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Cartiera di Foggia, Tarquinio: "Non permetteremo lo smantellamento dell'impianto"

Il senatore di Conservatori e Riformisti esprime preoccupazione sulla possibilità che la produzione di targhe venga trasferita allo stabilimento di Verrès in Valle d'Aosta

Non si fermano i commenti, pregni di preoccupazione, a proposito della produzione delle targhe all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia. 

Produzione che sarebbe a rischio dopo che lo scorso 15 luglio la giunta regionale della Valle D'Aosta ha stipulato un accordo di collaborazione con l'Ipzs, che preannuncia il varo della produzione di targhe nello stabilimento di Verrés, in provincia di Aosta, attraverso un investimento di circa 12 milioni di euro. 

LA VALLE D'AOSTA 'ESPROPRIA' FOGGIA, TREMANO I LAVORATORI DELLA CARTIERA

Dopo i commenti del consigliere regionale De Leonardis, dell'assessore regionale Piemontese, e i commenti rassicuranti di Michele Bordo e Colomba Mongiello, è il turno del senatore Lucio Tarquinio: "Da alcuni giorni circolano notizie molto preoccupanti per il futuro della cartiera di Foggia. A fine luglio pare che il Poligrafico dello Stato abbia deciso di trasferire nello stabilimento di Verrès, la linea di produzione di targhe per autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori, storico asset industriale della sede foggiana dell'IPZS. Non permetteremo in nessun modo lo smantellamento dell'impianto e a tal proposito chiederò un’audizione all'Amministratore del Poligrafico perché fornisca tutte le informazioni necessarie, soprattutto per approfondire il Piano industriale del Poligrafico". 

"La Cartiera rappresenta uno degli stabilimenti industrali dell'intera provincia di Foggia, che risulta essere la più penalizzata in Italia fra i territori, in termini di occupazione. La Cartiera - prosegue il senatore di Conservatori e Riformisti - è l'unica fonte di reddito per decine di famiglie, nonché un pezzo di storia del capoluogo. Lo spostamento della produzione è un fatto quantomeno dubbio, perché non previsto dal Piano Industriale, presentato dall'azienda un mese fa". 

Una decisione che potrebbe comportare lo smantellamento della Cartiera, e un'ulteriore riduzione dei livelli occupazionali in Capitanata. "Lo spostamento pare sia stato incentivato da appositi finanziamenti stanziati dalla Regione Valle d'Aosta. E’ quanto mai inusuale e inopportuno - conclude Tarquinio - che una azienda partecipata al 100% dello Stato venga finanziata da una Regione per spostare un impianto di produzione efficiente da una Regione a quell'altra: tanto più, nella fattispecie, da una regione del Mezzogiorno al Nord industriale del Paese",

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