Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Comune di Foggia, gli ultimi giorni di Pompei: "È un momento delicato"

Il presidente del Consiglio comunale Lucio Ventura aveva convocato per questa mattina la conferenza dei capigruppo, nel tentativo di assolvere fino alla fine ai suoi compiti e adempiere all'atto dovuto delle surroghe. Ma ormai la politica assiste al finale della consiliatura

Al Comune di Foggia sembrano davvero gli ultimi giorni di Pompei. Ieri pomeriggio il presidente del Consiglio comunale Lucio Ventura, per assolvere ai suoi compiti fino alla fine, ha convocato la conferenza dei capigruppo in programma stamattina alle 8.30.

È andata deserta anche quella, come le sedute del Consiglio comunale dell'11 e 12 maggio dedicate alle surroghe, atto dovuto per quanto il termine di dieci giorni sia acceleratorio e non perentorio e come extrema ratio interverrebbero i poteri sostitutivi.

Ma non ci sarebbe motivo di interpretare diversamente un adempimento e anche nel centrosinistra la convocazione non è stata equivocata. Le notizie di cronaca delle ultime ore sembrano archiviare miseramente l'esperienza consiliare. L'aria è mesta e la voce afflitta. L'opinione pubblica non concede attenuanti neanche ai consiglieri senza macchia.

Gli esponenti dei tre principali partiti della maggioranza, senza troppe frasi di circostanza, non si esimono dal soddisfare la curiosità forse morbosa di sapere con che spirito si affrontino queste ore convulse e quali siano i sentimenti nel centrodestra.

"Chiaramente questi giorni non spostano di una virgola ciò che abbiamo vissuto in precedenza - afferma il segretario cittadino della Lega Antonio Vigiano - Attendiamo gli eventi, non possiamo fare altro".

La politica apprende dalla stampa le novità. Non conosce certo gli sviluppi delle indagini. Vigiano non sente il sindaco Franco Landella da quando si è dimesso. Nel partito di Salvini sono intervenuti direttamente i vertici regionali. Le decisioni sono state assunte con loro, "anche quella di non partecipare al Consiglio comunale scorso". Da lì in poi non ci sono state analisi, "anche perché - spiega Vigiano - in questo periodo aspettavamo effettivamente la decisione finale del sindaco".

Ciccio D'Emilio, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, è tornato alla sua vita di sempre, "chiaramente con un magone nel cuore per tutto quello che è successo. A me dispiace per chi si trova in qualche maniera coinvolto, ma non mi dispiace affatto per chi invece è colpevole per sua stessa ammissione. Sono garantista, ma di fronte alle confessioni c'è poco da garantire".

Come tutti i colleghi, in questo brutto finale di stagione, si augura che il sindaco possa provare la sua estraneità, "far valere le sue giuste ragioni", che ne esca pulito insomma.

Appare intimamente orgoglioso della linea scelta dal suo partito, per quanto anche quello abbia incassato i colpi. "Già da tempo con Galeazzo Bignami avevamo tracciato il percorso che poi obiettivamente è stato anche seguito dagli altri. Noi ad aprile avevamo preso in qualche maniera le distanze dall'amministrazione ma senza colpevolizzare il sindaco. Come partito siamo stati colpiti: Longo era stato eletto in Forza Italia ma era approdato nelle nostre file da qualche mese. Il partito ha ravvisato la necessità di alzare le barricate. Poi è chiaro che aspettiamo gli esiti dei riscontri della magistratura, sia quella diretta sia quella indiretta attraverso la commissione d'accesso. È un momento particolarmente delicato per tutta la cittadinanza - conclude D'Emilio - anche se Foggia deve alzare la testa e deve andare avanti".

Anche Forza Italia ha interrotto le comunicazioni dal 4 maggio. "La sospensione nell'attesa di sapere cosa avrebbe fatto il sindaco con le sue dimissioni era doverosa", afferma oggi il segretario del partito e consigliere comunale Raffaele Di Mauro. "La situazione è molto complessa già dall'insediamento della Commissione di accesso che ha turbato tutti coloro che fanno politica in questa città, perché seppur consapevoli di vivere in una città molto complicata, non è mai una cosa bella che si concretizzi addirittura con l'arrivo di una Commissione. Già da quel momento le cose sono diventate difficili. E la cosa più triste è che l'intera classe politica viene vista male dall'opinione pubblica. Fra i commenti social e l'umore della città nei confronti della classe politica, il sentimento non è certamente dei migliori".

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