Martedì, 23 Luglio 2024
CDA PARTECIPATE

Cda delle società partecipate da 3 a 5 componenti: urla e accuse in Consiglio comunale, interrotta la diretta

Consiglio comunale piuttosto movimentato. L'opposizione ha provato a mettere i bastoni tra le ruote al campo largo sulle ex muncipalizzate

Il clima si fa incandescente in aula e la presidente Lia Azzarone sospende il Consiglio e la diretta streaming, ma la seduta prosegue e gli animi si surriscaldano.

È successo nella riunione di oggi, intorno alle 13.30, quando si discuteva ancora il primo punto all’ordine del giorno.

Quando il consigliere civico di opposizione Antonio De Sabato ha bollato come “mancia elettorale” l’aumento dei componenti dei Cda delle società partecipate da tre a cinque, è scoppiata la bagarre.

La prima ad inalberarsi è stata la sindaca Maria Aida Episcopo che ha respinto categoricamente l’accusa: “Studiate la storia delle mance passate”, dirà poi, mentre in aula va avanti un serrato botta e riposta tra banchi opposti. 

Nel trambusto, la presidente del Consiglio comunale Lia Azzarone, dopo aver suonato ripetutamente la campanella, ha sospeso il Consiglio e si è allontanata per avvisare i tecnici, preoccupandosi di interrompere lo streaming.

A onor del vero, risultava difficile, per chi si trovava in aula, anche sentire le parole pronunciate dalla presidente coperte dalle urla. Di fatto, il Consiglio è andato avanti. Il ‘fuorionda’ è pubblicato in calce.

L’ex candidato sindaco civico De Sabato, quando ha appreso che era stata interrotta la diretta, prendendola come una censura, ha rincarato la dose e, parafrasando l'infelice appellativo di cui poi si scuserà, ha definito la maggioranza antidemocratica.

La presidente si è appellata all’articolo 21 del Regolamento del Consiglio comunale di Foggia che testualmente recita: “Al Presidente del Consiglio spetta il mantenimento dell’ordine durante le sedute. Quando vi sia tumulto in aula e non si riesca a ristabilire l’ordine, il Presidente del Consiglio sospende la discussione o, se lo ritiene opportuno, scioglie la seduta”.

In risposta al consigliere comunale civico di opposizione Nunzio Angiola ha aggiunto: “Ho sospeso il Consiglio perché l’intervento del consigliere non era nelle condizioni di essere seguito, perché c’era confusione in aula. Quando si sospende il Consiglio, si sospende la registrazione”.

Nel frattempo, la sindaca ha abbandonato l’aula, e ha chiesto ai suoi di fare lo stesso, all’ennesima provocazione di De Sabato sul “calciomercato delle partecipate”: "Con la coscienza dell'uomo che ha detto la verità io vi guardo negli occhi, voi non so se potete fare la stessa cosa e se lo fate mentite", ha affermato agitando di nuovo le acque. 

A proposito della diretta streaming, vale la pena ricordarlo, c’era un precedente che ha contribuito ad amplificare la reazione del consigliere di opposizione: nelle registrazioni del Consiglio comunale dello scorso 12 giugno pubblicate sul canale YouTube manca un pezzo, vale a dire il suo scontro, a fine seduta, con l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso

Insomma, quello di oggi è stato un Consiglio comunale piuttosto movimentato. E non è stata una bella pagina.

Per circa quattro ore, la massima assise è rimasta impantanata sul primo punto: 'Atto di indirizzo alle previsioni del D.Lgs. 175/2016, Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica così come integrato e modificato dal D.Lgs. 100/2017'. Obiettivamente, al cittadino non dice molto.

L’atto di indirizzo prevede un “unico regolamento sul controllo analogo delle società partecipate, che possa permettere una più puntuale verifica sulle attività e un monitoraggio costante dei conti e dei servizi resi”, come spiegato dall’assessore al Bilancio e alle Partecipate Davide Emanuele.

