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Giovedì, 18 Agosto 2022
Politica

Caso Orbitale, altre “anomalie” nell’appalto milionario: difesa debole del Comune

Nell’interpellanza di Augusto Marasco il caso ‘Orbitale’ denunciato da FoggiaToday: “Non basta mettersi il braccialetto bianco di Libera per parlare di legalità”

Il caso orbitale, l'appalto milionario per la costruzione dell'anello infrastrutturale di congiunzione tra i due caselli di Foggia, finito in Tribunale - come rivelato da FoggiaToday - con un'accusa di violazione della normativa anticorruzione per la ditta vincitrice, la molisana Favellato spa (e, di riflesso, per il Comune di Foggia), sospeso dal Tar nelle more di un pronunciamento di merito il prossimo 27 maggio, torna a bomba in consiglio comunale.

A sollevarlo è il capogruppo de "Il Pane e le Rose", Augusto Marasco, che all'attenzione della giunta Landella espone ulteriori "anomalie" che sarebbero venute fuori dalla lettura delle carte.  Alle ombre già emerse circa la mancata verifica dei requisiti in capo alla ditta vincitrice prima dell'aggiudicazione dell'appalto ed allo stato stesso dell'aggiudicazione (provvisorio o definitivo), si aggiungerebbe la tempistica e le modalità di quantificazione dei compensi per la commissione aggiudicatrice (circa 8mila euro, ancora non liquidati) "per i quali - osserva Marasco - sarebbe stata applicata una circolare ministeriale sui liberi professionisti piuttosto che sui dipendenti pubblici, i quali avrebbero diritto al solo rimborso spese, da far confluire, peraltro, nel fondo accessorio dell'ente", il tutto attraverso "una determina prodotta il 22 dicembre, giorno della presa dell'atto dell'aggiudicazione, ma che va in pubblicazione solo l'11 febbraio, giorno in cui era fissata l'udienza al TAR".  

Quindi il quesito dei quesiti: se si tratti, cioè, di aggiudicazione provvisoria o definitiva, come si evince dal Mirweb della Regione Puglia. Una circostanza fondamentale per comprendere la correttezza delle procedure di verifica dei requisiti in capo alla Favellato spa da parte del Comune di Foggia e, pertanto, l'eventuale esposizione del Comune ad azioni risarcitorie in assenza, come nel caso di specie, di provvedimenti di autotutela. "Un primo danno lo stiamo già subendo - affonda ancora Marasco - pari a 23mila euro: il compenso della commissione più i 15mila di avvocato ingaggiato per difenderci al Tar".

"Non basta mettersi il braccialetto bianco di Libera per parlare di legalità. Qui sono stati prodotti una serie di atti che hanno dell'incredibile e confliggono con il codice degli appalti" tuona il consigliere, per il quale "su un appalto di siffatta importanza l'amministrazione doveva agire con la massima cautela". Sull'iter seguito pesa anche la missiva anonima giunta il 19 dicembre al Comune e la conseguente nota del segretario generale, Maurizio Guadagno, responsabile locale dell'anticorruzione, che al Rup, Potito Belgioioso, chiedeva di "verificare le accuse circostanziate in essa presenti". "Una richiesta al quale non si è mai dato seguito: perché?" l'interrogativo dell'ex candidato sindaco.

Tocca all'assessore al Contenzioso, Sergio Cangelli, sobbarcarsi la questione. Cangelli prova a spiegare: "l'aggiudicazione diventa definitiva il 22 dicembre scorso, con la presa d'atto da parte della commissione aggiudicatrice. Per la verifica dei requisiti, la richiesta inviata alla Prefettura resta ancora inevasa". Denuncia anonima? "Una fase iniziale di precontenzioso aveva assorbito tutte le questioni. La sentenza non inficerà il finanziamento. Chi agita questo spauracchio fa puro terrorismo". Restano molti interrogativi.

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