Congresso Pdl, Di Gioia: “Ex An s’impegnano a impedire mia candidatura”

“L’ipotesi di una mia candidatura, che sto valutando con serenità alla luce delle adesioni che sono giunte e che eventualmente giungeranno, ha provocato una levata di scudi tesa più a demolire che a costruire”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

leo-di-gioia_1_originalLEONARDO DI GIOIA - "La celebrazione dei congressi provinciali è per il Popolo della Libertà un momento di straordinario valore. Un appuntamento che iscritti e militanti attendevano da tempo e che assume oggi una valenza particolare, da un lato per il momento difficile che i partiti stanno vivendo e dall'altro per l’incertezza del quadro politico futuro. Termina così la stagione delle nomine di vertice e comincia quella del confronto democratico e della partecipazione, attorno alle quali realizzare vere sintesi territoriali, antidoto efficace contro la personalizzazione e aiuto per l’apertura del partito ad energie nuove e giovani.

Sul congresso provinciale di Foggia sono riposte molte aspettative di cambiamento. Il nostro è il congresso più delicato della Puglia e non a caso è l’ultimo a celebrarsi in ordine di tempo. Penso che in larga parte dipenda dalla complessità della situazione territoriale e dal fatto che per tradizione tanto Alleanza Nazionale che Forza Italia, partiti fondatori del PdL, hanno in Capitanata una forte vocazione leaderistica che spesso è stata la causa di aspre conflittualità interne.

Oggi abbiamo l’opportunità di fare un passo in avanti, di aprire ad una rigenerazione e di dar vita ad un equilibrio territoriale più armonico, in cui soprattutto il Gargano e il Subappennino, aree che risentono di un isolamento geografico, abbiano un ruolo centrale.

In questi giorni che precedono l’assise congressuale il dibattito sulle candidature sembra orientarsi però sulle contrapposizioni aprioristiche più che sui progetti politici. È secondo me un errore. La discussione va infatti riportata sul piano delle idee e non su quello dei personalismi.

Noto ad esempio che l’ipotesi di una mia candidatura, che sto valutando con serenità alla luce delle adesioni che sono giunte e che eventualmente giungeranno, ha provocato una levata di scudi tesa più a demolire che a costruire. Specie alcuni esponenti di primo piano dell’ex An, che si stanno infatti impegnando esclusivamente ad impedire che io mi candidi piuttosto che a dare un apporto al dibattito congressuale.

Non sono obbligato da nulla e da nessuno a correre per il coordinamento provinciale. Viceversa, nessuno, soprattutto su presupposti di mero personalismo, può pensare di vietarmi di farlo qualora decidessi. Nessuno può infatti impedirmi di dare il mio contributo di idee al PdL e al centrodestra, nel rispetto di idee e persone, cercando di rendere migliore e più forte il partito.

Se dunque ci sono proposte che garantiscano i presupposti di innovazione, qualità e condivisione spero che vengano fuori, in modo da discuterne e ragionare insieme sulla loro validità. Io sono pronto e disponibile a farlo, perché il congresso sia il luogo in cui un partito decide la propria linea politica guardando al futuro e mirando alla massima partecipazione.

Ad ogni modo considero una mia eventuale candidatura un invito alla condivisione di un progetto, da basare sul confronto ed il rispetto reciproco e insieme un atto di onestà intellettuale, perché credo fortemente che l’ambizione personale di chi è impegnato in politica come me sia sempre un valore aggiunto, a condizione ovviamente che essa sia messa al servizio dell’interesse generale."

 

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