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Immagine di repertorio

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Emergenza caldo, Landella spegne le polemiche: “Non potevo chiudere le scuole”

Ma il sindaco si è detto "molto rammaricato per le difficoltà che hanno colpito ore bambini, insegnati e personale non docente a causa del grande caldo"

Nessuna ordinanza di chiusura delle scuole. Anche oggi gli studenti di ogni ordine e grado hanno occupato le aule degli edifici scolastici, pur sempre alle prese con il caldo eccessivo che nei giorni scorsi ha spinto centinaia di genitori, alunni e insegnanti, a chiedere al sindaco di disporre la chiusura delle scuole comunali di ogni ordine e grado.

Sulle temperature particolarmente elevate registrate negli ultimi giorni e previste fino a domenica prossima – che hanno causato notevoli disagi nelle scuole cittadine – e in base alle segnalazioni e richieste di interventi, il sindaco ha preso carta e penna e scritto alla città: “Sono molto rammaricato per le difficoltà che hanno colpito ore bambini, insegnati e personale non docente a causa del grande caldo che colpisce il nostro territorio e il resto d’Italia da un paio di giorni. E non voglio deludere tutti quelli che mi hanno fatto arrivare messaggi che suggerivano un provvedimento di chiusura degli istituti fino a domenica”.

Il primo cittadino ha precisato: “Tuttavia, un mio intervento diretto non è consentito dalla legge, soprattutto in assenza di una comunicazione ufficiale da parte della Protezione Civile, né tantomeno dagli organi competenti di vigilanza dell'ASL Foggia. Nel caso in oggetto, per il rispetto dovuto all’autonomia scolastica prevista dalla legge procedura corretta prevede una valutazione della situazione da parte del dirigente scolastico, che dovrebbe consultare il responsabile per la sicurezza, ambienti e nei luoghi di lavoro dell’istituto e poter assume in autonomia una decisione, come, tra l'altro, accaduto in alcuni istituti, dove è stata disposta l'uscita anticipata degli studenti. Un provvedimento affrettato o non fondato sulla conoscenza diretta e specifica della situazione dei singoli istituti, avrebbe potuto portare a decisioni e provvedimenti improvvidi e non efficaci”.

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