Lunedì, 15 Luglio 2024
COMUNALI SAN SEVERO 2024 / San Severo

Anna Paola Giuliani spinge la sua gente al ballottaggio: "Con Lidya e Rosa per scrivere insieme una pagina nuova"

Ore decisive per eventuali apparentamenti nel centrodestra di San Severo in vista del secondo turno di ballottaggio tra Angelo Masucci e Lidya Colangelo. "Il desiderio di stare insieme c'è"

Ha sfiorato il ballottaggio e ora “non finisce qui”, promette ai suoi elettori sui social Anna Paola Giuliani: San Severo “può ancora ritornare bellissima”.

Poco più di mille voti, 1.038 per la precisione, la separano da Lidya Colangelo, la sfidante al secondo turno del candidato sindaco del campo largo Angelo Masucci. Negli ultimi giorni prima del voto, i bookmaker la davano persino in vantaggio e il testa a testa durante lo scrutinio, con uno scarto di voti sempre piuttosto risicato, lasciava presagire che il pronostico fosse azzeccato.  

I Popolari le hanno portato la bellezza di 1.122 voti che, per il momento, valgono il seggio di Raffaella Vene. Il consigliere regionale Napoleone Cera, che ha costruito quella lista, oggi invita tutto il centrodestra a sedersi intorno a un tavolo per “dare una prospettiva alla città”. Del resto, l’unione fa la forza.

L’ex assessore alla Cultura del Comune di Foggia, ‘figlia d’arte’, può dirsi soddisfatta.

“Considerando che qualcuno all'inizio non credeva proprio che si potesse ottenere un risultato del genere senza grandi partiti alle spalle, è un risultato importante e io ne vado orgogliosissima – afferma oggi Anna Paola Giuliani -, non solo in termini di coalizione, ma anche in termini di voti personali, perché ricevere quasi 700 voti in più della coalizione è un bel traguardo, un attestato di stima”.

Ringrazia una per una tutte le forze che l’hanno sostenuta, dai Popolari all’Udc, la sua civica, il Nuovo Psi, la Consulta cittadina per San Severo e Io Sud, con l’ulteriore apporto di Indipendenza e Libertà: "Tutta gente che ci ha creduto, molti di loro alla primissima esperienza. Raccogliere più di 5000 voti in una campagna elettorale difficile, con un centrodestra così diviso, credo che sia veramente motivo di grande orgoglio, che ci deve far riflettere tutti su quanto, invece, conti l'idea che è passata di un gruppo, di una squadra coesa, unita, che ha parlato di progetti, che non ha mai inteso parlare degli altri, perché le campagne elettorali servono a parlare di noi e non già degli altri competitor”.

Il consigliere regionale Napoleone Cera ha scelto di stare al suo fianco. Ma l’altra candidata della sua stessa area, Rosa Caposiena, ha insinuato che anche Paolo Dell’Erba avesse sostenuto un altro candidato sindaco. È così?

Nel ringraziare Napoleone Cera perché ha creduto in questo progetto, Paolo Dell'Erba, che è un amico, al quale faccio i complimenti per il suo risultato, non è mai stato dietro di me e se qualche mio candidato ha inteso votare e far votare per Paolo Dell'Erba alle Europee, rispondo dicendo che ha fatto bene, perché nessuno era vincolato da patti che impedissero a chicchessia di votare per le Europee il candidato che sentiva più vicino.

E quella vela pubblicitaria avvistata in città con Paolo Dell'Erba da un lato e un candidato della sua lista dall'altro?

Quella è la vela di un candidato della mia civica che proviene da Forza Italia e che ha inteso continuare lealmente a sostenere l'amico e coordinatore provinciale di Forza Italia Paolo Dell'Erba. A me non ha creato alcun turbamento, nella maniera più assoluta, perché da me, in campagna elettorale per le Europee sono venuti Marti, Patriciello, Laura Castelli, il generale Ultimo e l’unico che non ha mai fatto un incontro pubblico con i miei sostenitori è stato Paolo Dell'Erba. Se hanno inteso votarlo, hanno fatto benissimo, perché hanno votato per un uomo del territorio. Fernando Ciliberti, il mio candidato, dal primo momento, ha manifestato l'intenzione di votare e far votare alle Europee Paolo Dell'Erba. Con Paolo il rapporto è disteso, serenissimo, è un amico e io sono contenta che San Severo gli abbia tributato più di 1000 voti che, chiaramente, sono voti anche di Forza Italia. Paolo Dell'Erba è stato molto leale per quello che mi riguarda.

Arriviamo a queste ore che immaginiamo frenetiche. I tempi stringono per un eventuale apparentamento tecnico. Mercoledì, sui social, è apparsa in una foto con Lidya Colangelo e i commenti incoraggiavano l’accordo. È fatta?

