Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

"Vogliono ostacolare assessorato a Barone". I Cinquestelle ribaltano le accuse dei Dem foggiani. "Esclusa una alleanza con i maestrini"

Il Movimento rifiuta la mano tesa dal Partito Democratico al Comune e interviene anche l'europarlamentare Mario Furore: "Non siamo stampella di nessuno. Né con Landella né con il Pd"

"Ad oggi, visto l’atteggiamento da 'maestrini' del Pd foggiano escludo che una alleanza con loro sia possibile". Tranchant e senza peli sulla lingua l'europarlamentare M5S Mario Furore rifiuta la mano tesa dal locale Partito Democratico. Il segretario cittadino Davide Emanuele e tutto il gruppo consiliare avevano dichiarato la loro disponibilità ad aprire un confronto programmatico con i Cinquestelle. La nota, tuttavia, appariva anche come un tentativo di stanare i grillini al Comune di Foggia, considerate le accuse di offrire stampelle al sindaco Landella. “Spetta ai nostri consiglieri comunali foggiani chiarire che ovviamente noi in Consiglio comunale a Foggia non siamo la stampella di nessuno, non siamo né con Landella né con il Partito Democratico".

Per quanto l'europarlamentare Furore non intenda scavalcare i consiglieri comunali M5S Giuseppe Fatigato e Giovanni Quarato, è lui a frenare quelli che definisce "sogni espansionistici del Pd locale". E così chiarisce che il percorso avviato a Bari, che deve essere ancora vidimato dal voto di Rousseau, non significa che i grillini debbano automaticamente allearsi nei comuni. "Visto che lo stesso Emiliano si professa libero dal Pd, si comprende che l’esperimento non è propriamente col Pd pugliese che, peraltro, nemmeno ci vuole in maggioranza e che, anzi, a mio avviso, continua a mandare queste note con un solo fine: ostacolare una eventuale nomina di Rosa Barone ad assessore, un contrappeso troppo fastidioso per il loro modo di fare politica".

Ricorda che nei comuni è il M5S locale a pronunciarsi sulle alleanze e poi ritira fuori il caso del Parco Nazionale del Gargano, il più urticante per i Cinquestelle foggiani, e sventola la "vergognosa e velata lettera" firmata dalla "maggior parte dei sindaci afferenti al cerchio magico del Pd provinciale" contro gli eletti del M5S "rei a loro dire di minare la serenità del Parco Nazionale del Gargano, e contro il nostro Ministro Sergio Costa reo, a sua volta, di non nominare il Consiglio Direttivo del Parco".

E si è legato al dito anche la nota seguita alla denuncia di Rosa Barone sulla presunta compravendita di voti alle elezioni regionali: "Il Pd locale (mai citato ma preso da una overdose di presenzialismo) rispose che le nostre campagne elettorali portano a voti 'poco ragguardevoli', mentre ora vogliono collaborare con chi secondo loro ha voti 'poco ragguardevoli' poiché stranamente iniziano a pensare che in effetti siamo una forza determinante ai vari livelli".

Di questo passo vede "molto lontana la possibilità di un campo allargato foggiano": "Se il fine del Pd locale è quello di preservare solo potere e status quo, credo che potranno a lungo rimanere soli". E cita il caso Matera, dove il Pd è rimasto fuori dalla giunta dopo l'alleanza centrosinistra-M5S.

Oggi stesso il capogruppo del M5S al Comune di Foggia Giuseppe Fatigato ha risposto ai Dem e ha chiarito i motivi della sua presenza in aula (in video) che ha consentito di non perdere il numero legale nella seduta del 26 novembre al momento dell'approvazione dei debiti fuori bilancio: “Ci sono cittadini e aziende che hanno tutto il sacrosanto diritto di essere rimborsati dei danni provocati dal Comune. Ecco perché sono rimasto in aula, non scappo. Senza la mia presenza sarebbe mancato il numero legale e i debiti fuori bilancio sarebbero slittati ancora. Sarò sempre presente a tutti i Consigli comunali, il cittadino ha diritto ad essere remunerato dopo le sentenze. Le polemiche sterili e gli ostracismi politicistici che fanno il male della città li lascio al Pd, che ha governato per 10 anni Foggia, portandola al quasi dissesto finanziario e al Salva Enti, aumentando il debito della comunità. Altro che MoVimento 5 Stelle stampella dell’amministrazione Landella. Il MoVimento è al servizio dei cittadini sempre, non è una congrega politica per pochi eletti”.

In perfetta sintonia con il collega il consigliere comunale M5S Giovanni Quarato: "Noi siamo stampella solo dei cittadini. E, anzi, stigmatizziamo il comportamento del Pd che entra ed esce dall'aula senza avere la sensibilità di capire che dietro il rinvio di un Consiglio comunale ci sono dei cittadini che soffrono perché mancano le decisioni". Ribalta le accuse e rimprovera ai Dem "balletti di ingresso e uscita dalle aule (virtuali o meno) del Consiglio comunale".

I Cinquestelle scelgono di rimanere in aula anche quando non sono d'accordo: "Nel caso specifico si trattava di debiti fuori bilancio più che legittimati da sentenze del tribunale quindi sui quali c'era poco da discutere dal punto di vista amministrativo, discutibili sul piano politico. Molti di questi debiti fuori bilancio derivano, tra l'altro, dalla gestione amministrativa del centrosinistra, quindi non si possono chiamare fuori. Sono coinvolti più loro di noi, perché noi non c'eravamo e infatti non ne vogliamo rispondere e per questo motivo ci asteniamo dal votare ma siamo presenti, perché capiamo che dietro quel debito fuori bilancio c'è un cittadino che aspetta da anni e non lo possiamo sbeffeggiare andandocene dall'aula".

Ha scritto una lettera aperta al segretario cittadino del Pd Davide Emanuele che comincia così: "Il mio recapito telefonico è noto a tutti i consiglieri comunali del suo partito, per cui se intende avere un dialogo con il M5S di Foggia non ha che da usarlo, non si intimidisca".

Non ha gradito nemmeno l'approccio: "Rimango veramente stupido che una persona che vuole collaborare, anziché chiamarmi e discutere eventualmente su quali potrebbero essere le azioni che possiamo fare in comune per le quali noi siamo e rimaniamo sempre apertissimi al dialogo e al confronto, parta con invece un attacco". Chiaramente il confronto a cui fa riferimento riguarda sempre i programmi, le idee e le proposte. "Se vogliamo creare un clima collaborativo, la prima cosa è rispetto, poi possiamo discutere e sederci intorno a un tavolo. E vale per il Pd e magari anche per il sindaco Landella e la giunta: noi non facciamo distinzioni da questo punto di vista, per noi rimangono la stessa cosa il centrodestra e il centrosinistra. Non vediamo differenze di sistema politico. E da quelli noi ci vogliamo distinguere".

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