al Bilancio se ne compiace e torna a ribadire: “Fare i conti oggi per gli enti locali è davvero difficile, qualunque sia il colore politico al governo”.

COMUNE - In effetti, a qualche metro più in là, al Comune di Foggia, il centrosinistra non arriva alla “terza settimana”. Si racimola tutto quello che si può racimolare e lo si infila nel bilancio di riequilibrio che, tuttavia, deve ancora giungere sul tavolo dei revisori. La seduta convocata per questa mattina va deserta, come nelle previsioni. Il bilancio di previsione, Palazzo di Città lo ha approvato solo 15 giorni fa (lo scorso 14 settembre). Se ne riparlerà tra 15 giorni. Era, tuttavia, importante per iscriverlo all’ordine del giorno, come richiede la legge. Sarà quello il provvedimento con cui il Comune dovrà far leva su alienazioni e valorizzazioni beni comunali per recuperare 10milioni di euro, così come garantito al cospetto della Corte dei Conti. La fase predissesto, lo ricordiamo, non è ancora archiviata.

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E tuttavia sul futuro tornano ad assieparsi molte nubi se si pensa che il taglio ai trasferimenti ministeriali prospettato per il 2012 parla di 22 milioni di euro in meno. Come governare? Come garantire l’equilibrio senza alzare ulteriormente le tasse? Come assicurare ai cittadini i servizi minimi essenziali? Sono queste le domande alle quali è chiamata a dare risposte la “rinnovata” maggioranza Mongelli, quella che uscirà da quel percorso di verifica politica avviato lunedì scorso con le forze politiche. Ieri è stata la volta di Sel e del vicesindaco dimissionario Lucia Lambresa, che si cerca di recuperare. Ne uscirà una giunta rivisitata ed una maggioranza che probabilmente sarà diversa da quella certificata dalle urne nel 2009. Ma che, tuttavia, questa volta, per l’annunciata “fase due” del mandato Mongelli, non potrà permettersi fughe e distinguo ma dovrà necessariamente trovarsi attorno ad un progetto comune e condiviso, che parli la lingua dello sviluppo. Pochi obiettivi ma precisi. E, soprattutto, con date certe. La prima, tuttavia, c’è già, alla quale tutto, purtroppo, sembra essere subordinato. 18 ottobre: la Corte d’Appello si pronuncerà sulla richiesta - rigettata dal Tribunale di Foggia - di amministrazione controllata per Amica, l‘azienda comunale di igiene urbana. E’ quello lo spartiacque per il capoluogo dauno.
 

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