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Giovedì, 26 Maggio 2022

San Severo ospedale di primo livello ma solo sulla carta. FdI a Palese: "Assumi e fai concorsi per farlo ripartire"

Tappa al ‘Masselli Mascia’ del tour dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia per denunciare le criticità del sistema sanitario pugliese e pungolare il nuovo assessore della Giunta Emiliano. Nel presidio dell’Alto Tavoliere il personale è ridotto al lumicino

I Fratelli d’Italia piantano le loro bandiere davanti all’ospedale Masselli Mascia di San Severo, ai piedi dello stemma della Regione Puglia che sventola. Fallito il tentativo dell’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, (“Nessuna chiusura, ma potenziamento e ulteriore riqualificazione”) di stroncare sul nascere la polemica dei meloniani dopo l’annuncio di una conferenza stampa di denuncia delle carenze della pianta organica che affliggono il nosocomio dell’Alto Tavoliere.

“Forse ha ancora le idee confuse, perché è arrivato da poco. Non ha capito che noi non parlavamo di infrastrutture”, ironizza oggi il consigliere regionale Giannicola De Leonardis. A sentire il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Ignazio Zullo, l’assessore alla Sanità - solo da un mesetto - si sta adeguando alla linea comunicativa di Emiliano: “Ha lanciato un comunicato roboante con il quale dice che per San Severo ci sarà un eldorado. Noi ci aspettiamo i fatti e le azioni. L’ospedale di San Severo, dentro la programmazione della rete ospedaliera, è un ospedale di primo livello e ha determinato anche il declassamento di altri presidi ad ospedali di base. Deve funzionare come ospedale di primo livello, altrimenti si squilibra tutta l’assistenza sul territorio”. Schierati assieme ai colleghi Francesco Ventola e Renato Perrini, si sono presentati in viale 2 giugno con una tabella dei posti letto e dei medici previsti e in servizio. Non è un’improvvisata, ma una tappa di un tour per 'pungolare' il neo assessore e il presidente Michele Emiliano, che qui, peraltro, è stato assessore alla Legalità, e non mancano di ricordarglielo.

“Questo ospedale si tiene in piedi solo grazie alla capacità di tanti medici e operatori sanitari – afferma il foggiano Giannicola De Leonardis - Un reparto di Ortopedia di fatto chiuso con un solo medico, un reparto di Ginecologia e Ostetricia che si tiene in piedi con 4-5 medici, di cui il primario andrà in pensione a fine anno ed altri due andranno via perché assunti altrove, Pediatria con due medici assunti e gli altri a convenzione: non è un modo di fare programmazione”. Vogliono dimostrare che manca proprio quella: “Si vive alla giornata in Puglia”. Rilanciano, così, la provocazione partita appena lo storico esponente del loro centrodestra era stato nominato assessore regionale nella Giunta di segno opposto: “Palese rimetta mano a quello che era stato il piano che aveva fatto lui con Fitto. Bisogna ripartire da lì e capire come far sviluppare la sanità in Puglia”.

Nel dettaglio, numeri alla mano,il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dimostra come nessuno dei reparti rispetti gli standard previsti per il personale: 13 medici su 16 in Cardiologia, 6 su 9 in Chirurgia Generale, medici di medicina generale in lungodegenza, 9 su 12 in Medicina Generale, e così fino a 1 su 10 in Ortopedia, meno della metà dei medici che dovrebbero esserci in Ginecologia e 2 su 10 in Pediatria.

Accendono un faro anche sulle criticità del servizio di vigilanza armata: “Il capitolato del nuovo appalto ha definito l’eliminazione del servizio di vigilanza armata ai due ingressi principali, via Masselli e viale 2 giugno, nei giorni di sabato, domenica e festivi; l’eliminazione della vigilanza armata nella postazione di videosorveglianza lasciando così, nel turno notturno, una sola guardia, tra l’altro impegnata nella postazione del pronto soccorso e quindi impossibilitata ad intervenire per garantire la sicurezza in altre aree della struttura”. Eppure, rilevano, la stessa Asl di Foggia l’ha definito un presidio “con speciali esigenza di sicurezza”.

“Oggi Palese deve fare quello che è necessario per questo ospedale: fare le assunzioni e i concorsi a tempo indeterminato dei medici – afferma De Leonardis - Gli avvisi pubblici e le mobilità non servono perché i medici che vengono qui con l’avviso pubblico fanno un mese, due mesi, e poi vanno via. C’è bisogno, invece, di fare i concorsi a tempo indeterminato e far ripartire questo ospedale”.

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