"Lesina merita di tornare a vedere una splendida alba". La verità della Lega. "Abbiamo sognato in grande, forse troppo"

Il segretario cittadino Franco Pegoli, all'indomani dello scioglimento del Consiglio comunale, svela i tentativi di salvare in extremis l'amministrazione:"Avevamo proposto finanche l'appoggio esterno"

"Un anno fa abbiamo sognato in grande, forse troppo. Ma non c'è mai un troppo quando si è convinti di meritarlo. E Lesina merita il meglio". La rivendicazione della Lega, firmata dal segretario cittadino Franco Pegoli, dopo lo scioglimento del consiglio comunale, è un manifesto alla città che prova a fornire una lettura diversa della crisi amministrativa che ha portato al commissariamento. "Se avessimo voluto accontentarci di vecchi modus operandi di gestire la cosa pubblica, fatti di orticelli e di privilegi di pochi, probabilmente saremmo ancora seduti su una comoda poltrona, maggioranza o opposizione che sia. Ma avremmo semplicemente trascinato un governo ormai immobile ed eterodiretto, snaturato rispetto al progetto originario per il quale abbiamo speso energie ed entusiasmo. Altra cosa rispetto a ciò che si aspettava e meritava la comunità. E non ce lo saremmo mai perdonato".

Pegoli rivendica il coraggio della Lega che ha messo fine a "un triste teatrino", senza timore di andare a casa, "se ciò che contribuisce a tenere in vita non è finalizzato al bene pubblico. Come in questo caso". Al contrario, "chi oggi grida allo scandalo, si rammarica solo di aver perso potere e gestione". La Lega ripercorre l'ultimo scampolo di amministrazione e racconta "per amore di verità" di aver provato anche a salvarla in extremis nelle ultime settimane: "Abbiamo provato in tutti i modi a ricomporre la frattura col sindaco, piombata addosso alla nostra forza politica, che più di tutte aveva contribuito alla vittoria di Roberto Cristino un anno fa, in maniera incomprensibile e ingenerosa con l'improvvisa defenestrazione di un nostro assessore, eletto tra i più suffragati, che grande impegno stava profondendo per centrare obiettivi amministrativi fondamentali e di prospettiva. Il sospetto che stesse cominciando a prender forma un disegno diverso dal progetto originario, visibile nei volti e negli atti politici del sindaco, sempre più eterodiretto, ci ha portato a concludere l'opera e a lasciare ogni poltrona fino a qual momento da noi ancora occupata". Il segretario cittadino della Lega si riferisce al ritiro della delegazione dalla Giunta, sancito poi dalle dimissioni del vicesindaco Primiano Di Mauro. "Sono seguiti giorni di contatto difficili con un primo cittadino sempre meno riconoscibile, in cui abbiamo esperito tutti i tentativi possibili per ricomporre un dialogo che fosse teso a ripristinare quel progetto politico sul quale solo un anno fa i lesinesi ci avevano onorato della loro fiducia. Il disinteresse per tutto ciò che è mera gestione, mero potere, ci ha portati finanche a proporre un appoggio esterno all'amministrazione. Ad una condizione però: che si tornasse a perseguire il programma di governo originario. L'evoluzione odierna degli eventi racconta che anche quell'ultimo tentativo è fallito". Sette firme davanti al notaio, quattro della Lega, hanno decretato la fine.

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"Non siamo abituati a tradire chi ci dà fiducia. Siamo uomini e donne dalla schiena dritta, che non temono di andare fino in fondo se il fondo è cosa giusta, se il fondo è l'unica strada per segnare un nuovo inizio - conclude il segretario cittadino Pegoli - E Lesina merita di tornare a vedere una splendida alba, giammai di accontentarsi dei peggiori dei tramonti".

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