Ma c’è dell’altro. “Nell’occasione di dare questi atti di indirizzo, unificandolo in un’unica delibera, si è dato anche mandato di attualizzare gli statuti delle società alle previsioni normative”. Si intende, il passaggio da 3 a 5 componenti dei Consigli di amministrazione.

L’opposizione ha provato a mettere i bastoni tra le ruote al campo largo progressista, pronto a votare l’atto di indirizzo per modificare l’assetto dei Cda delle ex municipalizzate. Il provvedimento è propedeutico alle nomine da smistare tra le forze della maggioranza, tema affrontato nella riunione di lunedì.  

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Claudio Amorese, ha presentato una pregiudiziale, poi bocciata, e ha eccepito come non si potesse demandare alle società partecipate l’adeguamento degli statuti: “La competenza è esclusivamente di questo Consiglio comunale”. 

Lamentava, peraltro, l’assenza di motivazioni alla base della delibera, che deve tenere conto anche delle esigenze di contenimento dei costi.

Ha alzato le barricate anche l’ex candidato sindaco civico Giuseppe Mainiero: “Non ha una logica da un punto di vista normativo, è come se facessimo un atto di indirizzo a noi stessi”. Ha paventato il rischio di danno erariale e ha suggerito di introdurre il sistema dualistico, con consiglio di gestione e consiglio di sorveglianza per “vestire di nobiltà” la moltiplicazione dei posti nei Cda.

In buona sostanza, secondo i consiglieri di opposizione, l’atto serve solo ad “aumentare le poltrone”. A  ruota, altri colleghi della minoranza sono intervenuti a difesa delle prerogative del Consiglio.

L’obiettivo è “ricondurre all’azione politica di questa amministrazione la conduzione delle municipalizzate”, ha spiegato il consigliere di maggioranza Pasquale Cataneo. A suo avviso, genererebbe un cambio di passo.  

L’opposizione ha provato a stanare in tutti i modi la maggioranza, chiedendo, sostanzialmente, che esplicitasse nella delibera la volontà di portare il Cda a cinque membri. Dal punto di vista formale e tecnico, poi, pare che l’atto dovesse essere perfezionato.

La pausa dei lavori non è bastata: “La montagna, e un’ora di lavoro all’interno della maggioranza, ha partorito un topolino”, ha detto l’ex candidato sindaco del centrodestra Raffaele Di Mauro, a proposito di un’integrazione all’emendamento già presentato dal consigliere M5S Giovanni Quarato per correggere il tiro. “È degna del miglior Tognazzi di Amici Miei”, ha aggiunto con una battuta.

Il centrodestra, peraltro, aveva preparato un emendamento per scongiurare eventuali consulenze esterne relative al controllo analogo.

È pronta ad assumersi la responsabilità della decisione insieme al campo largo la sindaca Maria Aida Episcopo, chiamata in causa sul punto proprio dall’ex avversario Di Mauro: “La sindaca - ha detto nel suo intervento Episcopo - trova la sua ragion d’essere, il suo orizzonte politico e ideologico in un campo largo progressista che è sempre compatto. Per cui, qualunque decisione sarà assunta dalla mia persona, sarà sempre in nome e per conto dei 36.900 cittadini che ci hanno dato il mandato di governo per questo quinquennio. I costi invariati sono una mia prerogativa e su questo non transigo, che siano 3 o 5. Ovvio che, qualora optassimo per una composizione allargata, non sarebbe mai contrastiva con la nostra mission originaria che trae nel noi, nella collegialità, nella pluralità e nella coprogettazione assennata la propria forza e la propria ragion d’essere”.

Dopo la bagarre, è venuto a mancare il numero legale e la seduta è stata sciolta. Il campo largo avrà tutto il tempo, fino a venerdì, di perfezionare l’atto da portare in aula e l’opposizione è già pronta a riavvolgere il nastro.   

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