Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Seduta deserta, bilancio rimandato: l'opposizione perde l'occasione di mandare a casa Landella

Resta solida la "stampella" all'amministrazione a Landella, ma i banchi restano vuoti: nè la maggioranza nè le opposizioni consentono al sindaco di raggiungere il numero legale necessario per avviare i lavori ed approvare il documento

Le tensioni della vigilia non avrebbero potuto preannunciare epilogo diverso al Comune di Foggia, dove la seduta di bilancio, questa mattina, è andata deserta. Nè la maggioranza nè le opposizioni consentono al sindaco di raggiungere il numero legale necessario per avviare i lavori ed approvare il documento. E, a ben guardare, è un bene: con le fibrillazioni interne al centrodestra, che conta sempre più pollici versi in aula, una opposizione compatta avrebbe avuto numeri sufficienti per bocciare il bilancio e mandare tutti a casa.

Ma i banchi restano semivuoti questa mattina, la "stampella" all'amministrazione a Landella da parte del centrosinistra e di pezzi del centrodestra è solida. Si presentano Citro (civici), Clemente (indipendente), Sciagura (indipendente) Cassitti (PSI), Marasco (Pd), Mainiero (FdI), Ursitti (Direzione Italia) e Pertosa (indipendente). Assenti tutti gli altri, anche i consiglieri di Civica per la CapitAmata che, al netto delle dichiarazioni di scissioni e passaggi all'opposizione, sono di fatto ancora in mezzo al guado (tranne Salvatore De Martino, che, a giudicare dagli ultimi voti in aula, sembra saldamente in maggioranza). D'altronde, dopo l'annuncio da parte del sindaco di una rivisitazione delle deleghe degli assessori e della sua giunta, passi azzardati e definitivi non possono essere compiuti. Vigiano, Fiore (e Splendido?) aspettano gli eventi.

Landella azzera le deleghe. E si commonuove | IL VIDEO

Il sindaco incasserà il bilancio in seconda convocazione, giovedì 5 ottobre. Ma è indifferibile un chiarimento, duro, con i suoi consiglieri. Il primo cittadino non ha usato mezze parole giovedì scorso, allorquando, in un commosso intervento, ha tirato fuori tutte la difficoltà e l'amarezza per la china assunta da chi dovrebbe sostenerlo: mal di pancia continui, pretese, insoddisfazioni individuali a cui badare, doppie casacche politiche a seconda dell'Ente in cui si siede, rimpasti di giunta funzionali a restituire serenità ad un clima che pare covare fuochi sempiterni. Nel calderone ci ha messo di tutto di più, preannunciando, ove si rendesse necessario, un sfogo pubblico delle sue traversie, in piazza, davanti alla città. E lanciando l'ultimatum: dopo l'ennesima operazione politica, non sarà disposto a tollerare null'altro. La porta é aperta per tornare tutti a casa, in pratica. Riuscirà il primo cittadino a pacificare la sua ammaccata e risicata maggioranza con una nuova rivisitazione dell'esecutivo? Non è chiaro, stante anche il braccio di ferro tra Civica per la CapitAmata e Alternativa popolare sulle politiche sociali. Un cul de sac dal quale pare impossibile venire fuori, salvo un passo indietro di una delle due parti.

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