Sul clinkerificio Apricena si spacca in due. “No” della Provincia

Il consiglio provinciale si è pronunciato a sfavore. Nel paese del marmo caos durante la seduta straordinaria del consiglio comunale. L'assessore Abbenante: "Istituire un comitato tecnico-scientifico"

Non si placa la polemica sul clinkerificio di Apricena. Comunisti Italiani, Pdl e Prc ad Apricena si dicono contrari. Per Sinistra Ecologia e Libertà il progetto va modificato. Venerdì durante la seduta del consiglio comunale i cittadini hanno riempito la sala consiliare e non sono mancati attimi di tensione. Qualche ora prima la Provincia, anche grazie ai voti dei capigruppo di minoranza di Sel e Idv, Tavaglione e Colia, oltre che di quello del “dissidente” esponente del Partito Democratico Gaetano Cusenza, aveva detto “No” al clinkerificio.


Da una parte la Salute dei cittadini e la tutela dell’Ambiente, quindi la sicurezza, dall’altra il beneficio che la costruzione dell’impianto potrebbe arrecare in termini di posti di lavoro (circa ottanta) e di smaltimento dei rifiuti di marmo e trasformazione in cemento. Il confine che divide le due teorie è labile. Raggiunto al telefono, l’assessore di Sinistra Ecologia e Libertà, Alberto Abbenante, ci spiega che l’idea arrecherebbe sviluppo, ma allo stesso tempo il progetto ha dei punti critici che vanno risolti. “Sarebbe importante dapprima istituire un comitato tecnico-scientifico che operi in fase preliminare” ha dichiarato Abbenante. “Prima di tutto viene la difesa dell’ambiente e la salute dei cittadini, ma siamo contrari a un’opposizione preconcetta di tipo politico, ideologico e spesso opportunistico” ha aggiunto. L’assessore ha poi concluso: “Il progetto così com’è non ci piace perché presenta delle criticità, in primis quelle relative ai combustibili e alle emissioni”.

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Considerando che l’impianto dovrebbe sorgere in una zona agricola e si dovrebbe chiedere una variante di destinazione d’uso (industriale), il parere sovrano spetta alla Regione Puglia.

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