Piemontese a Lombardi: “Non puoi chiedere di interrompere la sfida il penultimo giorno”

Raffaele Piemontese duro con l’altro candidato alla segreteria del PD, Michelangelo Lombardi. “Tu silente su Manfredonia, Foggia e tessere last second di Stornara. Perché?”

Raffaele Piemontese

Lettera aperta di Raffaele Piemontese, candidato alla segreteria provinciale del Partito Democratico di Capitanata, in risposta alle accuse di Michelangelo Lombardi

Caro Michelangelo, il Partito Democratico è il luogo in cui ho scelto di esprimere e praticare la passione per la politica e la volontà di contribuire a migliorare il destino delle donne e degli uomini che vivono e operano nella mia stessa comunità. Ho partecipato con entusiasmo alla sua costituzione ed alla sua crescita; ho esercitato con lealtà il compito di contribuire a dirigerlo; ho assunto la responsabilità di candidarmi a guidarlo in Capitanata per fare ‘ogni giorno qualcosa di nuovo’ insieme ai tanti militanti e dirigenti che mi hanno sollecitato e sostenuto nel congresso.

Prima di giungere a questa decisione, ho più volte provato, e non da solo, a trovare una candidatura unitaria o ampiamente condivisa così da concentrarci tutti su una proposta politica per il partito e la Capitanata. Tu, e non solo tu, hai rifiutato ogni ipotesi alternativa alla tua candidatura e non puoi chiedere, il penultimo giorno del congresso, di interrompere la sfida prima della sua naturale conclusione con l’elezione del segretario scelto dagli iscritti.

Da tutti gli iscritti! Compresi gli oltre mille di Manfredonia e i circa 700 di Foggia che lo sono diventati nelle 6 ore di apertura dei seggi. Centinaia di persone che hanno orientato il voto a tuo favore, come testimoniato dagli esiti dello spoglio e da chi organizzava ingressi e uscite dai seggi. A Stornara, dove hai ottenuto 15 voti su 15 tesserati last second ad un circolo commissariato da molti mesi, si è svolto l’unico congresso d’Italia convocato all’ora di pranzo, alle ore 13,  di un sereno sabato foggiano. Senza che alcuno di noi sapesse alcunché.

Su tutto questo sei stato silente. Mentre tu ed i tuoi sostenitori avete trovato parole e mezzi per offendere, anche personalmente, quanti si sono offerti di essere al mio fianco durante queste due settimane senza nascondersi, spontaneamente e con grande libertà. Come e più di te sono convinto che ci sia stata una degenerazione. E però mi sono ritrovato solo a denunciarla. Perché i risultati a te favorevoli sono immacolati e quelli a te sfavorevoli sono macchiati da chissà quale ignominia? Perché questa doppia morale?

Quanto accaduto a Manfredonia e Foggia è stato salutato dal presidente della Direzione provinciale Aldo Ragni, tuo sostenitore, come “il dato politico più significativo” del congresso. “Due risultati politici clamorosi” (ancora Ragni) che tu hai definito “il segnale del cambiamento richiesto dai nostri iscritti” intervenendo al congresso di Ascoli Satriano il giorno dopo lo scandalo.

Perché non hai gridato il tuo ‘Ora Basta!’ domenica sera? Perché tu ed i tuoi sostenitori, autorevoli o meno che siano, non avete speso una parola per condannare la vergogna consumatasi anche sotto i vostri occhi, socchiusi e sorridenti? Perché, lo ribadisco, il tesseramento ‘selvaggio’ di Foggia e Manfredonia è linfa per la democrazia e le richieste di iscrizione a Vieste o a San Marco in Lamis sono un attentato alla storia politica di quei Circoli?

E’ inaccettabile il tentativo di confondere tutto e tutti nello stesso calderone. Ho fatto centinaia di chilometri per partecipare a riunioni e congressi in cui ho parlato di politica e ho ascoltato donne e uomini del nostro partito parlare di politica. In tutte le assemblee di Circolo ho suscitato applausi convinti quando ho esplicitato l’obiettivo dell’unità e della credibilità, denunciando divisioni e risentimenti. È successo nel primo congresso di Cerignola come nell’assemblea della città capoluogo, dove ho dovuto alzare la voce per farmi sentire da te che scappavi via per raggiungere un’altra assise congressuale.

A differenza della pletora di pseudo-dirigenti politici che ti sostengono con l’ambiziosissimo programma di umiliare un pezzo del partito, ho fatto pacatamente rilevare errori e inadempienze regolamentari, come a Cerignola, e non ne ho fatto una bandiera da agitare sui social network per delegittimare il congresso provinciale e la Federazione provinciale del PD.

Chi mi sostiene e rappresenta, non ha provocato le dimissioni del presidente della Commissione provinciale per il Congresso, uno dei compagni più stimati e ascoltati dell’intera comunità Democratica non solo foggiana. Io non mi sento estraneo a tutto questo. Io sono estraneo a questa logica divisiva e credo che la sfida politica del PD stia principalmente fuori di noi.

Per questo non intendo disertare affidandomi a “chi ha posizioni di maggiore responsabilità”. Se lo facessi, tradirei la fiducia di migliaia di iscritti che hanno condiviso il mio programma per il rilancio del Partito Democratico in Capitanata. Donne e uomini per la gran parte mossi da passione vera e disposti realmente a svolgere attivamente la funzione di militanti, iscritti e dirigenti.

Abbiamo celebrato 35 congressi di Circolo ed altri 8 ne restano da celebrare per conoscere il nome del segretario provinciale del PD. Già oggi, Michelangelo, abbiamo una certezza: chiunque sia tra noi dovrà lavorare gomito a  gomito per ricostruire l’unità del Partito Democratico e restituirgli dignità e credibilità.

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