Lunedì, 15 Luglio 2024
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A San Severo finisce male tra Colangelo e Caposiena, Dell'Erba tra l'incudine e il martello

Miseramente fallita l'operazione unità nel centrodestra. E il coordinatore provinciale di Forza Italia si ritrova in mezzo a due fuochi

“Forza Italia a San Severo non si tirerà indietro dall'offrire il pieno sostegno alla candidata Lidya Colangelo”. Così recita il comunicato, inviato a prima mattina, dall’account del coordinatore provinciale del partito e consigliere regionale Paolo Dell’Erba.

“Forza Italia ha proposto agli elettori un programma che sono convinto possa essere fondante anche del mandato sindacale della Colangelo in caso di elezione. Ora rimbocchiamoci le maniche e portiamo alla vittoria il centrodestra”, si leggeva ancora nella nota che, ci confermano dallo staff, essere quella ufficiale.

Poi ci sarebbe un’altra versione, arrivata alle redazioni di alcuni giornali on line di San Severo, che sarebbe stata concordata anche con la candidata alla carica di sindaco del suo partito Rosa Caposiena.

Le formule cambiano completamente e, per certi versi, stravolgono anche il senso. Nella sua dichiarazione, in questo caso, Paolo Dell’Erba addebita alla coalizione di Colangelo il mancato apparentamento e le relative ripercussioni sull’unità del centrodestra. “Forza Italia – si legge nell’altra versione riportata dalla Gazzetta di San Severo – non si tirerà indietro invitando i cittadini a non votare per il centrosinistra”.

Anche la conclusione è stata sfoltita: “Forza Italia ha proposto agli elettori un programma che sono convinto possa essere il punto di partenza per un futuro appoggio esterno”.

Dallo staff ci spiegano che il coordinatore provinciale ha risposto a domande dei colleghi che, dunque, hanno rimaneggiato le dichiarazioni.

“Ad Apricena il marmo è duro. A San Severo pure. Anche senza cava”. Ha scritto nel pomeriggio sui social l’azzurra Rosa Caposiena. E la trama si infittisce. Probabilmente, non finisce qui.  

Era stata lei a spiattellare sui social uno stralcio del verbale stilato sabato scorso al termine della riunione delle tre coalizioni che avevano avviato le trattative, in risposta ad un post al vetriolo di Lidya Colangelo (“Non accettiamo ricatti da Caposiena”).

Stando a quel verbale, Paolo Dell’Erba aveva dichiarato che era necessario l’apparentamento tecnico. La proposta della coalizione di Colangelo, invece, parlava di un assessore a Caposiena e due a Giuliani, senza apparentamento per nessuna lista.

“Abbiamo aperto le porte della maggioranza alla Caposiena per consentire l’unità delle coalizioni alternative a Masucci, pur consapevoli che avrebbe boicottato ogni nostra offerta. La sua campagna elettorale denigratoria contro il nostro progetto (che ha ottenuto il doppio dei suoi voti) l’ha spinta all’ennesimo ricatto, rifiutando l'accordo politico proposto”, aveva scritto sui social la candidata a sindaco arrivata al ballottaggio.

Aveva aggiunto che la sua coalizione si era stancata del “vittimismo” di Rosa Caposiena. “A Forza Italia, ai candidati e ai sostenitori della coalizione Caposiena che hanno mostrato, in questi giorni, sostegno al nostro progetto - si leggeva ancora -, restano le porte aperte”.

La risposta di Rosa Caposiena non si era fatta attendere: “Ricatto, se così può chiamarsi, è stato quello di chiedermi di far scattare consiglieri di centrosinistra mentendo agli elettori sull’unità del centrodestra. Io non prendo in giro la città per una poltrona”.

Insomma, volano gli stracci e il coordinatore regionale Paolo Dell’Erba è finito tra l’incudine e il martello. Anna Paola Giuliani, invece, ha accettato l’accordo, rimediando anche la vicesindacatura in caso di vittoria di Lidya Colangelo.

Dino Marino, sostenitore della prima ora della coalizione civica traversale, sogna “una città delle donne”. La chiamano “rivoluzione gentile”.

L’operazione unità nel centrodestra, invece, sembra ormai miseramente naufragata.

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