C’è un’altra Lesina che boicotta le elezioni. Due comitati contro l'unico candidato sindaco. "Aspettiamo fino a maggio"

Nel comune lagunare sono nati comitati che invitano i cittadini a non ritirare la scheda delle elezioni amministrative. I membri spiegano le ragioni del loro impegno che diventa una battaglia anche contro la Lega

Il Comune di Lesina

La bestia nera di un unico candidato sindaco in un comune di 6314 abitanti e 5.748 aventi diritto al voto (al 2019) è l’astensionismo. Figurarsi se alle calcagna ha non uno, ma due comitati che incitano la gente a non votare. Accade a Lesina, terra d'adozione dell'europarlamentare Massimo Casanova, amico intimo di Matteo Salvini. "Col deposito delle liste abbiamo già eletto il primo sindaco della Lega in Puglia a Lesina, visto che c'è una sola lista e un solo candidato sindaco", ha detto proprio il leader della Lega nell'ormai famigerata conferenza stampa a Foggia del 23 agosto nell'aula consiliare del Comune. Ma non è così automatico. Affinché le consultazioni siano valide bisogna raggiungere il quorum del 50% più uno, su per giù 2875 elettori. Per di più la lista deve ottenere il 50% più uno delle preferenze dei votanti.

Primiano Di Mauro, ex vice sindaco della giunta Cristino durata un anno appena, è candidato sindaco della lista Lesina Azzurra, una civica. Non ha avversari sulla carta ma a insidiarlo ci sono i comitati L'Altra Lesina Io mi astengo e No Quorum, che ricalcano le due liste che diedero filo da torcere alla più suffragata Noi per Lesina alle passate elezioni. "Stiamo invitando la gente ad andare a votare ma senza ritirare la scheda per le elezioni amministrative", spiega uno dei firmatari del comitato L'Altra Lesina, Vincenzo Cicculli. Fuoriuscito dalla Lega prima ancora delle passate elezioni, ora è un dirigente regionale di Sud in Testa, il gruppo di Andrea Caroppo, e ha il dente piuttosto avvelenato. Tra i fondatori ci sono anche il fratello Antonio Cicculli che ha fatto il suo stesso percorso, e la sorella, Maria Nunzia, candidata nel 2019 nella lista civica Lesina Viva a sostegno di Rossella Giovanditti candidato sindaco. Dentro ci sono anche due ex assessori, Elena Centonza e Stefania Cristino (che non hanno firmato per le dimissioni), Giovanni Florio, Donato e Francesco Specchiulli e l'ex presidente del Consiglio comunale Francesco Schiavone.

Vincenzo Cicculli riassume le ragioni dell'astensionismo: "Tra queste persone ci sono i sette firmatari che hanno fatto cadere l'amministrazione e arrivare il commissario. Ex acerrimi nemici che se le sono cantate e suonate oggi si ritrovano sotto lo stesso tetto". Conti alla mano, sentono di poter condizionare le Comunali. "Lesina l’anno scorso ha raggiunto l'affluenza più alta degli ultimi 20 anni. Ha votato il 68% degli elettori, 3.940 persone e c'erano tre liste. Eravamo 39 candidati - spiega Cicculli - Quest’anno c’è una sola lista che è un miscuglio di tutte e tre le liste. Altri 27 candidati sono rimasti a casa". Sorge spontanea la domanda, perché non abbiano presentato una lista. "Abbiamo valutato di non accettare ricatti e non fare compromessi". Avrebbero volentieri puntato di nuovo su Rossella Giovanditti, ma ha scelto di candidarsi con Michele Emiliano alle Regionali e avrebbe caratterizzato con una connotazione di centrosinistra una lista civica tendenzialmente più a destra. E allora niente da fare. Difficile pure organizzarsi in un mese, col Ferragosto di mezzo. "Fino al venerdì prima della presentazione, c'erano persone che saltavano da una lista all'altra - racconta Vincenzo Cicculli - Tutti volevano fare il sindaco. Tutti parlavano in nome del bene di Lesina ma pensavano al proprio tornaconto. Quindi abbiamo deciso tutti insieme di non fare una lista tanto per farla, per ritrovarci nelle stesse condizioni in cui si è trovata la lista Cristino un anno fa. Sono durati dieci mesi, ma quella era una lista che aveva problemi già due mesi dopo le elezioni. Quindi abbiamo deciso di starcene a casa, di far capire alla gente com'è composta la lista, e sarà il popolo a valutare se andarli a votare o no".

Per quanto i comitati sorti nella Laguna siano espressione di ideali politici e idee diverse, sulla scorta della composizione delle liste contrapposte un anno fa, l'obiettivo è comune e stanno collaborando tra di loro. No Quorum è il simbolo scelto tra gli altri dal Pd con Giuseppe Di Perna e Angelo Ippolito, Gina Palmieri di Italia in Comune e i civici (lo è anche il presidente Marco Esposito). Tramite il suo segretario cittadino il Patito Democratico fa un mea culpa: "Abbiamo cercato di fare una lista che si rifacesse ai criteri della Lista Civica Lesinese, che combattesse ad armi pari con la Lega, perché da soli non ce l'avremmo fatta". La prima opzione è saltata perché alcuni candidati si sono aggregati alla Lega. "Il fatto stesso che il nostro candidato sindaco dell'anno scorso sia candidato nelle file della Lega la dice tutta sulle difficoltà che abbiamo avuto nella composizione delle liste e degli impedimenti". Si riferisce a Vincenzo Marotta e con lui Mario Caldarelli. "Abbiamo cercato di fare altri tipi di alleanze che non hanno, però, portato a una sintesi su un sindaco. I candidati sindaci che avevamo scelto non hanno coagulato intorno a loro il numero di candidati utile per fare la lista - racconta Di Perna - All'ultimo momento abbiamo avuto delle defezioni e abbiamo ritenuto opportuno che la lotta fosse ad armi pari sostenendo l'astensione alle Comunali. Il sabato mattina, alla presentazione delle liste, eravamo rimasti con otto candidati quindi non avevamo nemmeno il numero minimo per fare la lista del partito, cosa alla quale tenevo tantissimo. È un dolore al cuore perché ci mette di fronte a delle responsabilità importanti che abbiamo, perché degli errori sono stati sicuramente commessi. Ora abbiamo di fronte una battaglia per non far votare la Lega". 

(in foto Primiano Di Mauro, Antonio e Vincenzo Cicculli e Giuseppe Di Perna)IMG_3246-3

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