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Lunedì, 15 Agosto 2022
Politica San Michele / Corso Giuseppe Garibaldi

Consiglio comunale chiamato a riconoscere 147 debiti fuori bilancio: quasi 2 milioni di euro

Una decina riguardano la Polizia Municipale, dopo che il Giudice del Lavoro che ha dato ragione agli agenti assunti part time. All'ordine del giorno spicca la discussione sul futuro della gestione della sosta tariffata

147 debiti fuori bilancio da riconoscere ai creditori del Comune di Foggia per una somma complessiva di quasi 2 milioni di euro. Ben 18 pagine. Sono le cifre, robuste, che caratterizzeranno la seduta del Consiglio comunale di domani, a Foggia.

L’ultima prima della pausa natalizia. 1milione ed 800mila euro il debito che il consiglio comunale sarà chiamato a riconoscere, tutti rivenienti da sentenze esecutive, tra cui (una decina circa) quelle riguardanti la Polizia municipale, dopo la decisione del Giudice del Lavoro che ha dato ragione agli agenti assunti part time.

La vicenda è nota. E si riferisce al famigerato concorso espletato durante l’amministrazione Agostinacchio per circa 80 agenti full-time, poi saliti a circa 120 durante l’amministrazione Ciliberti ma, gli ulteriori, con orario part time per assenza di copertura economica.

Ed è proprio questo che gli assunti con orario ridotto sono riusciti ad impugnare, ottenendo sentenza favorevole. Una stangata per il Comune di Foggia. Tutti risarciti per i mancati introiti pregressi, oltre che destinatari di assunzione piena.

Le prime pendenze arriveranno in aula domani. Il comune è chiamato a risarcire gli agenti Mario Villani (27mila euro), Maria Cosima Salvatori (29mila euro), Valeriano Di Bitonto (36mila euro), Maria Teresa Caione (32mila euro), Antonio Piserchia (26mila euro) e Giusy Vinciguerra (35mila euro), quest’ultima figlia dell’attuale consigliere comunale ex PD Luigi Vinciguerra. La vicenda all’epoca fece scalpore, finendo anche sulle cronache di Striscia la Notizia per la presenza, tra i vincitori, di amici e parenti di politici e consiglieri comunali.

Ma la seduta di domani si preannuncia agitata anche sul fronte del trasporto pubblico locale. All’ordine del giorno, infatti, spicca la discussione sul futuro della gestione della sosta tariffata in città. Dopo una prima fase sperimentale, affidata ad Ataf, la tecnostruttura ha infatti preparato una proposta di delibera per il consiglio comunale che mira alla privatizzazione del servizio. “Come legge richiede” scrivono, norme alla mano.

L’Ataf continuerebbe ad occuparsene sino ad ottobre 2014, un altro anno circa, il tempo utile e necessario per chiudere la fase di ristrutturazione del debito. Sull’atto verosimilmente il dibattito si infiammerà (a denunciare la vicenda ci sta già pensando sui media il capogruppo di An, Bruno Longo). Anche perché pare che sulla privatizzazione sia di traverso lo stesso sindaco, Gianni Mongelli, oltre a numerosi pezzi della maggioranza.

Nelle denunce si fa riferimento, in particolare, al futuro dei 93 lavoratori, 92 ex dipendenti delle cooperative passati ad Afaf attraverso contratto interinale. Nella proposta di delibera si fa riferimento ad una clausola di salvaguardia dei livelli occupazionali. Il dibattito si preannuncia al cardiopalma. E non può essere diversamente stante l'occasione ghiottissima alla vigilia della campagna elettorale. 

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