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Autoassoluzione del Comune di Foggia sugli appalti, con il placet della commissione 'Affari Generali'

L'amministrazione comunale si ritaglia uno spazio all'interno di un'audizione per la sua 'operazione verità': "Siamo stati sempre tempestivi e trasparenti". Durante la riunione non perviene alcuna richiesta di chiarimento dopo le relazioni e gli interventi

"Dalla scansione temporale degli atti, si evince come l'amministrazione si sia sempre tempestivamente adoperata affinché ci fosse trasparenza nella gestione dei servizi alla luce delle interdittive antimafia intervenute". È questa, in sintesi, la tesi per smentire presunte opacità negli appalti relativi ai tributi, ai servizi cimiteriali e alla segnaletica.

Il Comune di Foggia schiera la difesa al completo rappresentata dall'assessore ai Contratti e appalti Sergio Cangelli, dal segretario generale Gianluigi Caso, dal legale Antonio Puzio dell'Avvocatura civica e dai dirigenti Paolo Affatato e Carlo Dicesare, senza contraddittorio e senza obiezioni. Si ritaglia lo spazio per la sua arringa in una riunione della prima commissione consiliare permanente Affari Generali. L'amministrazione comunale confeziona così la sua operazione verità in 48 minuti. L'audizione sembra seguire un preciso canovaccio.

La richiesta è arrivata dal presidente fresco di nomina, il consigliere di Fratelli d'Italia Luigi Fusco che ha aperto i lavori: "Pare che questi appalti abbiano delle criticità a noi sconosciute, perché ritengo opportuno dire che dal 2014 ad oggi l'amministrazione di cui io mi onoro di far parte non ha mai prodotto nessun appalto di questo tipo". Si lascerà andare ad un elogio spassionato della tecnostruttura, fino a invocare, a consuntivo, il mea culpa dei giornalisti che hanno evidenziato le presunte irregolarità dopo l'insediamento della Commissione di accesso: "Ritengo che tutti gli atti siano legittimi e le carte sono lì a testimoniarne tutta la correttezza, pertanto invito gli organi di stampa a munirsi di questi atti, a scrivere la verità e a chiedere eventualmente scusa ai dirigenti del Comune che hanno fatto gli atti e che rappresentano l'amministrazione comunale".

Difende a spada tratta l'amministrazione e per lui è tutto chiaro: "Questi articoli non hanno ragione di essere". Bene ha fatto a questo punto il dirigente Paolo Affatato a ringraziare la commissione consiliare per questa "opportunità anche a tutela dell'operato tecnico dell'amministrazione".

Hanno partecipato alla riunione, i componenti della commissione Amato Negro, Liliana Iadarola, Paolo Citro e Antonio Capotosto, tutti consiglieri di maggioranza. Non è arrivata alcuna richiesta di ulteriori chiarimenti dopo le relazioni, nessuna domanda, nessuna obiezione. In un soliloquio, assessore e dirigenti hanno fornito la propria versione dei fatti vidimata dal presidente della commissione consiliare che li aveva convocati per verificare la correttezza di tutti gli atti amministrativi e dell'operato della tecnostruttura.

Tocca a Sergio Cangelli provare a smontare punto per punto le ricostruzioni giornalistiche. Premette che il suo è un semplice riscontro alle risultanze degli articoli di stampa e "non vuole essere un modo per interloquire né in maniera diretta né in maniera indiretta, né tantomeno per interferire con il lavoro della commissione d'accesso, che è altro rispetto a ciò che emerge da questi articoli". Dalle sue parole si evince che i presenti per il momento non sono stati interpellati dalla Commissione d'accesso, per quanto chiaramente siano a disposizione. Relaziona per circa 20 minuti. A conforto della legittimità di ogni iter illustrato e a garanzia delle procedure, dettaglierà anche le interlocuzioni con il prefetto.

Il servizio tributi

L'analisi dell'assessore al Contenzioso parte dall'affidamento della gestione della riscossione delle entrate tributarie. "Il rapporto con Adriatica Servizi nasce il 7 agosto 2017, allorquando con determina dirigenziale c'è la presa d'atto dell'affitto del ramo di azienda e quindi del subentro nel contratto di Adriatica all'amministrazione straordinaria della ex Aipa poi diventata Mazal, procedura che si è svolta tutta all'interno del ministero dello Sviluppo Economico". Il Comune di Foggia si è limitato alla presa d'atto di questa procedura.

