Pinto: “In mancanza di risposte tempestive e risolutive, i lavoratori, i pazienti e le famiglie degli stessi sono disposti ad azioni di protesta estreme, ma oramai necessarie, quali l’incatenamento all’entrata principale del presidio, lo sciopero della fame ed un sit-in di protesta permanente”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

La segreteria provinciale del PRO.SA.R. (Professioni delle Sanitarie delle Strutture Riabilitative) interviene fermamente sulla chiusura del presidio- ambulatorio di riabilitazione dei Centri Padre Pio di Monte S. Angelo, "in quanto ritiene doveroso e previsto normativamente l’obbligo di garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini. A questo punto, dopo aver registrato l’annunciata chiusura dell’ospedale,  ci chiediamo se è giusto e normale che chiuda anche quest’altra struttura convenzionata con l’asl, che da oltre 25 anni garantisce il servizio di riabilitazione alla popolazione".

"Con una nota ufficiale, Padre Francesco Colacelli ha annunciato la decisione già  assunta dalla struttura, con una scarsa e scarna motivazione di accorpamento dei presidi, al fine di ridurre, crediamo le spese di gestione?..lo stesso Colacelli, ha informato con la medesima nota, che i pazienti / utenti di monte S.. Angelo verranno dirottati su San Giovanni Rotondo".

"Infatti, presso lo stesso Ospedale di Monte S. Angelo insiste da decenni, anche il presidio della Fondazione “Centri di Riabilitazione P. Pio”, che ha già ricevuto il provvedimento di sfratto dei locali dall’ASL e che, quindi, ufficialmente può ancora operare fino al 16.09.2011. La PROSAR,  non può e non vuole registrare l’ennesima, ma oramai concreta ipotesi di interruzione di un servizio importante, quale quello di riabilitazione ai disabili, fino ad oggi garantito ai pazienti, dai n. 14 fisioterapisti in servizio a Monte S. A.. L’Amministrazione comunale, tutti i politici locali (consiglieri comunali, regionali) dovrebbero intervenire con fermezza e determinazione, al fine di scongiurare quanto stà accadendo in queste settimane, ivi compresa la messa a disposizione di nuovi locali da adibire ad ambulatori per consentire il trasloco del presidio dei Centri di Riabilitazione “Padre Pio”, garantendo di fatto la cura dei pazienti in trattamento ed allo stesso tempo il mantenimento dei livelli occupazionali".

Alberto Pinto, Commissario Territoriale: "E' necessario informare e/o ricordare ai cittadini e agli operatori della Sanità che la riforma della Costituzione del 2001, in particolare dell’articolo 117, ha introdotto la potestà di legislazione concorrente dello Stato e delle Regioni e la potestà regolamentare delle Regioni in materia di tutela della salute. La Regione ha un ruolo fondamentale nella programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari. E’ responsabile in via esclusiva dell'organizzazione delle strutture e dei servizi sanitari, è direttamente impegnata ad assicurare l'effettiva erogazione delle prestazioni incluse nei LEA (Livelli essenziali di assistenza) sulla base delle esigenze specifiche del territorio.

Abbiamo chiesto la convocazione di un tavolo tecnico al Prefetto di Foggia alla presenza del Sindaco della città, del Presidente della Fondazione e del Direttore Generale dell’Asl, per discutere e verificare soluzioni alternative alla chiusura del presidio ed allo stesso tempo per accertare che le procedure normativamente previste, siano state del tutto rispettate, tenuto conto della delicata e particolare utenza a cui  le prestazioni sono rivolte. Abbiamo anche preannunciato che in mancanza di risposte tempestive e risolutive, i lavoratori, i pazienti e le famiglie degli stessi, passeranno ad azioni di protesta estreme, ma oramai necessarie,  quali l’incatenamento all’entrata principale del presidio, lo sciopero della fame e un sit-in di protesta permanente". 

     
 

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