Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica Cerignola

Metta non si dimette ma mostra i muscoli: “Non mi ricattano, pronto a nuova campagna elettorale”

Il sindaco di Cerignola sfiderà i suoi consiglieri in aula. Ieri era andata deserta la seduta sul bilancio consuntivo. Federazione Civica chiede l'azzeramento dell'esecutivo

"Io non mi faccio ricattare da nessuno. Se domani ci sarà la maggioranza, si approveranno gli accapi, altrimenti daremo inizio ad una nuova campagna elettorale". Così il sindaco Franco Metta all'indomani di una turbolenta giornata politica a Palazzo di Città in cui si è spinto finanche a firmare le sue dimissioni, che però non ha immediatamente protocollato. Lo avrebbe fatto questa mattina se non fosse intervenuto un secondo ragionamento politico nella testa dell'avvocato penalista alla guida di Cerignola da soli due anni: sfidare i suoi consiglieri in aula e costringerli a mettere la faccia sulla fine anticipata dell'amministrazione. 

Come già scritto da Foggiatoday, ieri l'assise avrebbe dovuto approvare il bilancio consuntivo, sul quale, tra l'altro, pende anche la diffida del Prefetto. Ma la seduta va deserta. Non a sorpresa, in verità. Da giorni, infatti, si susseguono i mal di pancia, in particolare in seno a Federazione Civica, il secondo azionista di maggioranza dopo la Cicogna: dopo aver sostituito il capogruppo Ale Frisani, Leonardo Paparella, Antonio Limotta, Vincenzo Specchio e Samuele Cioffi hanno tentato la prova di forza col sindaco per defenestrare anche il loro assessore di riferimento, il vicesindaco Rino Pezzano.

In un documento riservato portato all'attenzione del primo cittadino chiedono l'azzeramento dell'esecutivo, esprimendo numerose doglianze anche rispetto all'assessore all'Urbanistica, Tommaso Bufano, esponente de ‘La Cicogna’. La reazione dei cicognini, ovviamente, è uguale e contraria: immediata la messa in discussione del presidente del consiglio, Paparella, appunto. E ieri, in una estrema prova di forza, al sindaco hanno rifilato un'aula vuota. Il più classico, insomma, dei ricatti politici.

Al quale  Metta, scrivevamo ieri, non intende sottostare. Da qui la firma immediata delle dimissioni, in queste ore riposta solo temporaneamente in un cassetto. "Purtroppo mi trovo in una situazione da dilettanti allo sbaraglio. Ma se fino a ieri erano abituati a ricattare i sindaci, oggi le cose sono cambiate - si sfoga Metta a Foggiatoday-. Domani andrò in consiglio, farò un discorso politico. Chi mi vuole, voterà gli accapi. Altrimenti tutti a casa. Io non mi faccio tirare dentro il rito ottocentesco delle verifiche di maggioranza. Federazione Civica ogni due mesi cambia idea. Gli assessori stanno lavorando bene, non si muovono. Se ne facessero una ragione". 

Occhi puntati dunque sulla seduta di domani. "Farò un discorso politico. Ovviamente se non avrò i numeri non esiterò ad andare a casa,  ma certamente non mi ritirerò s vita privata: dal giorno dopo ricomincerò una nuova campagna elettorale per chiedere alla mia città di farmi concludere almeno un primo mandato. E di giudicarmi all'esito di quello" conclude il primo cittadino. 

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