"Il 16 settembre 2019, come a tutti noto, c'è stata una interdittiva antimafia del prefetto di Foggia nei confronti di Adriatica Servizi - prosegue Cangelli - L'immediata reazione del Comune è stata quella, il giorno 20 settembre, 4 giorni dopo, di adottare con determina dirigenziale la risoluzione del contratto nei confronti di Adriatica Servizi. Nonostante si trattasse di un servizio molto delicato, l'amministrazione non ha esitato un attimo a internalizzare il servizio tributi". La determina è stata impugnata da Adriatica, il giudizio cautelare è stato respinto e l'amministrazione ha internalizzato il servizio. "Adriatica ha anche impugnato davanti al Tar l'interdittiva antimafia. Nei casi in cui le società propongono ricorso, vi è la possibilità di richiedere al giudice ordinario penale il cosiddetto controllo giudiziario" previsto dal Codice Antimafia. Il 16 marzo 2020 Adriatica lo ottiene.

"Il 1° aprile, siccome con il controllo giudiziario vengono sospesi gli effetti dell'interdittiva e la società rientra nella white list, chiede al Comune di Foggia di poter riprendere i rapporti originari. A seguito di approfondimenti fatti dai dirigenti l'amministrazione ha rigettato questa istanza". Su questo punto Cangelli indugerà a lungo ed è la chiave dell'impianto difensivo: anche quando le ditte sono rientrate nella white list, il Comune ha rigettato l'istanza di tornare a gestire il servizio. "È una presa di posizione importante - evidenzierà - e anche giuridicamente ben motivata".

Si è arrivati così all'internalizzazione, all'appalto per l'affiancamento della società Andreani (ma è in corso la predisposizione della nuova gara) e all'affidamento all'Agenzia delle Entrate del servizio di riscossione coattiva. A febbraio, il Consiglio comunale ha deliberato l'internalizzazione del servizio per i tributi maggiori e l'esternalizzazione per quelli minori.

"È evidente come ci sia stata assoluta tempestività e trasparenza dell'amministrazione nella gestione del servizio tributi", conclude l'assessore Cangelli.

Sul servizio tributi si concentreranno anche gli interventi del segretario generale e del dirigente Dicesare. Gianluigi Caso conferma come Adriatica, per mezzo dell'amministratore nominato dal tribunale penale, avesse effettivamente subito chiesto al Comune di revocare in autotutela la determinazione dirigenziale adottata dopo l'interdittiva. "In quella occasione si era di fronte ad una scelta discrezionale e il legale chiamato dalla società ha sollecitato l'adozione di questo provvedimento". Da come era stato prospettato, peraltro, la revoca appariva come una scelta obbligata. "Ma invece, tramite uno studio giurisprudenziale accurato che è stato fatto dall'ufficio e da me controllato e avallato, è stato dimostrato che in realtà il Comune non era obbligato a ripristinare questo rapporto contrattuale".

È lui a puntualizzare che "l'amministrazione, e la tecnostruttura in prima battuta, hanno agito in piena autonomia applicando gli orientamenti giurisprudenziali in materia senza alcun tipo di condizionamento da parte della ditta Adriatica". 

"Dal punto di vista amministrativo e gestionale - aggiunge Carlo Dicesare - credo che l'atteggiamento del Comune di Foggia nei rapporti con Adriatica Servizi sia stato abbastanza lineare: abbiamo applicato alla lettera tutto quello che ci imponeva la normativa". Spiega come nella fase del subentro di Adriatica Servizi nel contratto con Aipa-Mazal ci sia stata una interlocuzione serrata con l'amministratore straordinario, il prof. Bruno Inzitari, "ma senza entrare nel merito della scelta del contraente. Tra l'altro, è una procedura che lui ha gestito a Milano in totale autonomia, quindi il Comune di Foggia non è entrato nel merito di nulla. Lui ci chiese una serie di informazioni di tipo gestionale per costruire un capitolato da mettere a gara".

Non ha mai riscontrato criticità da parte di Adriatica Servizi fino all'interdittiva. "Dopo la stagione fallimentare e disastrosa dal punto di vista dei risultati sulle entrate del Comune, la gestione di Adriatica Servizi ha portato sicuramente più ossigeno". L'inversione di tendenza rispetto "al nulla di Aipa-Mazal", testuali parole di Carlo Dicesare, è stata certificata dal collegio dei revisori e dalla sezione regionale della Corte dei Conti. Sul modello di gestione di Adriatica non ha nulla da eccepire e, anzi, lo considera una solida base su cui è stato successivamente strutturato il servizio, perché quando è stato internalizzato le cose sono andate addirittura "decisamente meglio", tenendo conto che l'affiancamento è rappresentato dalla stessa squadra, e cioè dal personale di Adriatica, una quindicina di dipendenti, transitato nell'Andreani in virtù della clausola sociale.

