Commissioni, De Pellegrino: “Con il governo Landella disprezzo di ruoli e prassi istituzionali”

Il consigliere comunale del Partito Democratico, Alfonso De Pellegrino, nel rinunciare al gettone di presenza previsto dalla partecipazione alle sedute, chiede l’intervento di Miranda

Alfonso De Pellegrino

Richieste inevase da amministratori e dirigenti (evidentemente ritenendo questo confronto un inutile passaggio formale o, peggio, una vera e propria perdita di tempo). E’ quanto denuncia il consigliere comunale e componente di una delle quattro commissioni consiliari, Alfonso De Pellegrino, rivolgendosi al presidente del Consiglio, Luigi Miranda. Soltanto due settimane fa era stato il collega di minoranza, Vincenzo Rizzi, a chiedere maggiore “trasparenza nelle attività”.

L’INTERVENTO DI DE PELLEGRINO. “Gentile presidente, mi rivolgo formalmente a Lei per chiedere, e spero ottenere, il suo formale intervento a difesa della dignità istituzionale delle commissioni consiliari e dei suoi componenti. Come certamente saprà, la commissione di cui sono componente ha più volte chiesto di poter discutere gli atti di propria competenza alla presenza degli amministratori e/o dei dirigenti con l’obiettivo di conoscere ed approfondire gli elementi di merito e poter più efficacemente partecipare, pur nella differenza politica, alla composizione degli atti stessi.

Nonostante l'impegno profuso dal presidente, le richieste sono state sempre, o quasi, inevase, tanto dagli amministratori che dai dirigenti, evidentemente ritenendo questo confronto un inutile passaggio formale o, peggio, una vera e propria perdita di tempo. Vero è che la normativa sul governo degli Enti locali attribuisce alle commissioni consiliari un ruolo marginale; ma ciò non può tradursi, come accade con l’Amministrazione Landella, nel disprezzo dei ruoli e delle prassi istituzionali. Atteggiamento, peraltro, già emerso in occasione del trasferimento forzoso e disorganizzato delle commissioni stesse da Palazzo di Città all’attuale sede.

La mancata interlocuzione tra consiglieri, di maggioranza e minoranza, amministratori e dirigenti produce inefficienze che, a mio avviso, potrebbero scongiurarsi riducendo il numero dei giorni di convocazione  e organizzando più efficacemente il calendario delle audizioni. Augurandomi che voglia fare Sua questa proposta, Le comunico la mia decisione di rinunciare al gettone previsto per la partecipazione alle sedute della commissione di cui sono componente”.

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