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La strategia 'Nankuru nai sa' di Iaccarino, i movimenti dei 'conciliatori' e la linea dei giustizialisti

La riunione dei capigruppo è stata fissata al 25 gennaio. L'opposizione aveva presentato richiesta sette giorni fa. Di lì a tre giorni potrebbe essere convocato il Consiglio comunale che discuterà la proposta di revoca del presidente

A distanza di sette giorni dalla richiesta di convocazione con "la massima urgenza" della conferenza dei capigruppo presentata ufficialmente da Pasquale Dell'Aquila, Giuseppe Fatigato e Pippo Cavaliere è arrivato l'avviso: la riunione che calendarizzerà il Consiglio comunale di Foggia per la discussione della proposta di revoca del presidente è in programma lunedì 25 gennaio alle 15. Il caso Iaccarino si trascinerà per altri dieci giorni. Nel caso i capigruppo dovessero chiedere la convocazione a tre giorni, il Consiglio si riunirebbe al massimo venerdì 29 gennaio. Non ci sarebbero, infatti, i presupposti per una convocazione d'urgenza.

Si direbbe che Leonardo Iaccarino professi la filosofia del 'nankuru nai sa', espressione giapponese che significa 'con il tempo si sistema tutto' ed è considerata un mantra per trovare pace e armonia, ambizione delle 'colombe' della maggioranza che negli ultimi giorni hanno provato a buttare acqua sul fuoco. L'Udc, per suo conto, ha tarpato le ali al consigliere Antonio Caposto, uno dei peacekeeper. Il partito, che ha aderito alla presentazione della mozione di sfiducia, auspica che "resti fedele all'indirizzo ricevuto oltre che, ovviamente, all'impegno assunto". 

I consiglieri Lucio Ventura e Francesco Morese di Destinazione Comune hanno bollato come "singolare iniziativa" la missione di pace dei conciliatori della maggioranza. "La situazione è ferma e resta confermata alla condivisione e sottoscrizione pressoché unanime dei consiglieri comunali del documento depositato circa una settimana fa, ed ora in attesa di formale conclusione in Consiglio - scrivono i due civici di maggioranza - La chiarezza e la coerenza sono comportamenti valoriali al pari degli impegni assunti nei confronti della città. Solo in presenza di provvedimento finale, le necessarie valutazioni costituiranno oggetto dell’agenda politica dei partiti e movimenti civici, per le successive determinazioni cui pervenire congiuntamente. Le diverse goliardiche e variegate prospettazioni sono frutto di congetture che rappresentano maldestra iniziativa di qualche buontempone, che concorre, però, con tali ipotesi a generare confusione sulla vicenda che in questo delicato momento, invece, richiede solo coerenza e chiarezza da rappresentare nei riguardi della comunità cittadina che certamente, almeno questo, si aspetta dai propri rappresentanti eletti". Dove osano le aquile, non volano colombe. 

Corre l'obbligo di precisare che i 20 giorni entro cui procedere alla surroga decorrono dalla data di consegna al protocollo della proposta di revoca. Il capogruppo dei Cinquestelle Fatigato per primo ha stigmatizzato la scelta della data last minute: “Tutto tace dal centrodestra di Franco Landella e ci si permette di convocare la conferenza dei capigruppo - da me richiesta già da una settimana insieme ad altri due colleghi dell’opposizione, per la convocazione della seduta di Consiglio comunale nella quale sfiduciare il presidente che ha macchiato l’immagine della città- solo il prossimo 25 gennaio a pochi giorni utili dal primo febbraio termine ultimo per riunire l’assise". Per il finale della sua nota dedicata ai disservizi, il consigliere pentastellato sceglie quello che ormai è un tormentone: "È davvero tutta una barzelletta la gestione di questa città?".

Ieri aveva suonato la sveglia anche il leader dell'opposizione Pippo Cavaliere che, in attesa della convocazione dei capigruppo, aveva esternato un'amara constatazione: "Forse il presidente Iaccarino conta (a torto) sulla scarsa memoria della città, che potrebbe distrarsi e dimenticare le sue condotte".

Oppure potrebbe confidare in un ripensamento dei colleghi. Fino all'ultimo giorno. Nankuru nai sa.

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