Congressi provinciali: "parapiglia" in casa FLI. Scatto d’orgoglio UDC

La candidatura di Lamarucciola manda in tilt il progetto Tatarella, che viene riconfermato segretario provinciale di Fli. Nell'Unione di Centro Angelo Cera eletto per acclamazione: "Mai più con Pd e Pdl"

E’ stato il giorno del Terzo Polo in Capitanata. Nel bene e nel male. Per Futuro e Libertà è valsa la seconda, tra lo stupore generale. Nulla lasciava presagire un simile “accapigliamento” nella prima a Foggia del giovanissimo partito finiano. Avrebbe dovuto scorrere “liscio come l’olio” il primo congresso provinciale svoltosi oggi alla Biblioteca provinciale, con tanto di conferma a segretario (per acclamazione, ma solo al termine di una vera e propria ammuina generale) di Fabrizio Tatarella che dall‘agosto scorso lavora indefessamente alla creazione del nuovo soggetto politico in Capitanata.

La candidatura a sorpresa, infatti, dell’attuale sindaco di Pietramontecorvino, Rino Lamarucciola, rigettata dalla Commissione di Garanzia, ha dato la stura ad un vero e proprio “parapiglia”. Lamarucciola parla di “gravissima violazione del regolamento e congresso non democratico”, annunciando ricorso.

La mozione minoritaria del sindaco del subappennino non avrebbe raggiunto, secondo i Garanti del congresso, quel 20% di firme necessarie alla sua presentazione, oltre a contenere “numerose firme apocrife”. “Nulla di tutto questo - denunciano dalle parti di Lamarucciola - avevamo 202 firme e gli iscritti erano 1011. Solo alla fine, al momento della presentazione della candidatura, abbiamo scoperto che erano lievitati a 1040”.

Sotto accusa, poi, un’altra anomalia: il circolo di Lucera, al quale Lamarucciola è iscritto, avrebbe ritirato all’ultimo momento l’appoggio al suo sindaco. E per alcuni, lunghi minuti è il caos. “La candidatura di Lamarucciola è un fatto prezioso perché dimostra che c’è voglia di impegnarsi nel partito. E chiunque voglia lavorare alla costruzione di Fli è il benvenuto” dichiara il neoeletto segretario Tatarella, che esclude si tratti di un fatto politico. “E’ questione meramente tecnica, purtroppo le regole sono regole e vanno rispettate”. Dalle parti del sindaco la replica non si fa attendere: “Falso, il dato è tutto politico: ci è stato impedito di presentare una candidatura alternativa a quella scontata di Tatarella. Ma noi non ci stiamo, non vogliamo un partito dinastico, che passi come un’eredità dalle mani di Tatarella padre a quelle di Tatarella figlio”.

Insomma, la scissione è servita. Da oggi Fli, al pari di altri partiti, ha la sua “spina nel fianco”, una corrente interna, minoritaria, che promette battaglia. Una frangia di frondisti (capeggiata dal duo Lamarucciola-Mainiero) che, secondo voci accreditate, già esisteva nel partito, lavorava sottotraccia ed aspettava solo il momento giusto per venir fuori con l’unico obiettivo di mettere in difficoltà e ledere l’immagine del partito.

Mentre per altri la “ricerca dell’incidente è stata bilaterale”. Come che sia, sicuramente un inizio non dei migliori per un soggetti politico che si candida a diventare l’alternativa democratica ai “partiti padronali” e che pure aveva iniziato il suo congresso sotto i migliori auspici facendo registrare interventi importanti, come quello di Cecchino Damone (Ppdt) che ha esortato “il premier Berlusconi ad andare a casa” o Leonardo Di Gioia (Pdl) che dichiarando “Sono qui per capire cosa significhi fare un congresso democratico” ha lanciato una pesantissima stoccata ai suoi, ad un Pdl stagnante, unico partito a non aver ancora celebrato un congresso, cittadino o provinciale che sia. Ci sarà da lavorare ora, e non poco, per recuperare immagine e credibilità.

IL COMUNICATO DI FABRIZIO TATARELLA

E’ filato liscio invece, a pochi passi dalla Biblioteca provinciale, il congresso provinciale dell’Udc. Nessuna candidatura alternativa alla Fiera di Foggia. Angelo Cera, già commissario del partito di Casini in Capitanata, viene eletto segretario provinciale quasi subito per acclamazione. Segretario vicario l’ex pidiellino Eugenio Iorio. Nessun colpo di scena qui, nessuna voce distinta e contraria. Le ultime hanno già lasciato il partito: si tratta degli scissionisti dell’Unione di Capitanata, guidati da Giannicola De Leonardis, e che proprio ieri hanno registrato nuovi ingressi con l’arrivo di altri quattro consiglieri comunali di Cerignola.

Ma se il segretario regionale Angelo Sanza auspica la ripresa del dialogo “con tutti coloro che rappresentano oggi il centro”, Cera delle fughe non si cura: “3mila iscritti, ripartiamo con un partito giovane e fresco, rinnovato nei volti e nello spirito, unico depositario del simbolo dello scudocrociato e dei valori della vecchia, grande Dc”. Coloro che hanno abbandonato il partito “sono traditori che lo hanno macchiato e vilipeso”.

L’Udc, sempre più decisiva nelle competizioni elettorali, riparte e si lancia verso l’ambizioso progetto della costruzione della grande casa dei moderati. Sulle alleanze il messaggio ai due poli è chiaro: “Mai più con Pdl e Pd, da oggi solo con chi ci riconosce pari dignità”. E un avvertimento ad Api e Fli:Al momento il progetto di Terzo Polo si sta rivelando possibile solo a livello nazionale. A livello provinciale è scattata la corsa a poltrone e mere posizioni di potere“.

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Stoccate che si vanno ad aggiungere ad una giornata già estremamente pesante per i finiani. I congressi si chiudono. Un dato è chiaro: il Terzo Polo è progetto ancora di là da venire in Capitanata. Udc e Fli hanno le loro gatte interne ed esterne da pelare, oggi più che mai, per la gioia dei loro detrattori. La strada per la politica di Capitanata è davvero tutta in salita. Che si tratti di destra, sinistra o centro non fa differenza.
 

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