Manfredonia, Gatta: “Indignato per chiusura UTIC”

In estrema sintesi, tenere aperto solo il Reparto di Cardiologia senza UTIC non ha alcun senso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Sono indignato per la scelta scellerata della Regione Puglia di chiudere il punto nascita e l’UTIC del nosocomio di Manfredonia. Indignato, perché solo dei miopi e dei cinici, per usare un eufemismo, possono ignorare che la città di Manfredonia accoglie una popolazione pari a circa 60.000 abitanti nel periodo invernale, che dai mesi primaverili fino al tardo autunno cresce in modo esponenziale vista la presenza del mare, fino a superare ben oltre le centomila unità. Solo dei cinici ignoranti possono non considerare che il bacino di utenza dell’Ospedale di Manfredonia include il Comune di Zapponeta, Monte S. Angelo, Mattinata e Vieste, tutti comuni che soprattutto nel periodo estivo vedono più che raddoppiare la loro popolazione per la notevole presenza di turisti.  E se sulla necessità di avere un “punto nascita” a Manfredonia mi sono già espresso in più occasioni, vale la pena di soffermarmi sulla disposta chiusura dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica presso l’ospedale di Manfredonia.

Alla luce di quanto evidenziato circa la densità della popolazione fruitrice dei servizi ospedalieri e sulla collocazione geograficamente strategica della città del golfo,  è palese che l’incidenza, soprattutto nel periodo estivo, di patologie cardiovascolari (infarti, edemi polmonari, embolie polmonari, etc...) cresca in modo esponenziale. Al dì là, quindi, di una maggiore “necessità assistenziale” derivante dalla allocazione di Manfredonia, vale la pena elencare alcune motivazioni valide che impongono una seria battuta d’arresto all’insano proposito  riguardante la soppressione del reparto UTIC di Manfredonia.

La sindrome coronarica acuta (infarto del miocardio, angina instabile) rappresenta solo una piccola parte delle patologie più gravi ed invalidanti proprie di una struttura complessa di Cardiologia, in particolare dell’ UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica). Alcuni di questi pazienti, soprattutto nella fase precoce di insorgenza della patologia, vengono trasferiti presso il Servizio di Emodinamica dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo o talvolta a  eseguire un esame coronarografico “primario” (entro due ore dall’insorgenza della patologia). Nello specifico è importante sottolineare che il Servizio di Emodinamica degli OO.RR. non possiede un servizio H24 e quello di San Giovanni Rotondo non sempre accetta trasferimenti per carenza di posti letto in Terapia Intensiva (necessità di monitorare per almeno 48-72 ore questi pazienti dopo un esame angiografico).

La terapia dell’infarto miocardico acuto non prevede solo l’esecuzione “urgente” (quando possibile) di un esame coronarografico, ma anche la trombolisi che deve essere eseguita esclusivamente in un Reparto di Terapia Intensiva, al fine di valutarne l’efficacia e l’insorgenza di effetti collaterali. Tale procedura non può essere eseguita in un Reparto sfornito di strumenti atti a gestire complicanze ben codificate di tale procedura (aritmie ventricolari maligne da riperfusione, impianto di pacemaker temporaneo, etc...) e nessun reparto del nosomomio sipontino (fatta eccezione dell’UTIC) è attrezzato per far fronte a tali urgenze, non essendoci un reparto di Rianimazione.

UTIC non è solo "cura dell'infarto" e quindi necessità di Emodinamica. Gran parte dei ricoveri nel Reparto di UTIC sono rappresentati da emergenze di varia natura (embolie polmonari, edemi polmonari, shock cardiogeni, aritmie ventricolari maligne), tutte patologie con un alto grado di mortalità che non necessitano di alcun esame emodinamico, ma solo di una corretto monitoraggio in una struttura attrezzata con terapie quasi sempre di tipo infusionale. La cura di tali patologie impone un continuo e corretto monitoraggio che può essere operato solo in un Reparto di Terapia Intensiva.

Infine preme sottolineare che alcune UTIC che non verranno soppresse non possiedono un Servizio di Emodinamica e nello specifico non possiedono “numeri” di patologie degne di un ricovero in UTIC ; eppure non verranno soppresse!!!

In estrema sintesi, tenere aperto solo il Reparto di Cardiologia senza  UTIC non ha alcun senso (non ci sarà più l'H24, non vi sarà più il monitoraggio di una patologia ad elevata mortalità, il cardiologo non sarà sempre presente (ma solo reperibile). Proviamo ad immaginare se un nostro congiunto o noi stessi,  con infarto in atto o aritmia maligna o edema polmonare,  che abbia necessità di un intervento tempestivo,  venisse visitato dal cardiologo reperibile che, contattato e dopo circa mezz'ora, dovrà preoccuparsi, previo ampio giro di telefonate, di trovare un posto in una Terapia Intensiva con "annessa emodinamica", per poi trasferire l’infartuato presso un altro nosocomio... della serie, si salvi chi può.

E’ questa la Sanità di Vendola ed Attolini??

Che rimedino urgentemente a questa scelta vergognosa, restituendo dignità all’Ospedale di Manfredonia e, soprattutto, il Diritto alla Salute ad una popolazione di oltre centomila unità che non intende più subire altri scippi, oltre quelli già patiti.

 

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