Miranda, Presidente AQV: “La Facoltà di Ingegneria è a rischio chiusura”

Il più antico insediamento universitario di Foggia relegato nello scantinato fatiscente dell’Itis Altamura dal 1995. Si faccia luce sulla questione finché si è in tempo!”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il Presidente dell’Associazione Qualità della Vita, Luigi Miranda, interviene sulla scottante questione della Facoltà d’Ingegneria: “E’ passato quasi un anno da quando i rettori del Politecnico di Bari e dell’Università di Foggia, hanno lanciato, con preoccupazione, al Presidente della Regione Nichi Vendola, a quello della Provincia di Foggia, Antonio Pepe e al sindaco Gianni Mongelli, il loro grido d’allarme sulla questione della facoltà d’ingegneria di Foggia. Anche l’AQV è prontamente intervenuta sull’argomento, ma da allora nulla si è mosso, anzi il rischio chiusura diventerà praticamente una certezza tra circa due anni!

Tutto questo nonostante si sia proceduto all’assegnazione dei fondi Fas anche all’Università di Foggia, circa 25 milioni di euro, destinati alla ristrutturazione della Caserma Miale e delle palestre di via Galliani e di via Amm. Da Zara!

750 studenti, vent’anni di servizio, il più antico insediamento universitario di Foggia relegato nello scantinato fatiscente dell’Itis Altamura dal 1995! Quella che doveva essere una soluzione provvisoria e rimasta invariata fino ad oggi e la vicenda potrebbe concludersi con un amaro epilogo.

L’idea del rettore - prosegue Miranda - era quella di ottenere l’intero edificio Rosati, ma soprattutto c’era la richiesta di una collaborazione tra Comune e Provincia per la riorganizzazione degli edifici scolastici, ovvero di avviare un progetto più ambito di costruzione di uno spazio universitario prestigioso e funzionale, ove accentrare servizi amministrativi, creare laboratori didattici e informatici. Così come successivamente era stata avanzata la proposta di recuperare gli edifici dell’ex scuola elementare Catalano o la sede del convitto nazionale di Lucera.
Fino al primo gennaio scorso il consorzio dell’università ha provveduto ad erogare circa 37mila euro annui per il pagamento delle utenze del politecnico, ma ora tutto ciò non sarà più possibile poiché la Provincia farà mancare il proprio supporto economico.

Non è pensabile che sia ancora un problema di adeguamento delle strutture a bloccare un’occasione di sviluppo e di prestigio per il nostro territorio, una realtà importante, per numero di studenti e per la qualità dell’offerta formativa, un polo d’interesse cruciale che andrebbe piuttosto tutelato che messo in discussione.

Che dimostrazione di rispetto sarebbe nei confronti di coloro che finora ci hanno creduto, negli studenti, aspiranti ingegneri, che piuttosto che prendere il volo verso nuove mete hanno deciso di investire qui nel proprio futuro, ottenendo risultati degni di nota, come dimostrato dalle statistiche Istat, con una probabilità dell’89% di trovare un impiego immediato - fa notare Miranda.

E che fine farebbe il personale tecnico-amministrativo impiegato? Il rischio più grave è che si assisterebbe ad un impoverimento dal punto di vista culturale e manageriale, e si incentiverebbe piuttosto la fuga dei cervelli dalla terra di Capitanata. Un colpo basso per l’istituzione universitaria foggiana, che sta profondendo un grosso impegno da anni per lo sviluppo universitario! Senza considerare il fatto che, nell’ipotesi di chiusura, gran parte degli studenti pendolari della provincia, piuttosto che sobbarcarsi il viaggio fino a Bari, potrebbero ripiegare su sedi più raggiungibili come Campobasso o Termoli.

La richiesta dell’Associazione Qualità della vita, nella persona del Presidente Miranda, è quella di non continuare tacere, di riprendere in mano la questione e fare chiarezza finché si è in tempo. La Facoltà di Ingegneria deve rimanere a Foggia, la nostra città non può perdere un fondamentale contenitore culturale e formativo!”

 

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