Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, la proposta del Ce.S.eVo.Ca. al Comune di Castelluccio Valmaggiore: "Memoria è risorsa per tutti"

La proposta è stata lanciata dal Ce.S.e.Vo.Ca. e ha raccolto le adesioni della Fondazione 'La Picarella', della Pro Loco e delle associazioni di volontariato e Aps; sarà dibattuta in un consiglio comunale monotematico lunedì 27 gennaio

Liliana Segre (Ph. Ansa)

Cittaninanza onoraria alla senatrice Liliana Segre dal comune di Castelluccio Valmaggiore. È quanto proposto dal Ce.S.eVo.Ca (Centro Studi e Volontariato di Capitanata) alla cui istanza hanno aderito anche la Fondazione La Picarella – Famiglia Patella e Carlo Ricchetti, la Pro-Loco di Castelluccio Valmaggiore, le Associazioni di Volontariato e A.P.S.: Lì Senz’Art, Fraternita di Misericordia di Castelluccio Valmaggiore, E.R.A. – Castelluccio Valmaggiore, I Seguaci di Euterpe, Syncop, Il Mondo a Colori, Gruppo Astrofili dei Monti Dauni “Benito Palumbo”, Il Mondo che Vorrei, Orchestra Giovanile di Strumenti a Fiato “Dora Paolella del Maestro Alessio Carruozzo” e Libero Pensiero Giordano Bruno. 

La proposta sarà dibattuta nel corso di un Consiglio comunale monotematico convocato dal presidente del Consiglio Pasquale Festa, in programma lunedì 27 gennaio, data in cui si celbera la Giornata della Memoria, per ricordare le vittime dell'olocausto. 

Come si legge nella proposta protocollata, "la senatrice, nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 19 gennaio 2019, “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”, è nata a Milano in una famiglia ebraica, visse col padre Alberto Segre, e i nonni paterni. La madre, Lucia Foligno, morì quando Liliana non aveva neanche compiuto in anno. Di famiglia laica, Liliana ebbe la consapevolezza del suo essere ebrea attraverso il dramma delle leggi razziali fasciste del 1938, in seguito alla quale venne espulsa dalla scuola che frequentava.

Dopo l’intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile.

Alla selezione, Liliana ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull’avambraccio. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l’evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania. Venne liberata dalle Forze armate statunitensi il primo maggio 1945 dal campo di Malchow. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati ad Auschwitz, Liliana fu tra i venticinque sopravissuti.

Le ultime vicende che hanno visto la Senatrice Liliana Segre oggetto di attacchi ingiustificati da più parti, non possono essere accettati e devono essere fermamente condannati e anche la nostra piccola comunità deve fare la sua parte; perciò, ritenuto che la memoria della tragedia cui è sopravvissuta la Senatrice Segre, è un patrimonio e una risorsa per tutti gli uomini di tutti i tempi e che tale memoria va tramandata, le proponiamo di conferire la cittadinanza onoraria".

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