Manfredonia, protesta manovra economica: il 15 chiuso l'ufficio anagrafe

Riccardi: "Dirò al Prefetto e al Ministro dell'Interno che questo Comune non è più in grado di dare servizi ai cittadini"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

La manovra economica del Governo ha prodotto un profondo disagio per i sindaci e gli amministratori locali, di qualsiasi appartenenza politica, cancellando l'autonomia dei Comuni con norme che indicano persino l’ora di convocazione dei Consigli e delle Giunte. Regole contrarie a quanto dispone la nostra Costituzione e che, di fatto, condurranno presto ad una ulteriore diminuzione della crescita e renderanno, di conseguenza, più poveri sia le famiglie che le imprese. I tagli ed il patto di stabilità bloccano ormai ogni possibilità di migliorare le città e obbligano a scegliere fra due soluzioni ugualmente dolorose e inattuabili: aumentare la pressione fiscale oppure ridurre i servizi al cittadino.

Le scelte, prese lontano dai territori e distanti dagli interessi dei cittadini, possono compromettere servizi essenziali per la collettività ed i Sindaci non possono indugiare oltre nell'esprimere, in maniera tangibile, il proprio forte dissenso da una manovra deleteria e priva di lungimiranza.

E' per questa ragione che il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, rivolgendosi alla cittadinanza tutta afferma che ". Chiuderò simbolicamente l'ufficio Anagrafe e stato civile. Si tratta di una forma di protesta molto forte di tutti i Comuni Italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti che riguardano le istituzioni territoriali. Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita, ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e difendere i vostri diritti. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente. Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello Stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi".

La protesta dei Comuni e dell'A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che si attuerà giovedì 15 settembre, "non è la protesta della “casta, ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili", conclude il sindaco Riccardi.

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