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Martedì, 18 Giugno 2024
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I civici di 'Foggia al centro' dicono no agli accordi nelle 'segrete stanze': "Dettiamo noi le condizioni ai partiti"

Sei associazioni scelgono la piazza. C'è anche l'ex parlamentare Rosa Menga. Aprile garantisce: “La Società Civile non sarà una lista elettorale”

Rifuggono gli “accordi nelle segrete stanze” e sono i primi a misurarsi con la piazza, sonora lezione ai partiti rintanati nei circoli e nei locali. Del resto, è lì che si intercettano i cittadini.

I civici almeno ci provano e un capannello di gente si ferma incuriosita. Sono sei associazioni - La Società Civile, Capitanata.Neo, Comunità politica per Foggia, Libertà Civile, Progetto Concittadino ed Equa – a costituire un laboratorio democratico, programmatico e progettuale chiamato ‘Foggia al centro’.

Il dibattito è durato due ore. “Questo è l'inizio di un percorso che vuole vederci partecipi rispetto a quelli che saranno i temi importanti per il cambiamento della nostra città - afferma Lucia Aprile, presidente del comitato di cittadinanza attiva La Società Civile - Ci saranno una serie di confronti con la cittadinanza. Sicuramente è un ottimo inizio. E, soprattutto, abbiamo deciso di attuare la modalità più ampiamente democratica, quella della piazza. Fino alle prossime Amministrative avremo questo confronto continuo con la cittadinanza”, promette.

Viene da chiedersi se gli attivisti saranno presenti con una loro lista, anche perché sulla locandina dell’evento di piazza compariva una esclamazione eloquente: “Noi ci siamo”.

“No, al momento non abbiamo parlato di liste nostre o di partecipazione elettorale, a parte alcuni che lo hanno già dichiarato espressamente – risponde la presidente - Ci sarà sicuramente modo di confrontarci rispetto alle tematiche che ciascuno ha affrontato nelle proprie realtà civiche”.

Le ricordiamo, allora, di una dichiarazione rilasciata a FoggiaToday, a febbraio, quando disse che “il comitato è un monito e deve restare tale anche dopo le Amministrative. Il compito della cittadinanza attiva è questo, se fosse quello di proporsi alle elezioni perderebbe il senso di comunità, di fare rete e di proporsi al fianco o anche contro le amministrazioni quando ne vale la pena”. A distanza di cinque mesi sottoscrive ogni parola. “Lo confermo: La Società Civile - garantisce Lucia Aprile - non sarà una lista elettorale, al netto di quelle che sono le decisioni che potranno prendere i singoli”. 

Peraltro, il tema affrontato da lei e dall’altro attivista, Francesco Strippoli, durante l’incontro con la cittadinanza, vale a dire la “madre di tutte le battaglie”, quella sui rifiuti, contro Amiu, potrebbe rivelarsi insidioso in un’eventuale coalizione con il Partito Democratico, per esempio.

Allo stato attuale, il perimetro, però, appare ancora indefinito. “Lo stiamo ancora costruendo – afferma il portavoce della Comunità politica per Foggia Luciano Beneduce - è una costruzione da un lato faticosa, dall'altro entusiasmante, perché quando si comincia a dialogare sul serio sui temi vengono fuori cose importanti. Il tentativo di oggi è dialogare tra noi, tra i soggetti civici che più o meno si sono posti l'obiettivo di essere presenti alle elezioni, come ha fatto la Comunità politica per Foggia, ma farlo in un luogo aperto alla cittadinanza. Lo sappiamo benissimo, i problemi sono sempre più gravi, sempre più urgenti e battono alla porta della politica. Noi che non apparteniamo alla politica e che ci stiamo affacciando a questa, sentiamo ancora di più questa responsabilità e questo peso. È chiaro che, per chi come noi comincia un percorso, la cosa è molto complicata, ma speriamo di trovare delle soluzioni con un perimetro ampio e vincenti. Siamo in una fase di ascolto e di incontro, non siamo in una fase di definizione di accordi - precisa Beneduce - È chiaro che noi abbiamo messo per iscritto, come Comunità politica per Foggia, quali sono i nostri obiettivi, quali sono i nostri spazi, quali sono i nostri valori. E questo è quello che andiamo ripetendo in tutte le riunioni con e senza i partiti e movimenti. Abbiamo dei principi abbastanza saldi, quindi in realtà il perimetro nella testa ce l'abbiamo ben chiaro. Speriamo che, dialogando sia con partiti e movimenti che con i civici, sia riconosciuta la necessità di incontrarsi sul questo perimetro e non su altro”.

Un'eventuale coalizione con Pd e M5S non dipende da loro. “Noi nasciamo con un intento di cambiamento. Chi accompagna questo cambiamento e si riconosce in un metodo e vuole la discontinuità apparterrà a questo perimetro. Può sembrare strano che una realtà neonata voglia dettare le regole, ma noi le dettiamo a noi stessi e cercheremo di rispettarle fino in fondo”.

Secondo Luciano Beneduce tocca aspettare a settembre per il nome del candidato sindaco. “Purtroppo, il nome della candidata o del candidato sindaco richiederà tempo. Le difficoltà della città sono quelle che sono. È una città che è anche disabituata al governo. Il fallimento di Landella e due anni e mezzo di commissariamento hanno davvero disabituato questa città alla politica. Noi, anche chiamandoci Comunità politica per Foggia, vogliamo ripristinare la necessità di sporcarsi le mani, sporcarcele insieme, facendo politica con la P maiuscola”.  

