Bisceglia, l'imprenditore antiracket diventato sindaco nel comune sciolto per mafia: "Ora voltiamo pagina"

Al via il mandato per il neoeletto sindaco di Mattinata. Tanti progetti in cantiere e un programma da realizzare, stilato seguendo la bussola della legalità e sintetizzando i desiderata dei cittadini

Michele Bisceglia

Dalle 19.43 del 22 settembre 2020, Michele Bisceglia è ufficialmente sindaco di Mattinata. E, dopo una campagna elettorale portata avanti con sicurezza e determinazione, l’imprenditore coraggioso, che in passato ha denunciato il racket, determinando l’arresto dei taglieggiatori, ammette: “Per la prima volta non ho chiuso occhio tutta la notte”. Una tensione sciolta con il comizio di ringraziamento, tenuto ieri sera, in una piazza gremita e con accanto la squadra di ‘Noi Comunità’.

Ciononostante, sente forte il peso di quella fascia tricolore, della fiducia riposta in lui da 2.043 mattinatesi (oltre il 53% dei votanti) che, nel progetto ‘Noi Comunità’ hanno visto l’occasione di un cambiamento reale. Una inversione di segno in cui Bisceglia crede davvero: “Abbiamo lavorato sodo negli ultimi due anni e mezzo per costruire un progetto politico che permetta a Mattinata di voltare pagina, di essere un ‘modello di buona politica’ e non solo il comune sciolto per mafia”, spiega.

“Eravamo determinati ad andare avanti anche in caso di sconfitta - assicura - perché è il momento di agire. Due anni e mezzo di commissariamento hanno lasciato cicatrici profonde nella fiducia dei cittadini, nel tessuto sociale ed economico. Per questo, da allora abbiamo intrapreso un percorso importante, per la legalità e l’integrazione sociale, che poi è sfociato anche nell’istituzione del presidio di Libera”, che rappresenta un sostegno e un ascolto importante, un'antenna sempre tesa per intercettare situazioni di disagio o pericolo.

Quarantatré anni, una laurea in Economia aziendale conseguita a Torino e tanta esperienza come manager (molti lo conoscono come direttore commerciale delle Gelaterie Gabrielino), Bisceglia è un imprenditore "col segno distintivo dell’innovazione". E il programma di governo che vorrà attuare nei prossimi cinque anni lo ha costruito con “metodo empirico”, interrogando a tamburo battente “la cittadinanza su quelle che sono le reali mancanze e necessità, e facendo poi una sintesi di quelli che sono i desiderata dei cittadini”.

Da qui gli impegni concreti: “La necessità reale di un recupero della sanità di prossimità nella nostra cittadina, ad esempio”, spiega. “La gente sente forte il bisogno di un poliambulatorio funzionale e su quello ci batteremo”. Ci sono alcune cose sulle quali non si può più derogare: “E’ finito il tempo di provvedimenti-tampone”, spiega il neoeletto a FoggiaToday. “Sul tavolo ci sono tante questioni che attendono da tempo una soluzione definitiva”. Il riferimento è ad opere importanti quali la messa in funzione della fogna nella ‘Piana’, le progettualità sul porto turistico (che va implementato), l’acquedotto rurale per le necessità degli allevatori. Ma non solo.

“Uno dei princìpi del manifesto di 'Noi Comunità’ è ricostruire i rapporti sociali e riprendere in mano il portfolio delle relazioni della nostra comunità, che è sempre stato ricco e vivo. Un approccio che possa quindi restituire fiducia dal basso: vogliamo ripartire da quello che c’è, riconnetterlo e avviare un processo virtuoso”. Fondamentale sarà la leva del turismo. “O meglio i turismi, integrati con zootecnia e agricoltura. Siamo convinti che tutto il nostro patrimonio vada messo a sistema in un unicum che abbia come fine ultimo quello di raccontare un territorio”. Non solo turismo balneare, insomma, “ma un’esperienza da portare a casa, anche attraverso il circuito enogastronomico che da noi è ricchissimo”.

Tra i progetti in cantiere, anche quello di avviare una Polisportiva, sul modello dell’Emilia Romagna, per creare una economia di scala sui costi di gestione e far partire progetti di incontro e di impegno contro il disagio e l’isolamento sociale. “Noi eravamo coscienti del lavoro fatto e sapevo che la gente ci avrebbe premiato”, continua. L’intero progetto è stato costruito seguendo la bussola della legalità e dell’integrazione sociale. Una sfida in un territorio che, per molti versi, potrebbe fare paura.

“Chi conosce la mia storia sa già”, spiega Bisceglia. “Noi, nel nostro piccolo, abbiamo denunciato con successo i tentativi di racket subiti, concorrendo anche all’incriminazione di alcuni di questi soggetti. Poi, sia a livello imprenditoriale che sociale, ci abbiamo messo sempre la faccia. Abbiamo attivato rapporti con l’associazione antiracket di Vieste e con il circuito di Libera istituendo anche il presidio locale. C’è un humus fidelizzante su questi temi e il lavoro svolto ha dato già i frutti: un cittadino che frequentava i nostri incontri ha denunciato un tentativo di estorsione e, a fronte della sua denuncia circostanziata, la persona che lo taglieggiava è stata arrestata”.

Quanto ha ‘pesato’ la sua storia personale in questo percorso è difficile da stabilire. “Non ne ho mai fatto una bandiera. Eppure ho iniziato ad averne contezza durante la campagna elettorale. Mi sono accorto che molti hanno scelto di votare per noi già prima di sapere chi fossero i candidati consiglieri. In questo modo mi testimoniavano la loro fiducia, perché si sentivano rappresentati in una battaglia sociale più ampia, contro i taglieggiatori ma anche contro l’illegalità in generale. Solo allora ho capito quanto importante fosse stato quell’esempio”.

La squadra di Noi Comunità-2

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