Ici aree fabbricabili, opposizione di Apricena denuncia: "Cartelle pazze"

Sarebbero state calcolate rendendo impropriamente retroattivi fino al 2007 valori stabiliti in una delibera di Consiglio comunale del 2011

Apricena

A seguito delle numerose cartelle ICI sulle aree fabbricabili inviate dall'Ufficio Tributi a centinaia di cittadini apricenesi, giovedì 14 febbraio, su iniziativa dei consiglieri d'opposizione di "Progetto per Apricena" e "Valori in Comune" si è tenuta, presso la Casa Matteo Salvatore, un’assemblea pubblica durante la quale, in un clima di vera democrazia partecipativa, una commissione di tecnici ha illustrato alla cittadinanza, soluzioni concrete al problema. La commissione composta da ingegneri, architetti, avvocati, commercialisti, ragionieri, periti agrari e geometri tutti di Apricena, ha lavorato a titolo completamente gratuito, approfondendo la materia e studiando proposte  da sottoporre all'amministrazione e da deliberare nel prossimo Consiglio comunale monotematico richiesto dai cinque consiglieri d'opposizione.

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Le cartelle pervenute sarebbero particolarmente esose, poiché “calcolate rendendo impropriamente retroattivi fino al 2007, valori stabiliti in una delibera di Consiglio comunale del 2011”. I cittadini si sono visti addebitati importi ancora più elevati, poiché non sarebbero stati applicati neanche i coefficienti di abbattimento previsti nella stessa delibera. “In seguito – tuonano i consiglieri - il sindaco, con una operazione puramente demagogica, ha emanato un comunicato stampa nel quale si promettono sconti "dal 70% al 90%" sugli importi delle cartelle, e lo ha fatto distribuire a tutti i cittadini intervenuti all'assemblea pubblica organizzata  dalle opposizioni. “Con la solita logica clientelare inoltre, invece di seguire criteri oggettivi e stabilire valori di riferimento chiari per tutti, l'amministrazione si è semplicemente resa disponibile ad un contraddittorio tra ciascun contribuente e l'Ufficio Tributi. Oltre al danno anche la beffa: in un periodo di grande crisi economica, si costringono i cittadini ad avvalersi di costose consulenze per far valere i propri diritti” concludono.

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