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Consiglio comunale, salta l'elezione del vice presidente. Landella supera la prova dell'aula, ma i partiti lo aspettavano al varco

Seduta fiume. Trattato fino all'ultimo punto all'ordine del giorno. L'opposizione ha dichiarato la sua indisponibilità a ricoprire il ruolo che le spetta da regolamento. Licenziato anche il maxidebito Unieco che rischiava di mandare in crisi la maggioranza

Alla prova dell'aula virtuale, nel giorno dell'azzeramento della giunta last minute prima di collegarsi in diretta Zoom, il sindaco di Foggia Franco Landella dimostra di riuscire a trattenere i suoi (non tutti) attaccati alla poltrona fino all'ultimo punto all'ordine del giorno, per quasi sette ore di fila. Lui ha ceduto al diktat dei partiti ma in cambio si aspetta che i consiglieri non facciano mancare il numero legale.  

La comunicazione della revoca delle deleghe assessorili a inizio lavori ha innescato il primo parapiglia con l'opposizione.

Sergio Cangelli evidentemente non era stato avvisato per tempo e, puntuale, si era connesso per partecipare al Consiglio comunale, salvo poi ricevere una telefonata e sparire dagli schermi. Apparirà anche Anna Paola Giuliani, proprio durante il discorso di benservito.

È stato il capogruppo del Partito Democratico Pasquale dell'Aquila a mostrare per primo segni di insofferenza dopo l'annuncio derubricato a una comunicazione di servizio: "La cosa non è irrilevante, avrebbe potuto farlo dopo il Consiglio comunale, ma adesso ci mette davvero in forte imbarazzo". Il consigliere comunale di Italia in Comune Rosario Cusmai aggiungerà che "non si può far finta di niente e attenersi agli argomenti all'ordine del giorno".

La minoranza ha fatto saltare il banco per l'elezione del vice presidente del Consiglio, ruolo che da regolamento spetterebbe alla parte politica opposta rispetto a quella che ha eletto il presidente.

Il consigliere dei Popolari Pugliesi Massimiliano Di Fonso, che peraltro sembra approcciare alla maggioranza con toni sempre più costruttivi, ha tentato di proporre proprio Lino Dell'Aquila, che si è subito dichiarato indisponibile. "Penso, al di là del regolamento, che il vice presidente non debba essere obbligatoriamente della minoranza - ha replicato il capogruppo del Pd - non abbiamo necessità di ricoprire ruoli e chiaramente in questa fase un po' delicata non accettiamo".

Il consigliere comunale indipendente Leonardo Iaccarino, ormai distinto e distante da Landella e i suoi, si fa sentire solo per stigmatizzare l'atteggiamento della maggioranza e la accusa di fare un teatrino proponendo nomi dell'opposizione: "Sembra quasi una richiesta beffarda".

Sull'intervento del consigliere di Senso Civico Antonio De Sabato è partita la bagarre politica: ha tirato in ballo Fratelli d'Italia che "ha imposto una linea strategica al sindaco" e lo "ha messo spalle al muro", e la discussione si è spostata sul piano del "fatto personale", con uno scontro diretto tra lui e il capogruppo meloniano Gino Fusco che si è intrecciato con un'altra resa dei conti, quando è intervenuta la consigliera indipendente Liliana Iadarola, risentita dalle affermazioni dei suoi ex colleghi di partito.

Alla spicciolata, la minoranza si è dichiarata indisponibile a ricoprire un ruolo che per la maggioranza è un incarico istituzionale e basta.

"Non accettare il ruolo di vice presidente è la logica conseguenza di quello che pensiamo di questa amministrazione - ha detto nel suo intervento la consigliere comunale del Pd Lia Azzarone mettendo una pietra tombale sull'argomento - una amministrazione a nostro avviso terminata già da parecchio". Con 23 voti favorevoli l'accapo è stato rinviato.

Il 'governo dei migliori', espressione di cui si assume la responsabilità il consigliere comunale di Forza Italia Raffaele Di Mauro, è un boomerang, per quanto abbia chiarito a più riprese come non implicasse una valutazione dell'operato degli assessori uscenti o un distinguo. "Non abbiamo chiesto noi una giunta dei migliori - dice rivolgendosi al sindaco la consigliera Azzarone - l'hanno chiesta i partiti del centrodestra e sono loro che hanno definito peggiori quelli che andranno via, non è un termine che abbiamo utilizzato noi".

Maggioranza e opposizione continueranno a battibeccare quando si tireranno in ballo i temi su cui sensibilizzare il governo nazionale e i rispettivi partiti di riferimento.

Saltata l'elezione del vicepresidente, è stato però ricostituito il plenum della Commissione regolamento composto da cinque consiglieri di maggioranza e cinque di opposizione. Francesco Paolo La Torre e Paolo Citro rimpiazzano Bruno Longo e Lucio Ventura, Antonio De Sabato sostituisce 'fisiologicamente' Leonardo Di Gioia.

