Ciclo dei rifiuti, Emiliano commissaria gli OGA. Marino: “Così muoiono gli enti locali”

Gli organi di governo d’ambito dei comuni degli ATO pugliesi sono stati commissariati poiché non più in grado di trovare soluzioni per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Protesta Dino Marino di ‘Azione PD’

Immagine d'archivio

La scelta di Emiliano di commissariare gli OGA “per affrontare una necessità mai affrontata del territorio, ovvero quella di chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso un sistema di impianti che permetta una gestione efficace e economicamente conveniente sia della frazione organica che della frazione secca riciclabile, affinché ogni miglioramento nelle percentuali di raccolta differenziata non si tramuti, paradossalmente, in un costo extra per i cittadini" non trova il parere favorevole di Dino Marino, esponente del movimento riformista e popolare ‘Azione PD’.

Il segretario regionale del Partito Democratico e presidente regionale, aveva evidenziato come erano stati i sindaci stessi a chiedere “di cambiare un sistema, quello degli OGA, che non era in grado di trovare soluzioni efficaci per la chiusura del ciclo dei rifiuti, a causa di un'oggettiva difficoltà, da parte dei comuni, di reperire i fondi e le risorse necessarie, con il risultato di un ricorso esagerato alle discariche private”. Questo perché il piano regionale dei rifiuti, secondo Emiliano, “è rimasto solo sulla carta”, ragion per cui si sarebbe deciso “di dare un colpo di acceleratore non più prorogabile".

Non è dello stesso avviso l’ex consigliere regionale della Giunta Vendola, che in materia di trattamento e smaltimento rifiuti punta il dito contro le scelte della Regione: "Così muoiono gli enti locali. Tutti i sindaci di Capitanata devono iniziare a protestare con veemenza. Siamo passati da un evidente processo di costruzione della democrazia dai territori - con Vendola - ad una Repubblica dittatoriale con l'attuale governatore".

Questo il pensiero di Dino Marino: "Con la legge regionale 24/2012, di fatto Nichi Vendola, sanciva l'istituzione di una governance che affidava ai Comuni compiti precisi in materia di rifiuti. Il percorso avrebbe dovuto essere consolidato. Invece l'attuale governatore lo ha mortificato in spregio a qualsiasi principio di sussidiarietà. Mentre si litiga con Renzi e si va in Corte Costituzionale e al referendum per tutelare le Regioni sulle trivelle, si esautorano i comuni sui rifiuti: complimenti per la coerenza".

Ed è così che sotto la lente d’ingrandimento dell'esponente PD, vi sarebbe “la scelta del governatore di commissariare gli uffici tecnici di "Ambiti territoriali ottimali (ATO, impiantistica), ambiti di raccolta ottimali (Aro, smaltimento) e gli organi di governo d'ambito (Oga, bracci operativi), indispensabili per ottimizzare appalti, servizi e costi. Indispensabili per consentire ai comuni di operare in una materia così complessa. Senza dimenticare che, per il loro funzionamento, ogni comune versa 0,50 cent per cittadino. Tutto questo mentre il Governatore dichiara la necessità di creare nuovi impianti".

Marino si dice preoccupato: "Non vorrei che dietro questa scelta da despota si nasconda la volontà di affidare tutto all'azienda di famiglia Amiu. Il primo ad essere arrabbiato dovrebbe essere il sindaco di San Severo: nonostante Miglio, il nostro continua ad essere un comune virtuoso con il 46% in materia di raccolta differenziata. San Severo dovrebbe essere orgogliosa. E, invece, stiamo per affidare tutto a Bari (Amiu) dove la differenziata è all'11%".

L'esponente dei democratici paventa la paura che "San Severo possa trasformarsi in una nuova Terra dei Fuochi. È singolare che l'attuale governatore, da assessore del Comune di San Severo, bloccò una delibera - votata all'unanimità dalla precedente amministrazione Savino - che prevedeva finanziamenti pari a 8,3 milioni di euro per la realizzazione di un impianto di compostaggio. Mentre ora lancia l'emergenza-impianti".

L’ex candidato sindaco conclude: "Mi chiedo in che modo gli enti locali possano sopravvivere se gli togliamo anche questa fonte di entrate. E mi auguro che i sindaci di Capitanata reagiscano. Si è passati dal pieno coinvolgimento con Vendola alla totale esautorazione attuale. Invece di applicare una misura sbagliata anche da un punto di vista amministrativo - si possono commissariare gli organi di direzione politica e non gli uffici tecnici - si poteva e si doveva incentivare i comuni ad applicare la governance. E, invece, si è scelta una soluzione degna di un dittatore".

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