Emissari di Lorenzin in città a caccia di voti: da Vigilante a Di Fonso si lavora al parto di ‘Civica Popolare’

Gli emissari della ‘Civica popolare’ di Dellai e Lorenzin a Foggia. Nel partito entrerebbero Massimiliano Di Fonso e Raffaele Vigilante, spuntano i nomi di Gaetano Cusenza, Sergio Clemente e Marcello Sciagura

Di Fonso, Lorenzin e Vigilante

Quante liste accompagneranno l'accidentata traversata del centrosinistra verso Roma? E su quali volti si punterà negli scontri diretti nei collegi uninominali, dati prevalentemente per persi? (in Capitanata ci si gioca qualcosa, tuttavia). Quando mancano venti giorni alla consegna delle candidature, la nebbia fatica a diradarsi. E il tempo stringe (entro il 25 gennaio i giochi andranno chiusi). Occhi puntati anche sulla lista dei moderati di centrosinistra, la ‘Civica popolare’ di Dellai e Lorenzin, dopo il divorzio breve in Alternativa Popolare.

“Tranne il Pd, le altre non potranno essere che liste di rappresentanza” mormora qualcuno che in politica sa far di conto. Ma c'è chi non si arrende. Un grosso lavoro, accanto ai Centristi per l'Europa di Casini, lo avrebbe fatto sul territorio nelle ultime settimane Raffaele Vigilante, peschiciano, ambientalista, candidato alla presidenza del Parco (assieme a quel Giovanni Maggiano vicino all'Udc sul quale, a scadenza di legislatura, è giunto il sigillo del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano) e che questo pomeriggio, secondo indiscrezioni, attenderebbe in uno studio privato il coordinatore nazionale del movimento casiniano,

Gennaro Santamaria e Ciro Alfano. Ci sarà il pacchetto di sostenitori foggiani. Chi sono? C'è chi giura che il fronte di coloro che guardano con favore al progetto moderato di centrosinistra è robusto ma “per il momento non ci mettono la faccia, si tengono debitamente defilati per verificare il terreno prima, mani libere per preservare la possibilità di giocare anche su altri tavoli” dicono dall'interno. Accanto ai più esposti, Vigilante appunto, il sindacalista ex Udc Massimiliano Di Fonso, un Enrico Santaniello che (deluso, pare, rispetto ad una candidatura) si sarebbe già ritirato, si muoverebbe l'interesse del consigliere comunale ex Pd Sergio Clemente, del suo collega ex Idv Marcello Sciagura, di Gaetano Cusenza da San Giovanni Rotondo, di Carlo Cinque da Manfredonia, di Angelo Ianzano da San Marco in Lamis e numerosi altri.

Tutti hanno piazzato dei frontmen, in attesa che maturino i tempi. Esiste il timore, concreto secondo qualcuno, che possano irrompere i Cera's. La ricollocazione in posizione blindata nella costituenda quarta gamba del centrodestra ‘Udc-Noi per l'Italia’ non sarebbe dato acquisito ancora per Angelo Cera. “Agita le sue percentuali e guarda con favore al soggetto centrista della Lorenzin per trovare spazi per sé”. Tanto più, aggiungono, che la politica dei due forni (al nazionale da una parte, in Regione e in numerose amministrazioni locali dall'altra) starebbe provocando non poche fibrillazioni sui territori. “E' chiaro che se entrano loro, ne usciranno molti: chi si spenderebbe per un soggetto che diventerebbe mero contenitore elettorale per garantire la ricandidatura all'eterno uscente di San Marco in Lamis?” borbottano.

Il vertice di oggi con i “napoletani” potrebbe essere cruciale: oggetto il coordinamento dei ‘Centristi per l'Europa’ e, numeri alla mano, l'affidamento del timone del soggetto centrista, in cui confluiscono diversi frammenti di forze ormai rinsecchite (Alternativa Popolare, ad esempio, per la parte che non ha seguito Lupi, e Idv, che è ormai un contenitore vuoto). Bisognerà portare numeri. “La gestione non può che andare a noi Centristi per l'Europa. E' stato fatto un gran lavoro. Siamo lo zoccolo duro di questa formazione qui in Capitanata”.

Intanto dalle parti dei Cera's smentiscono qualsivoglia contatto con la lista della Lorenzin (sulla quale continua a pendere la diffida di Rutelli per la margherita utilizzata nel simbolo): “Mio padre sarà candidato con il centrodestra, nel progetto Udc – Noi per L'Italia – afferma il consigliere regionale Napoleone Cera-. Rinunciare allo scudocrociato sarebbe un peccato mortale. Mio nonno si rivolterebbe nella tomba”.

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