Il Consiglio comunale ha approvato, poi, con 27 voti favorevoli il nuovo regolamento per la disciplina della videosorveglianza a Foggia. Con la sua adozione viene disciplinata la materia della protezione e del trattamento dei dati personali. Oltre a regolamentare l'esistente, ha una funzione programmatoria: prevede, infatti, ipotesi di sistemi collegati ad altre finalità come il monitoraggio del traffico e l'introduzione di nuove tecnologie come droni e bodycam. Adeguando il regolamento alla normativa si consente, per esempio, l'utilizzo delle telecamere per sanzionare gli automobilisti senza assicurazione.

Sul punto, oltre al Comandante Della Polizia Locale Romeo Delle Noci, ha relazionato l'avvocato Michelino Chionchio, responsabile della protezione dei dati (Data Protection Officer) del Comune di Foggia. È stato lui a spiegare che l'esigenza d trattenere per mesi le registrazioni è in contrasto con la disciplina della protezione dei dati personali, a rischio di richieste di risarcimento danni da parte dei cittadini 'controllati'. "La questione delle telecamere di videosorveglianza - ha evidenziato - è molto complicata, perché ci sono diverse esigenze, sono contrastanti e sono tutte meritevoli di tutela".

Ma è sul tema della risoluzione delle immagini che hanno incalzato soprattutto il capogruppo Cinquestelle Giuseppe Fatigato, il consigliere Pd Michele Norillo (che ha chiesto delle fototrappole) e il consigliere di Senso Civico Antonio De Sabato. Con l'approvazione del regolamento saranno legittimate le sanzioni amministrative rispetto alle violazioni commesse in materia ambientale: "Il sistema di fototrappole è stato già installato ed è in fase di ricalibrazione, attraverso una rivisitazione del posizionamento". Finora sono state rilevate solo 3 violazioni: "contiamo di poter aumentare la capacità di controllo", ha detto il comandante Romeo Delle Noci.

È stato il dirigente Paolo Affatato a chiarire i dubbi sulle cifre: "Ad oggi, sul territorio comunale, ci sono 379 telecamere funzionanti, eliminando i lettori di targa che sono 20, sono 359". Di queste, 45 sono Ultra Hd. Saranno sostituite 50 telecamere che non sono almeno Full Hd. "Abbiamo in consegna - ha aggiunto Affatato - 180 telecamere realizzate lungo la pista ciclabile, progetto Dpcm, che va da via Guglielmi, viale Ofanto e viale Europa".

È stata rinviata su sua iniziativa la mozione per l'attivazione del 112 quale numero unico per le emergenze presentata dal consigliere Cinquestelle Giuseppe Fatigato: pare che solo questa mattina gli sia tornata indietro stralvolta dagli emendamenti per due pagine su tre.

Licenziato anche l'accapo relativo alla presa d'atto del Piano Economico Finanziario del Servizio Integrato di gestione dei rifiuti per l'anno 2020, predisposto e validato dall'Ager (Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti).

Sul maxidebito Unieco da oltre 7 milioni di euro, il sindaco Landella le ha provate tutte per tranquillizzare i suoi preoccupati che potessero incorrere in eventuali responsabilità. Stamattina, sollecitato da alcuni consiglieri, ha formalmente chiesto alla Corte dei Conti di verificare le responsabilità, per quanto in maniera automatica tutti i debiti fuori bilancio passino al vaglio dei magistrati. "La votazione - ha affermato il segretario generale Gianluigi Caso - si limita a prendere atto che, per effetto dell'ordinanza di assegnazione del giudice dell'esecuzione, la somma è già stata prelevata nel 2019".

La caccia alle responsabilità, nomi e cognomi (soprattutto da parte del consigliere Amato Negro), ha generato la reazione stizzita del dirigente Carlo Dicesare che ha parlato di "clima da inquisizione""Penso che la prerogativa dei consiglieri comunali oggi stia andando un po' oltre quella che sono le competenze", ha detto il dirigente per poi comprendere le intenzioni dei membri della massima assise. Alla fine l'accapo è stato approvato con 16 voti favorevoli e tre astenuti. Non è stato nemmeno questo tema, come da previsioni della vigilia e nonostante il dibattito piuttosto vivace, a mandare in crisi la maggioranza. E così sono passati anche gli altri debiti fuori bilancio. Rinviato l'unico accapo in materia di urbanistica.

Gli ultimi punti all'ordine del giorno sono stati licenziati con i 16 voti favorevoli dei presenti rimasti: il protocollo d'intesa con Enel X Mobility per la realizzazione di una rete di ricarica elettrica; la proposta di adesione al Coordinamento nazionale delle città italiane bombardate durante il secondo conflitto mondiale e, da ultimo, il conferimento della cittadinanza onoraria al milite ignoto.

Al triplice fischio finale, Landella ha tirato un sospiro di sollievo ma nelle ore del Consiglio comunale continuavano a circolare i nomi di assessori in pectore, già ingaggiati all'insaputa dei partiti che, una volta chiuso il collegamento, lo hanno aspettato al varco. 

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