Servizi Cimiteriali

Nel suo excursus, l'assessore Sergio Cangelli passa in rassegna l'affidamento dei servizi cimiteriali. "Il rapporto contrattuale con la società Pfc è nato nel 2011, per cui è un rapporto preesistente all'attuale amministrazione". Il contratto attiene alla gestione dei servizi cimiteriali tout court ma anche alla costruzione di loculi cimiteriali. "Il 16 settembre c'è stata l'emissione di una interdittiva nei confronti della società Ctm srl che faceva parte della compagine di Pfc. Una settimana dopo, esattamente il 23 settembre 2019, la Pfc comunica la risoluzione del contratto con Ctm".

È qui che il Comune interpella il prefetto, coinvolgendolo nelle decisioni da prendere sia a seguito dell'interdittiva sia della comunicazione di risoluzione contrattuale. Sindaco, dirigenti e assessore sono andati all'Ufficio Territoriale del Governo. "In questo incontro abbiamo spiegato che Ctm formalmente non faceva parte di Pfc quindi, in mancanza di una interdittiva nei confronti di Pfc, noi eravamo formalmente vincolati a proseguire con il contratto". Nella circostanza hanno fatto presente che, diversamente dal servizio tributi, il Comune sarebbe stato impossibilitato a internalizzare i servizi cimiteriali che richiedono specifiche professionalità, senza contare l'emergenza dovuta alla carenza dei loculi che non poteva essere certo gestita dal personale. Insomma, avrebbe comportato problemi pratici, di igiene pubblica e di mancata tutela dei diritti costituzionalmente garantiti.

"Il prefetto ci ha invitati a richiedere la certificazione antimafia anche per la Pfc, cosa che il Comune ha fatto il giorno stesso, e a verificare se ci fossero le condizioni per la cosiddetta gestione straordinaria e temporanea. Il giorno 11 ottobre l'interdittiva viene estesa anche a Pfc. Il 15 ottobre, quindi quattro giorni dopo, il sindaco fa una nota al prefetto e sulla base delle risultanze dell'incontro fa un'istanza ai sensi dell'articolo 32 comma 10 e comma 1 del Testo Unico Antimafia per verificare se ci fossero le condizioni per una gestione straordinaria e temporanea per i servizi cimiteriali. Il prefetto, d'intesa con l'Anac, come prevede la normativa, nomina tre commissari".

Da quel momento l'amministrazione della Pfc passa nelle mani dei 3 commissari. Successivamente, il 16 marzo, subentra il controllo giudiziario.

Spenderà due parole anche il dirigente Paolo Affatato che ha ereditato la procedura che "affonda nella notte dei tempi". La prima delibera di Consiglio comunale risale a più di 15 anni fa. Ammette di aver subito addirittura "uno shock" quando gli hanno riferito i passaggi apparsi sulla stampa. "Non siamo solo intervenuti in maniera succedanea, ma addirittura abbiamo segnalato noi la fattispecie"

Segnaletica stradale e semaforica

L'altro tasto dolente riguarda il contrato con Segnaletica Meridionale stipulato il 21 luglio 2016, ditta colpita da interdittiva il 14 aprile 2017. Stesso copione: la società oppone il ricorso al Tar Puglia. "Il giorno 21 aprile, una settimana dopo l'emissione della interdittiva, la prefettura scrive al Comune, comunica l'avvio del procedimento e invita il Comune - questo è molto importante - a non assumere iniziative nei confronti della ditta perché pende il ricorso al Tar - racconta Cangelli ripercorrendo la vicenda -. Il giorno 30 giugno 2017, la Prefettura comunica l'addivenuta esecutività dell'interdittiva. In quel momento, l'amministrazione prende contatto con la seconda ditta classificata per verificare se era disponibile al subentro, il cosiddetto interpello, e con una determina del 12 luglio 2017, quindi 12 giorni dopo, stabilisce la risoluzione del contratto con Segnaletica Meridionale. Il 16 ottobre 2017 viene stipulato un nuovo contratto con la ditta Ciro Menotti. Quindi, anche per questo terzo appalto, è evidente dalla scansione dei tempi come ci sia stata una immediata attivazione dell'amministrazione a seguito degli intervenuti provvedimenti da parte della autorità prefettizia con la quale c'è anche stata una continua interlocuzione".

Richiama, da ultimo, tutta la normativa sulla certificazione antimafia e le formalità propedeutiche alla stipula dei contratti. "Queste normative in tutti gli appalti del Comune sono state sempre rispettate. La 'sistematica violazione degli obblighi di certificazione' non è mai avvenuta".

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