Caso Tasso, il candidato replica a Di Maio: "Mia posizione compatibile con le regole del Movimento"

Le dichiarazioni del candidato pentastellato al collegio uninominale Cerignola-Manfredonia: "Un reato estinto 10 anni fa non può ritenersi equivalente a una condanna"

"Analizzata la situazione e valutate le circostanze con i miei legali, ritengo che la mia posizione non sia incompatibile con le regole del Movimento 5 Stelle", è quanto dichiara Antonio Tasso, il candidato al collegio uninominale Cerignola-Manfredonia. Tasso rigetta ogni accusa, e soprattutto ritiene di non meritare l'espulsione, caldeggiata dal leader pentastellato Luigi Di Maio (attualmente la sua vicenda è al vaglio del collegio dei probiviri, ndr).

"Un reato estinto dieci anni fa per prescrizione in fase di appello non può ritenersi equivalente ad una sentenza di condanna. Tale sarebbe solo una sentenza passata in giudicato. Ne è riprova il fatto che non è stato mai iscritto nulla nel Casellario Giudiziale. Ugualmente pulito è il Certificato dei carichi pendenti, il che significa che non vi sono procedimenti ancora in corso a mio carico, né tantomeno denunce o querele di nessun tipo (vedasi certificato ex art. 335 depositato). Pertanto, non mi si può assolutamente definire "condannato" ed incompatibile con la candidatura", sostiene il candidato manfredoniano.

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"Né mi si può accusare di aver mentito o omesso notizie relativa ad una situazione processuale, ripeto, estinta, quindi inesistente. Non ritengo, pertanto, che una questione penale, risalente a 18 anni fa e definita da 10 anni senza conseguenze a mio carico, possa ledere l'immagine mia e del Movimento. In buona fede, non ho segnalato la cosa al momento della candidatura perchè la ritenevo così lontana nel tempo, e priva di conseguenze, da essere irrilevante.
Mi auguro - conclude Tasso - che il collegio dei probiviri organo di garanzia del Movimento, con oggettività ed autonomia, valuti serenamente il mio caso senza cedere alla pressione mediatica dei nostri avversari".

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