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Il ricorso

Il ricorso

321 voti ma non entra in Consiglio, ci va Vigiano con 311: De Rogatis dichiara guerra

I 321 voti di Nino De Rogatis certificati dal TAR dopo un ricorso, ma il Comune concede la surroga a Luigi Vigiano che con 311 prenderà il posto di Mimmo Verile

"La matematica è un'opinione al Comune di Foggia". E' duro lo sfogo di Nino De Rogatis, candidato non eletto di Fi ed in odore di entrare in consiglio venerdì prossimo (giorno di convocazione dell'assise) per prendere il posto di Mimmo Verile, nominato assessore. Ci ha creduto, forte dei suoi 321 voti certificati dal TAR a seguito di un ricorso elettorale fatto già all'indomani delle urne, nel 2014. Ma sulla comunicazione di convocazione odierna del presidente del Consiglio, invece del suo nome compare, alla voce surroga, quello di Luigi Vigiano, che dalla sua ha 311 voti.  Dieci in meno. Eppure il posto sembra essere proprio per lui.

"Assurdo" - commenta oggi De Rogatis che preannuncia un altro ricorso al Consiglio di Stato - "l'amministrazione comunale si sta assumendo la grave responsabilità di interpretare i numeri". L'affondo è in particolare nei confronti del segretario generale dell'Ente, Maurizio Guadagno, reo di non aver modificato la graduatoria dei non eletti sulla scorta delle verifiche condotte dalla Prefettura a seguito del ricorso al TAR e che avevano già certificato la mancata assegnazione in origine a De Rogatis di ben 13 voti in tre diversi seggi.

"Fui costretto ad una diffida nei confronti dell'ente. Il segretario mi rispose, ed è scritto, che non sussisteva "l'attualità dell'interesse" che si sarebbe invece manifestata laddove ci sarebbe stata la necessità di una surroga. Ebbene, ci siamo: ma la graduatoria resta ancora quella venuta fuori dalle urne e sconfessata dal Tar".

Le carte sono finite oggi in Procura oltre che all'attenzione di sindaco Landella, presidente del Consiglio e di tutti i capigruppo. "Credo che la surroga vada sospesa almeno fino a quando non si accerterà a chi spetta sedere in Consiglio" dichiara ancora De Rogatis che preannuncia battaglia. "La questione è lapalissiana: chi ha più diritto, un consigliere che ha ottenuto 321 voti o chi ne ha ottenuti 311?"

La domanda elementare che rivolge in queste ore all'indirizzo dell'ente contro il quale punta il dito: "Qui si sta facendo una scelta". Politica? Non è dato sapere. Di certo c'è che Vigiano rimpinguerebbe il gruppo di Forza Italia; De Rogatis è dato in quota Fitto, seppur non lo abbia mai ufficializzato. "Non credo i numeri possano avere discrimine politico. Sicuramente l'amministrazione ha fatto una scelta. Quella di non aggiornare la graduatoria. Ed è gravissimo. Io vado avanti". 

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