Consiglio comunale: ok al riequilibrio, l'opposizione esce dall’aula

Sul bilancio maggioranza compatta. In ventidue approvano. Per ora messi da parte rimpasti e poltrone. Siparietto Benvenuto-Di Cesare. Mongelli all'opposizione uscita dall'aula: "Troppo comodo"

Comune di Foggia

Erano in molti oggi a scommettere su una seduta ad alta tensione del consiglio comunale, sulla quale sarebbe potuta piombare la sentenza della Corte d’Appello sulla questione Amica (poi non arrivata) e a causa di una verifica politica ancora al palo al Comune di Foggia, nonostante siano abbondantemente scaduti i termini garantiti dal sindaco Gianni Mongelli (fine settembre). Ma – seppur attraversato da fortissime fibrillazioni - il centrosinistra è tornato a far quadrato attorno al primo cittadino approvando, a maggioranza (e con tanto di espressioni di rinnovata fiducia al sindaco), il nuovo piano delle alienazioni e la salvaguardia degli equilibri di bilancio con annessa variazione al previsionale 2011-2013. In un’aula, tuttavia, orfana del centrodestra. E’ stata questa, infatti, l’unica novità della seduta di oggi.

L’opposizione, sulla scorta dell’ultimo duro pronunciamento della Corte dei Conti che nel mirino ha posto passate manovre di riequilibrio (non rispondenti alla legge), ha chiesto chiarezza anche sull’attuale. Ritenute insufficienti le risposte giunte dall’amministrazione, ha quindi abbandonato quindi l’aula. E dando così gioco facile alla maggioranza, che ha approvato tutto con  22 voti a favore  ed un contrario (l’indipendente Trecca).

Un dato, quello numerico, che diviene in questa occasione “sostanza”. Perché se è vero che il bilancio andava in  aula in seconda convocazione e 14 voti sarebbero stati sufficienti, quel “22” dimostra come la maggioranza sia tornata a serrare le fila. Certo, ogni gruppo consiliare ha il suo “dente avvelenato” per una verifica che ancora non si sblocca e che rischia di risolversi nella classica “montagna che partorisce il topolino”. Ma è evidente che la delicatezza del momento imponeva un’assunzione esplicita di responsabilità. Che mettesse da parte rimpasti e poltrone.

In apertura il dirigente dell’Ufficio Finanziario, Carlo Di Cesare, non ha fatto sconti. Il recente pronunciamento della Corte dei Conti parla chiaro: 3 mesi di tempo per una manovra di rientro da non meno di 20milioni “plausibile”, che – aggiunta a quelle “ordinarie”- possa condurre l’ente in equilibrio entro il 31 dicembre 2012. E se si considera che lo squilibrio finanziario di Corso Garibaldi ammonta oggi a 40milioni di euro, ci sono da recuperare qualcosa come 80miliardi delle vecchie lire in poco più di un anno. Il sindaco Mongelli non nasconde la preoccupazione di non farcela: “E’ evidente – dice - che bisogna proseguire con forza sulla via del risanamento. Ma è altrettanto evidente che dobbiamo esser messi nelle condizioni di farlo. Perché non una manovra pluriennale? Abbiamo già recuperato somme altrettanto considerevoli in questi primi due anni”.

La difficoltà sta soprattutto nei tagli ai trasferimenti ministeriali: Foggia si vedrà tagliare qualcosa come 22 milioni di euro nel prossimo anno, dopo aver subito una decurtazione di 8milioni e mezzo per il bilancio in corso. “Ho la sensazione – dice Mongelli - che ci sia un disegno lucido di disgregazione dello Stato unitario”. E bacchetta l’opposizione: “Cosa dovremmo fare noi sindaci? Lasciare l’aula? E’ troppo comodo far finta di denunciare i problemi e poi abbandonare”. E ancora: “Mi chiedo perché l’azione di risanamento condotta sino ad oggi riscontri plausi altrove e nella stessa pronuncia della Corte dei Conti che ha dato atto di quanto fatto sino ad ora. Mentre qui riscuote solo critiche”. “Ho la sensazione – incalza - che si punti ad avvelenare i pozzi”.

Ma che la tensione sia alta ed il giro di boa difficilissimo lo conferma anche il “siparietto” andato in scena tra il consigliere socialista ed ex assessore al Bilancio Angelo Benvenuto e il dirigente dell’Ufficio Finanziario. In una lettera fatta recapitare ai consiglieri, quest’ultimo avrebbe chiesto ai consiglieri di farsi promotori di “soluzioni” per uscire dalle difficoltà finanziarie. Ma Benvenuto replica in aula: “Dovrebbe esser lei (Di Cesare, ndr) a proporre soluzioni, non può chiederle alla politica. E’ da lei che deve partire l’azione di risanamento”. 

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Insomma, il momento è delicato. La maggioranza si stringe attorno al sindaco, rinviando – almeno per oggi - il nodo “verifica”. E consapevole che, questione di ore, si conoscerà il destino di Amica. Se la Corte d’Appello non dovesse riformare la bocciatura ricevuta in primo grado dal Tribunale di Foggia all’amministrazione straordinaria, infatti, il Comune rischia di andare in dissesto a prescindere. A prescindere dal “piano di rientro entro 90 giorni”. Men che mai dalla nuova giunta che si andrà – eventualmente- a formare.

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