Pasquale Cataneo, con un passato nel centrodestra (era stato eletto nel 2014 con la lista Destinazione Comune ma era passato con Schittulli dopo pochi mesi) poi osteggiato, oggi alla guida dell’associazione Capitanata.Neo, fa notare come le associazioni che hanno costituito il laboratorio non siano nate oggi a scopo elettorale. “L'obiettivo è quello di mettere assieme le forze per fare in modo che ci sia un programma integrato di sviluppo sostenibile per la città di Foggia, che abbia la possibilità di essere poi condiviso con chi ci sta – spiega alla stampa - Partiamo da una visione programmatica con idee progettuali percorribili per fare in modo che Foggia affronti lo sviluppo futuro con l'obiettivo di far rimanere qui i nostri giovani, perché negli ultimi vent'anni abbiamo avuto un decremento di quasi 15.000 unità di popolazione, e crediamo che invertire il trend sia la prima cosa da fare”.

Le alleanze si costruiscono intorno ai temi. E anche la sua è una posizione di ascolto. “Credo che questo sia il percorso giusto, e non quello delle segrete stanze o, peggio ancora, quando si rivedono le storie del passato. La prospettiva è quella di dare a questa città una visione di sviluppo strategica sostenibile che ci permetta di superare il guado nel quale ci troviamo e guardare con fiducia al futuro. Noi saremo con chi avrà questa visione programmatica strategica per il futuro della città”. Glissa sulle candidature, “l’allenatore” si troverà.

Proprio come Luciano Beneduce, il giorno precedente era presente a un incontro del Partito Democratico, bene o male sullo stesso tema, lo sviluppo della città. E, per inciso, hanno partecipato anche alla riunione di coalizione del centrosinistra.

Alessio Lusuriello è intervenuto a nome della sua Libertà Civile e di Progetto Concittadino, l’associazione di Antonio De Sabato. “Le interlocuzioni sinceramente stanno andando a passo lento – ammette ai microfoni di FoggiaToday - ma ci sono. Ci stiamo interfacciando con tutte le realtà civiche di Foggia, quindi Società Civile, Comunità politica, proprio per cercare di iniziare a costruire qualcosa di nuovo, per ricucire quello che è il tessuto ormai lacerato della città di Foggia. Ora è difficile parlare di coalizioni, anche perché neanche i partiti sanno che strada vogliono prendere. Per il momento, vogliamo portare esclusivamente contenuti da condividere con i nostri cittadini”.

Rosa Menga, deputata nella scorsa legislatura, oggi è il riferimento su Foggia di Equa, “un'associazione politica nata per volontà di Barbara Lezzi e Nicola Morra, che cerca di ripartire da quella che è stata l'esperienza interrottasi prematuramente della democrazia partecipata, della democrazia dal basso – spiega - In quanto neonata associazione sta ancora cercando - e faticosamente - di strutturarsi sui territori, proprio perché è difficile riaccendere l'entusiasmo verso la partecipazione politica”.

Esclude categoricamente l’ipotesi di candidarsi alla carica di sindaco. “Anzitutto, non ho questa ambizione. Poi, per motivazioni di carattere strettamente personale, credo in questo momento di non essere nemmeno in grado di assumere questo impegno, perché è un ruolo di responsabilità immensa al quale bisognerebbe dedicarsi a tempo pieno - afferma l'onorevole Rosa Menga - Tra il mio impegno professionale di medico e quello come futura mamma a brevissimo, non credo di potermelo permettere. Spero solo di poter dare un contributo di idee, di input, alla crescita di un progetto che sia autenticamente civico. Vogliamo sgomberare il campo da accordi fatti nelle segrete stanze con i partiti tanto di destra che di sinistra che hanno dominato la scena nelle ultime esperienze amministrative della città, con risultati che, in entrambi i casi, sono sotto gli occhi di tutti, sino all'episodio clamoroso del commissariamento e dello scioglimento per mafia. E quindi vogliamo, in una parola, restituire la città ai cittadini”.

A lei che ha rotto con il M5S, il partito che l’aveva portata in Parlamento, tocca chiedere cosa ne pensa di un’eventuale coalizione con i Cinquestelle e il Pd. “Credo che un polo civico che si costituisca come tale debba avere l'ambizione di camminare sulle proprie gambe – risponde - Poi, chiaramente, siamo aperti al dialogo con altre forze politiche, ma alle nostre condizioni, sia a livello programmatico, per segnare discontinuità rispetto a quelle che sono anche le responsabilità politiche del centrosinistra in questo territorio - vedasi, una su tutte, la vicenda di Amiu, e quindi la gestione dei rifiuti -, ma anche sul piano metodologico, nella scelta dei candidati. Se così non dovesse essere, quindi, se non dovessimo raccogliere questi segnali di cambiamento, personalmente e come Equa, faremmo serenamente un passo indietro e dichiareremo la nostra indisponibilità ad accordi politici”.

Insomma, la strada del campo largo, già a partire dai temi e dal metodo, appare piuttosto in salita.

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