Di ispirazione renziana, a Foggia si fanno avanti i comitati di azione civica: "Diritti calpestati, smuoviamo coscienze"

Sono già seicento in Italia i tavoli nati attorno a sette antinomie. A Foggia domani reunion regionale con Ivan Scalfarotto e altri promotori tra cui l'avv. Michele Vaira

Matteo Renzi

Si incontreranno domani, 2 febbraio, dalle 10.00 alle 13.00, a Foggia, presso l’auditorium Santa Chiara, i Comitati di Azione civile per la Capitanata e la Puglia. Si tratta del quarto appuntamento in Italia (dopo Roma, Milano e Napoli) per incontrarsi, conoscersi, coordinarsi e cominciare a mobilitarsi e “smuovere coscienze”. Perché l’obiettivo principale di questi nuclei culturali che vanno nascendo anche sul nostro territorio è creare spazi di civismo in cui “valori che sembravano acquisito possano tornare ad essere difesi con forza” spiega il parlamentare Ivan Scalfarotto che domani, a Foggia, aprirà l’assemblea regionale. Nati alla Leopolda, i comitati stanno riscuotendo consenso in periferia, basti pensare che in poco più di tre mesi ne sono sorti 600 a livello nazionale, una trentina in provincia di Foggia, circa 50 in tutta la Puglia. Tra i promotori e/o animatori vi è l’avvocato foggiano Michele Vaira, ma anche Matteo La Torre su Manfredonia, o il piddino Aldo Ragni e Chiara d’Errico a Vieste. E poi tanta gente meno conosciuta.

Sarebbe tuttavia sbagliato, spiega Scalfarotto su queste colonne, ricondurli al recinto del Partito Democratico o del centrosinistra soltanto. Tutt’altro. “Il rifiuto del razzismo non è esclusiva del Pd ma di chiunque abbia una coscienza e pensa fosse un valore condiviso” spiega Scalfarotto, “così come la difesa della scienza o della libertà di stampa”. “Oggi siamo in emergenza democratica ed un cittadino che non vuole avere tessere di partito può benissimo sentire comunque il bisogno di preservare valori che sembravano patrimonio acquisito e che oggi vengono messi a repentaglio da un governo pericoloso. C’è necessità di mobilitarsi, di difendere la nostra cultura in maniera trasversale”. Di ristabilire le regole del gioco, in buona sostanza. A questo servono gli spazi di civismo, che stanno sorgendo attorno a sette filoni ben definiti, sette antinomie:  “Europa vs Sovranismo, Democrazia vs Autoritarismo, Giustizia vs Giustizialismo, Vero vs Virale, Crescita vs Assistenzialismo, Sapere vs Supersitizione, Società aperta vs esclusione.

“Oggi siamo in una situazione per cui il dato scientifico è un’opinione – denuncia Scalfarotto-, le autorità di garanzia sono un’opinione, l’essere società aperta ed inclusiva è un’opinione. Dobbiamo difendere le regole del gioco che l’attuale governo ha messo sotto attacco. Difendere lo stato di diritto. I valori costituzionali non appartengono ad una sola parte, c’è tanta gente che vuole difenderli”.

La Capitanata risponderebbe bene. Ci sono comitati anche gestiti da giovani. “I numeri? Non abbiamo fretta né ci interessa gonfiarli – chiarisce Scalfarotto-. Basti pensare che la quota di iscrizione, circa cinque euro ma è libera, deve appartenere ad una persona fisica: nessuno può venire qui e comprarsi, per dire, cento tessere. Perché non ci interessa fare una lavoro muscolare, piuttosto un’opera di educazione civica, un lavoro culturale necessario in una fase d’emergenza democratica come quella attuale, con un governo che manda a casa gli scienziati. Abbiamo perso il presidente Batiston dell’Agenzia spaziale italiana, i medici vengono schedati dalla Commissione affari sociali della Camera, il presidente dell’Istat scelti su base ideologica, succedono cose che non si erano mai viste prima. Certo – continua il parlamentare dem- la politica è sempre stata abbastanza invasiva ma non è mai giunta ad un livello simile di ingerenza. Non si era mai vista prima un Ministro arrivare alla Camera con la divisa  della Polizia, come nei regimi autoritari, negli stati polizieschi. Le regole stanno saltando e tanta gente non vuole vivere nell’Ungheria. Va fatto un lavoro su valori minimi indispensabili per avere democrazia autentica “ conclude.

L’appuntamento è domani dalle 10.00 alle 13.00. All’Auditorium Santa Chiara.

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