L'appello all’unità del mondo di centrodestra io lo sto facendo sin dalle prime battute di questa campagna elettorale. Per chi, come me, viene da destra è inimmaginabile pensare il contrario. Abbiamo sempre detto che sarebbe stato assurdo non pensare di unirci, chiunque di noi fosse arrivata al ballottaggio. Ne stiamo parlando. Il desiderio di stare insieme c’è. Devono crearsi i presupposti giusti, deve esserci voglia veramente di credere in un progetto che sia poi garanzia di governabilità e di buona amministrazione. Noi le aperture, quelle necessarie e sufficienti, le abbiamo fatte. Ci siamo visti sin dalle prime ore. Quella foto racconta di un momento molto distensivo, così com’è stato in tutta la campagna elettorale tra me e Lidya e tra me e Rosa: stavamo prendendo un caffè in amicizia. Per cui, io sono molto serena, nel senso che, se si dovesse trovare l'accordo che ci accompagni tutti verso la governabilità della città, sarei la persona più felice del mondo. E anche in questo, sento di dover ringraziare il mio gruppo tutto, che continua a darmi mandato, ribadendo la solidità di un gruppo che non ha intenzione di disperdersi, che mi onora ancora una volta della fiducia, chiedendomi di assumere decisioni che vadano nella direzione che riteniamo più opportuna. L'ho chiarito da subito: le decisioni le prenderò con tutto il gruppo che mi ha sostenuto. Non ci sono uomini e donne sole al comando.

A quando un incontro a tre?

Le interlocuzioni sono a tre. Sta dialogando un mondo. Chiaramente, queste sono ore decisive e sono ore in cui è giusto che ad incontrarsi siano tutti.

Quanto pesa la vostra volontà e quanto quella dei partiti in questa fase?

I partiti che mi stanno sostenendo ancora alacremente, affollando l'altro giorno il mio comitato in un incontro molto commosso e sentito di ringraziamenti, si fidano della sottoscritta e io mi fido dei miei referenti. Andiamo avanti tutti insieme. L'apertura, lo ribadisco, c'è. Ognuno dovrà fare la sua parte. Chiaramente, in un accordo, è necessario che ognuno eroda un pezzetto di sé per andare incontro alle esigenze degli altri gruppi. I partiti diranno la loro e sono convinta che il confronto sarà sereno, perché ricordo a me stessa che molti di noi provengono da quel mondo.

Col senno di poi, se foste andati uniti sin dal primo turno, sarebbe andata diversamente o forse è stato meglio così per sfuggire a certe logiche di partito?

Se fossimo andati tutti insieme, mi sembra che i numeri ci diano ragione. Si tratta, anche qui, di assumersi delle responsabilità: qualcosa non ha funzionato nella prima fase, non mi sono mai sottratta alle responsabilità, non si è riusciti a trovare quell'accordo nella prima fase, quindi ognuno di noi si assume delle precise responsabilità umane e politiche, io non gioco mai allo scaricabarile. Probabilmente, qualcosa non ha funzionato e non si è arrivati a un accordo che, invece, i fatti ci dicono poteva essere vincente. Ma del senno di poi sono piene le fosse. L’importante è stato mantenere rispetto per gli altri e anche per l'avversario politico, che in quel caso era l'avvocato Masucci, e non mi sembra che nessuno di noi abbia dato prova del contrario. Anzi, è stata una campagna elettorale che io ho considerato comunque garbata nei toni e nei contenuti e mi auguro che il ballottaggio possa continuare su quella linea del rispetto.

Secondo lei l'apparentamento tecnico è la formula necessaria oppure potrebbe bastare un accordo politico?

Questo lo vedremo nelle prossime ore. Si incontreranno le segreterie di partito, ci incontreremo noi tre. Sono decisioni che verranno assunte insieme, non so ancora cosa accadrà. Questa unione ce la auguriamo.   

Nel caso sarà vicesindaco?

Nel caso, tre donne, unitamente a tutti gli uomini e a tutte le donne che le hanno sostenute e a tutte le liste civiche, andranno a scrivere insieme una nuova pagina per questa città.

Cosa pensa le avrebbe detto suo padre?

Penso che mi avrebbe detto, l'attimo dopo, così come ha sempre fatto lui, 'scendi e vai in giro tra la tua agente, stringi le mani e ringrazia tutte queste migliaia di persone che ti hanno regalato una fiducia che forse va al di là di ogni aspettativa. E ricordati che sei stata una privilegiata e che da soli non si arriva lontano, per cui se puoi fregiarti di un risultato del genere lo devi a chi in te ha creduto'. Penso che, forse, mi avrebbe detto ‘brava’, chissà. Magari a modo suo, mi avrebbe manifestato quell'orgoglio paterno che lui, per pudicizia di sentimenti, celava sempre dietro a sguardi e utilizzando con me poche parole. E spero un giorno di renderlo orgoglioso di me, così come lui ha reso me orgogliosa di lui.

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