Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Russetti il negoziatore, l'assessore chiede a Landella e ai consiglieri una tregua istituzionale "Andiamo avanti per altri 8 mesi"

L'assessore all'Avvocatura del Comune di Foggia ha inviato la sua proposta al sindaco e ai capigruppo di maggioranza e opposizione che "non possono liberarsi della relativa responsabilità etico-politica nei confronti della città con un rimpallo reciproco tanto puerile quanto vano"

"Si stabilisca una tregua istituzionale avente la finalità di raffreddare la situazione attuale e consentire alla Giunta di lavorare con la necessaria serenità operativa nell'interesse della collettività, stabilendo la durata di otto mesi per tale compito: compito che fu deliberato dagli organi politici proponenti il mutamento della Giunta assessorile appena un mese addietro, e che era da ritenersi di per sé di natura eccezionale e perciò necessariamente limitato nel tempo".

È la proposta dell'assessore all'Avvocatura del Comune di Foggia Salvatore Russetti inviata al sindaco dimissionario Franco Landella, ai capigruppo di maggioranza e opposizione in Consiglio comunale e, per conoscenza, ai colleghi assessori. È datata 11 maggio e in calce si precisa che "non è stata concordata né con il sindaco, né con alcuno dei colleghi assessori, in quanto non concerne la delega assessorile conferitami".

Nelle vesti di mediatore, dal piglio più politico che squisitamente tecnico, si rivolge a capigruppo e sindaco "per contribuire a dirimere - nei limiti del possibile - i nodi problematici nei quali si è avviluppata la situazione attuale del Comune, a causa del triplice intrecciarsi di eventi eccezionali e non prevedibili sino a un mese fa: nell'ordine temporale, la volontà espressa dai consiglieri dei gruppi di minoranza di dimettersi, con un tentativo abortito; le dimissioni del sindaco a efficacia differita sino al giorno 24 maggio corrente anno; la valutazione politica espressa da due gruppi consiliari di maggioranza di 'ritenere conclusa questa esperienza', la valutazione sostanzialmente soprassessoria espressa da un terzo gruppo di maggioranza, e infine la valutazione, espressa dai consiglieri di liste civiche di maggioranza, che il sindaco debba ritirare le dimissioni e la Giunta proseguire la sua attività. È evidente che questo intreccio ha comportato uno scenario politico-amministrativo quanto mai confuso e per certi versi contraddittorio, in ogni caso produttivo di un gravissimo stallo della complessiva attività gestionale del Comune nelle sue varie articolazioni politiche e amministrative, che può divenire esiziale per la comunità cittadina ove si protraesse".

L'analisi dell'ex giudice prosegue ipotizzando alcuni scenari. Non è un caso che la lettera sia stata inviata oggi, alla vigila di una riunione del Consiglio comunale che segue la prima convocazione andata deserta.

"A me è ormai chiaro - scrive Russetti - che sensibilità, gli interessi politici e le aspettative anche personali di ciascuno degli attori di questa situazione avvitatasi in un meccanismo autodistruttivo (sindaco dimissionario - gruppi consiliari di opposizione incapaci di porre fine autonomamente all'amministrazione attuale - gruppi consiliari di maggioranza divisi sul da farsi immediato) realisticamente non autorizzano pronostici favorevoli all'interesse collettivo. Infatti, ove a breve seguisse lo scioglimento del Consiglio comunale per mancata revoca delle dimissioni da parte del sindaco, ovvero per impossibilità di funzionamento del Consiglio medesimo in seconda convocazione, lo scenario e la tempistica legalmente obbligati sarebbero quelli di nuove elezioni da tenersi a metà ottobre, e anzi il differimento a non prima del fine novembre successivo della operatività concreta dei vari organi politico-amministrativi del Comune. In altri termini, nella situazione data e ove non sopravvenisse una svolta nelle dinamiche confuse oggi operanti, alla Città è 'assicurato' (mi si consenta il termine) uno stallo certo di circa sette mesi".

Si lascia andare a valutazioni di merito quando avverte sindaco, opposizione e maggioranza: del rischio concreto di uno stallo "debbono avere formale e sicura contezza, nell'assumere le rispettive decisioni nell'immediato, circa la prosecuzione o l'interruzione di questa amministrazione, e non possono liberarsi della relativa responsabilità etico-politica nei confronti della Città con un rimpallo reciproco tanto puerile quanto vano".

Da qui, la sua proposta "che ciascuno degli attori sopra citati valuterà in sua autonoma coscienza, ma con esplicito invito a esternare poi pubblicamente la propria valutazione".

Passati gli otto mesi di tregua, "giunti a fine anno, per un verso le dinamiche politiche ordinarie potranno riprendere il loro corso naturale in condizioni di maggiore serenità; per altro verso si conosceranno le determinazioni della Prefettura in ordine al (noto) procedimento in corso per l'eventuale scioglimento d'imperio degli organi del Comune per infiltrazioni mafiose; e per altro verso ancora andranno comunque a maturazione eventuali sviluppi di inchieste giudiziarie su singoli amministratori, cui taluni consiglieri hanno dichiarato di annettere molta importanza ai fini delle loro valutazioni sulla 'indegnità' dell'attuale Consiglio comunale. Tanto la mia coscienza - conclude - imponeva di dovervi proporre".

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