Politica

Declassamento dell'ospedale di Cerignola? La notizia che scuote la politica

Per Gianvito Casarella si tratta di "una fesseria che trova responsabili ed autori tutti in casa Pd". Ma anche il piddino Tommaso Sgarro invita Emiliano a ripensarci

La notizia del possibile declassamento dell'ospedale di Cerignola, all'indomani della presentazione al Ministero della Salute del Piano di riordino ospedaliero, ha scosso il mondo della politica locale e non. Forza Italia, nel centro ofantino, risponde di pancia. E lo fa attraverso le parole del coordinatore cittadino FI, Gianvito Casarella, su RadioTrc: “E’ una fesseria che trova responsabili ed autori tutti in casa Pd".

Il documento è stato inviato al ministro Beatrice Lorenzin dal governatore pugliese, Michele Emiliano, e prevede il ridimensionamento da ospedali di I livello a ospedali di base per le strutture di San Severo e Cerignola, mentre resta di base Manfredonia. L’ex sindaco di Bari, che è anche presidente regionale del Partito Democratico, per Casarella “è espressione diretta del premier Matteo Renzi. Oggi il governo nazionale e quello regionale condannano il territorio di Cerignola e San Severo, secondo una fredda logica dei numeri, senza tener presenti le specificità geografiche e sociali”.

In più, mentre Manfredonia (servita a 20 minuti di agevole viabilità da Foggia e a Nord dall’ospedale di San Giovanni Rotondo), evidentemente viene mantenuta senza declassamento o chiusura. “Tagli – chiarisce Casarella – che sono stati effettuati solo in maniera ragioneristica, regalando di fatto la nostra economia ospedaliera a Termoli, nel caso di San Severo, e ignorando la posizione di Cerignola che ormai ha un bacino d’utenza che va dai 5 reali Siti alla Bat, al Nord barese, alla Basilicata, al Molise, grazie a 2 caselli autostradali ed alla posizione extraurbana del nosocomio Tatarella”.

Ora, Lucera chiude e lascia orfano l’intero Subappennino, San Severo non è più, come Cerignola, ospedale di I livello. E il territorio piange lacrime amare, anche a causa della rappresentanza regionale che alle elezioni 2015 è venuta meno dopo tanti anni. Per Casarella, il problema è interno al Pd. “Fa specie sentire insorgere il Pd locale giacchè l’autore dei tagli è il loro presidente regionale, il governo è guidato da loro e loro hanno governato, Elena Gentile compresa, per 10 anni, creando le condizioni per questi tagli improcrastinabili e pur necessari”.

Sul “Caso Ospedale” è intervenuto anche il piddino Tommaso Sgarro che definisce la scelta “incomprensibile” ed invita il Governatore Emiliano a ripensarci. “E’ una scelta incomprensibile quella del declassamento dell'ospedale di Cerignola a Ospedale di base. Chiude la rianimazione? Chiude l'otorinolaringoiatria? Chiude Il punto nascita? La fibrosi cistica? Cardiologia? Come si fa a chiudere urologia? Che fine fa la rianimazione?”, si chiede Sgarro, Consigliere comunale e segretario PD Cerignola.

“Probabilmente paghiamo come comunità la mancata riconoscibilità politica che abbiamo avuto fino a ieri, e ha consentito al nostro nosocomio di esistere e rafforzarsi. Oggi non bastano letterine. Il governatore evidentemente non le ha lette. La scelta del governo regionale appare arbitraria e, oltre ogni campanilismo, questo piano di riordino non tiene contro della realtà del nostro territorio. Il Presidente Emiliano ci ripensi. Possono essere altri i criteri per l’efficentamento della spesa. A Michele Emiliano la comunità dei democratici di Cerignola chiede un confronto vero, onesto anche duro. Certe decisioni vanno concertate”.

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